Nel 2025 in aumento gli operatori sanitari aggrediti, il rapporto dell’osservatorio del ministero della Salute
- Postato il 15 marzo 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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Nel 2025 sono stati registrati quasi 18.000 episodi di aggressione a operatori sanitari e sociosanitari, coinvolgendo complessivamente 23.367 persone, considerando che un singolo episodio può interessare più professionisti. È quanto emerge dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, pubblicata sul sito del ministero della Salute in occasione della Giornata di prevenzione contro la violenza sugli operatori. Rispetto al 2024, le segnalazioni risultano leggermente in calo (18.392), mentre aumenta il numero complessivo degli operatori aggrediti, da 22.000 a oltre 23.000.
Gli aggressori sono prevalentemente pazienti, seguiti da familiari e caregiver. La maggior parte degli episodi riguarda aggressioni verbali (69%), mentre quelle fisiche rappresentano il 25% e quelle contro la proprietà il 6%. Il personale femminile è il più colpito, con oltre il 60% dei casi in molte Regioni. Gli infermieri restano la categoria più esposta (55%), seguiti da medici (16%) e operatori socio-sanitari (11%), mentre altre figure professionali, tra cui personale non sanitario, front office, vigilanti e soccorritori, rappresentano il 12% delle segnalazioni. Le aggressioni avvengono principalmente in ambito ospedaliero, soprattutto nei Pronto Soccorso, nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) e nelle Aree di Degenza. Negli istituti penitenziari le segnalazioni restano stabili (428 contro 433), suggerendo che un numero elevato può riflettere una maggiore cultura della denuncia più che un aumento reale degli episodi.
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