Naufragio di Cutro, la Procura di Crotone chiede di togliere il segreto di Stato su alcuni atti
- Postato il 24 marzo 2026
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Naufragio di Cutro, la Procura di Crotone chiede di togliere il segreto di Stato su alcuni atti

La Procura di Crotone chiede a Frontex, Finanza e Capitaneria se su alcuni atti del naufragio di Cutro ci sia ancora segreto di Stato
CROTONE – La Procura di Crotone scriverà nei prossimi giorni a Frontex per sapere se alcuni atti sono ancora coperti da segreto di Stato al fine di produrli nel processo per la strage di Cutro. E ha già scritto al Comando operativo aeronavale della Guardia di finanza e al Comando nazionale delle Capitanerie di porto per sapere se alcuni atti sono stati “declassificati” e quale sia, eventualmente, il livello di segretezza. Lo ha svelato il pm Matteo Staccini nel corso di un’udienza serrata del processo, rispondendo alle sollecitazioni dei difensori di sei ufficiali della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto imputati per la morte di un centinaio di migranti. «Se non dovessimo avere risposta, forniremo i documenti originali al Tribunale che si determinerà se ci siano eventuali violazioni della segretezza nell’utilizzo della documentazione», ha aggiunto il pm.
SEGRETO DI STATO
Il processo si basa su elementi di indagine che non comprendono il Diario degli avvenimenti del 25 febbraio 2023 della Centrale di Coordinamento del Coan, che ha sede a Pratica di Mare. Il tema era emerso nel corso di una precedente udienza, durante la quale il firmatario dell’informativa alla base dell’inchiesta, il maggiore dei carabinieri Roberto Cara, riferì che il Nucleo investigativo da lui diretto aveva chiesto al Coan i nomi degli operatori di turno tra la mezzanotte e le 20 del 25 febbraio. I carabinieri chiesero di acquisire anche l’elenco degli assetti navali ed aerei pianificati dalla Guardia di finanza e da altri enti nell’ambito dell’operazione Themis.
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DATI SENSIBILI
Alcuni documenti, però, erano da considerarsi sensibili. Pertanto la loro conservazione, secondo una circolare edita dal III Reparto Operazioni della Guardia di finanza risalente al luglio 2014, deve avvenire secondo modalità che ne tutelino la riservatezza. L’ufficiale fece riferimento esplicitamente al Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica e alla disciplina del segreto.
MOTIVI DI SICUREZZA ALL’IMRCC
La questione si è riproposta in aula durante il controesame del consulente tecnico Fausto Colosimo. Rispondendo alle domande del pm sulle modalità di acquisizione di dati presso la sala operativa di Roma del Centro nazionale di coordinamento del soccorso martittimo (Imrcc), l’ingegnere ha affermato che «alla presenza di D’Agostino fu rappresentato che non era possibile l’acquisizione per motivi di sicurezza». Il riferimento è con ogni probabilità al capitano di vascello Gianluca D’Agostino, peraltro sentito dalla Procura di Crotone come persona informata sui fatti.
IL DVD “CONSEGNATO”
Colosimo ha affermato che gli fu «consegnato» un dvd ma non ha assistito all’attività di copia. Il suo compito, comunque, non consisteva nel compiere un’ispezione ma doveva limitarsi ad eseguire un ordine di esibizione di atti informatici e cartacei emesso dalla Procura. «Non posso escludere che non ci fossero ulteriori dati che non mi sono stati esibiti», ha detto il teste rispondendo a una domanda dell’avvocato Tiziano Saporito. «In alcuni casi si possono comunque recuperare dati cancellati», ha detto ancora il teste rispondendo a una domanda sulla possibile alterazione o manipolazione. Il consulente della Procura ha, invece, avuto accesso direttamente ai sistemi delle sale operative dei Comandi territoriali.
LA DIFESA VUOLE GLI ATTI “RISERVATI”
Tra i legali che hanno chiesto con più insistenza la produzione degli atti attualmente “riservati”, Tiziano Saporito, Leone Fonte, Alice Massara. A quel punto il pm ha svelato di aver già scritto ai Comandi nazionali di Guardia di finanza e Guardia costiera e che «entro pochi giorni» scriverà anche a Frontex per produrre «quanto prima possibile» gli atti «ostensibili». Il presidente del Tribunale penale di Crotone, Alfonso Scibona, ha comunque precisato che il processo andrà avanti sulla base degli atti disponibili e che «l’onere di produrre nuovi elementi a carico spetta alla Procura». «Entro pochi giorni la Procura di Crotone solleciterà Frontex per conoscere il livello di classificazione della segretezza», ha svelato a quel punto il pm. E «se non dovessimo avere risposta – ha aggiunto – forniremo gli atti al Tribunale».
LE TESTIMONIANZE
L’udienza è iniziata con il controesame di due sottufficiali dell’Arma che anno preso parte alla complessa indagine. L’appuntato Gaetano Vaccaro ha acquisito da fonti aperte informazioni sull’imbarcazione “Summer Love A”. «Con quel nome abbiamo individuato due imbarcazioni. Una nel Mar Nero e l’altra nel Mare Egeo». Quest’ultima è quella partita alla volta di Cutro, e batteva bandiera turca. È stata poi la volta del maresciallo Alessio Gerardo Ruggiero, che ha acquisito informazioni sulla struttura gerarchica di Frontex.
IL RADAR DEI “FALSI POSITIVI”
L’udienza è entrata nel vivo con il controesame dell’ingegnere Colosimo che, in particolare, è stato incalzato dall’avvocata di parte civile Lidia Ricchio sui cosiddetti “falsi positivi” del radar costiero posizionato nella località Campolongo di Isola Capo Rizzuto. Quella tragica notte il radar evidenziò un avvistamento alle 3.34, uno alle 4.05 e un altro alle 4.12. Il margine di affidabilità in un caso era assoluto, “di livello dieci”. E comunque non scese sotto i sette decimi, ha affermato il teste. Anche se alcuni operatori della sala radar gli avevano riferito che in casi di segnale affidabile molte volte si trattava di “falsi positivi”, a causa di un cattivo funzionamento delle apparecchiature. L’avvocato difensore Liborio Cataliotti ha rilevato che «Il segnale non era costante. C’erano picchi e scalate».
ATTESA PER Il SUPER PERITO
Tra le questioni emerse anche i dubbi su un file muto della durata di otto secondi non oggetto di perizia che, su richiesta congiunta delle parti, dovrà essere trascritto. Si tratta di un frammento di una delle telefonate tra gli operatori delle centrali.
Le due prossime udienze saranno focalizzate sulla testimonianza dell’ammiraglio in pensione Salvatore Carannante, che ha redatto una perizia per la Procura. Il documento era stato peraltro discoverato nel processo parallelo agli scafisti. La perizia avvalora la tesi dell’approssimazione delle informazioni fornite da Frontex. Informazioni ritenute «poco attendibili e fuorvianti» circa la determinazione della rotta e della velocità della Summer Love, il caicco malandato nel cui ventre schiantatosi contro la maledetta secca di Steccato erano stipati circa 200 migranti.
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