Nel reggino sequestrati quasi 900 chili di botti illegali: 4 deferiti

  • Postato il 5 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Nel reggino sequestrati quasi 900 chili di botti illegali: 4 deferiti

I Carabinieri del reggino sequestrano circa una tonnellata di botti illegali tra Bagnara, Fiumara e Siderno. Deferite quattro persone.


REGGIO CALABRIA – Un’offensiva massiccia contro il mercato nero dei fuochi d’artificio è stata portata a termine dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria. Una serie di operazioni coordinate tra la costa tirrenica e quella ionica ha portato nei giorni scorsi al sequestro di quasi una tonnellata di materiale pirotecnico detenuto illegalmente.

Il centro più colpito dai controlli è stato Bagnara Calabra. Qua i militari dell’Arma, supportati dalla Guardia di Finanza di Villa San Giovanni, hanno messo a segno due colpi pesantissimi. In un’attività commerciale sono stati rinvenuti oltre 230 chili di articoli non autorizzati. Un secondo intervento, invece, ha permesso di scovare un deposito illegale con più di 500 chili di materiale esplodente. Deferite le due persone ritenute responsabili.

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L’allerta è rimasta altissima anche a Fiumara, dove i militari durante la perquisizione in un’abitazione privata hanno rinvenuto e sequestrati: materie esplodenti destinate alla vendita tra cui batterie di tubi monocolpo e, soprattutto, un ordigno artigianale dotato di miccia d’innesco. A Siderno, i Carabinieri hanno individuato un altro deposito abusivo in pieno contesto urbano. All’interno erano stoccati circa 100 chili di fuochi d’artificio, conservati in condizioni precarie che avrebbero potuto causare una tragedia in caso di innesco accidentale.

L’azione capillare dell’Arma ha permesso di neutralizzare pericoli concreti per la pubblica incolumità. Tutto il materiale è posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. «Si precisa – scrivono i carabinieri- che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari. E, che le persone deferite sono da ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Questo nel rispetto del principio di presunzione di innocenza sancito dall’ordinamento giuridico».

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