Napoli, 20enne ucciso in una sparatoria: ok ai funerali pubblici
- Postato il 13 aprile 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Napoli, 20enne ucciso in una sparatoria: ok ai funerali pubblici
La Questura dà l’ok ai funerali pubblici per Fabio Ascione, il 20enne ucciso in una sparatoria nella periferia di Napoli. Domani il rito funebre: non era lui l’obiettivo del raid. Si affronta il tema della sicurezza
Napoli – Dopo un’analisi durata alcuni giorni, la Questura di Napoli ha dato l’ok ai funerali pubblici per Fabio Ascione, il 20enne incensurato rimasto ucciso in una sparatoria avvenuta la scorsa settimana nella periferia est di Napoli. Il rito funebre sarà celebrato domani mattina alle 10.30 ai SS. Pietro e Paolo del quartiere Ponticelli. Sul caso sono un corso le indagini dei carabinieri che, al momento, hanno escluso che l’obiettivo del raid fosse il 20enne, dipendente di una sala bingo della zona, colpito da un solo proiettile al torace e morto subito dopo il ricovero al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania. Non ritenuto vicino ad ambienti camorristici, inizialmente era stato negato il permesso per il funerale. Ora, dopo un’analisi più attenta, il cambio di rotta. Fabio Ascione è da considerarsi a tutti gli effetti una vittima innocente.
SICUREZZA: BISOGNA AFFRONTARE IL TEMA PONTICELLI
Nel frattempo si affronta il tema della sicurezza. “Sul controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine a Ponticelli negli anni ci saremmo aspettati qualcosa di più. La situazione è estremamente complicata, c’è in giro una violenza inaudita, purtroppo l’ennesimo ragazzo che perde la vita non ci si sorprende”. Lo dice all’Adnkronos Valeria Pirone, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico tecnologico “Marie Curie” di via Argine, quartiere Ponticelli, zona orientale di Napoli, commentando l’omicidio di Fabio Ascione, 20 anni, ucciso il 7 aprile all’esterno di un bar di fronte casa, avvenuto probabilmente “per errore”.
“Bisogna affrontare il tema Ponticelli, c’è bisogno di un presidio stabile, fisso, non occasionale, ci vuole il potenziamento della videosorveglianza, che al momento è inesistente, inadeguata”, continua il dirigente scolastico. “Accadono fatti di cronaca nera tutti i giorni, servono posti di blocco nelle aree violente, di cui sono a conoscenza di tutti quelli che vivono qui o ci lavorano. Le scuole ci sono – rimarca – , come le associazioni, come gli operatori del terzo settore, ma da sole possono ben poco come presidio di legalità, il mostro è enorme, tentacolare, c’è un’emergenza seria, qui si spara e si muore”.
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Napoli, 20enne ucciso in una sparatoria: ok ai funerali pubblici