Napoli Explosion: Il rito del Capodanno diventa arte al Real Albergo dei Poveri

  • Postato il 24 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Napoli Explosion: Il rito del Capodanno diventa arte al Real Albergo dei Poveri

Napoli explosion, al Reale albergo dei poveri la mostra di Mario Amura. In occasione dei 2500 anni di Napoli, la monumentale sede di Piazza Carlo III ospita la mostra di Amura. Un viaggio tra fotografia e pittura che documenta quindici anni di “esplosioni” collettive.


NAPOLI – Non è solo una festa, ma un rito identitario che ogni anno trasforma il cielo di Napoli in un palcoscenico di luce. Da questa energia collettiva nasce “Napoli Explosion RAP”, la grande mostra di Mario Amura curata da Sylvain Bellenger, aperta al pubblico presso il Real Albergo dei Poveri dal 15 dicembre 2025 fino all’8 marzo 2026. 

«Devo fidarmi dei miei occhi?», si chiede Mario Amura di fronte alla danza frenetica delle luci incendiano il Golfo. È un interrogativo che attraversa l’intera esposizione e che svela l’approccio quasi mistico dell’artista verso il suo soggetto. Per Amura, la notte di San Silvestro non è un evento da immortalare con la freddezza del cronista, ma un’epifania visiva che mette in discussione i confini della percezione. Salire sul Monte Faito, nel silenzio della vetta mentre sotto il mondo esplode, significa per lui entrare in una dimensione dove la fotografia smette di essere “scatto” per farsi attesa e tradimento del reale.

Quindici anni di attesa e contemplazione

Il progetto è il frutto di un lavoro monumentale durato oltre quindici anni. Ogni notte di San Silvestro, dal 2010 ad oggi, l’artista Mario Amura è salito sulla cima del Monte Faito per osservare e registrare l’esplosione dei fuochi d’artificio che avvolge il Golfo e circonda il Vesuvio. L’obiettivo di Amura non è il semplice reportage: attraverso un uso sapiente dei tempi di esposizione e del movimento della camera, le migliaia di luci accese dai napoletani si trasformano in forme astratte, filamenti e velature che richiamano la pittura cinetica. Come sottolineato dal curatore Sylvain Bellenger, le immagini superano la dimensione descrittiva per diventare “forme autonome”, rimetendo al centro la fotografia come linguaggio conoscitivo. 

Un inno alla città e una sfida al vulcano

La mostra si inserisce nelle celebrazioni per il 2500° anniversario della fondazione di Neapolis. L’allestimento è concepito per immergere il visitatore in un’atmosfera suggestiva, dominata da un “rosso incandescente” che richiama sia la camera magmatica del vulcano sia la camera oscura del fotografo. 

Secondo lo storico dell’arte Salvatore Settis, l’opera è un vero e proprio “inno di Napoli a se stessa”. La coralità è l’elemento centrale: migliaia di persone, facendo esplodere i propri fuochi, contribuiscono inconsapevolmente a un’opera pittorica collettiva, una sorta di “eruzione spontanea” messa in scena dal popolo per omaggiare o sfidare l’ombra silenziosa del Vesuvio. Anche lo scrittore Erri De Luca ha lodato il lavoro, definendo l’artista come colui che “ha impresso l’orma di un popolo calcata dentro alcuni minuti di spensierata gloria”.

Tecnologia ed esperienza immersiva

Oltre a trenta opere inedite di grande formato e una sala cinema che proietta un documentario sulla genesi del progetto, il percorso espositivo offre un’esperienza tecnologica d’avanguardia. Grazie all’area immersiva NYA – Now Your Art, i visitatori possono, attraverso la realtà virtuale, assistere alla festa dalla prospettiva del Monte Faito e “scattare” la propria opera unica digitale, partecipando attivamente al gesto creativo di Amura. La mostra, prodotta dalla Casa delle Tecnologie Emergenti del Comune di Napoli in collaborazione con lo studio Napex, è a ingresso gratuito.

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