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No alla macellazione di agnelli e capretti, le associazioni animaliste: “A Pasqua un pranzo senza carne”

  • Postato il 4 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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No alla macellazione di agnelli e capretti, le associazioni animaliste: “A Pasqua un pranzo senza carne”

Liguria. “Ogni anno, in nome di una tradizione ormai anacronistica e sempre più contestata da una parte crescente della società, centinaia di migliaia di agnelli e capretti — circa 500.000 — vengono macellati proprio nei giorni in cui si celebra simbolicamente la rinascita” ricordano l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) e il Partito Animalista italiano (PAI).

“Sono animali neonati, spesso separati precocemente dalle madri e avviati verso una fine prematura dopo una vita brevissima. Si potrebbero mostrare immagini crude di mattatoi e di piccoli trascinati via mentre belano disperatamente. Quelle immagini esistono e raccontano una realtà che molti preferiscono non vedere. PAI e OSA scelgono invece di mostrare altro: la serenità che ogni cucciolo dovrebbe poter vivere, indipendentemente dalla specie a cui appartiene. Non tutto, però, resta immutato”.

“Negli ultimi anni si registrano segnali incoraggianti: il consumo pasquale di carne di agnello e capretto è in progressivo calo. Le ragioni sono diverse — economiche, culturali, etiche — ma indicano una crescente consapevolezza nella società italiana. Sempre più persone scelgono un’alimentazione vegetariana o vegana, oppure semplicemente più attenta al benessere degli animali. È un cambiamento lento, ma reale”.

Per questo OSA e PAI invitano tutti a compiere un gesto semplice ma significativo: “Scegliere, per il pranzo di Pasqua, un menù senza carne. La tradizione culinaria ligure offre infinite alternative ricche di gusto, legate alla terra e alla cultura contadina: piatti che valorizzano i prodotti agricoli locali e che permettono di festeggiare senza che la festa di qualcuno coincida con la fine della vita di qualcun altro; e per finire l’uovo pasquale, ma di cioccolato fondente, come da tradizione”.

“La Pasqua può essere davvero una festa di rinascita, se si smette di considerare inevitabile ciò che inevitabile non è:non essere complici di questa strage silenziosa ed essere parte del cambiamento si può” concludono.

Autore
Il Vostro Giornale

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