Nadal, una "carezza" a Sinner: "Ha l'umiltà per imparare la lezione". E sulla finale: "Tifo Alcaraz, ma anche... Nole"
- Postato il 31 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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L’umiltà alla base di tutto. “È una sconfitta che servirà per aiutarlo a crescere”, spiega Rafa Nadal. Che di sconfitte in carriera ne ha dovute metabolizzare tante, più di quanto ad oggi non abbia ancora fatto Jannik Sinner. Al quale però il maiorchino, invitato d’eccezione a seguire le ultime fasi degli Australian Open, ha voluto rivolgere parole al miele dopo la battuta d’arresto subita in semifinale a opera di Novak Djokovic. Uno che Nadal conosce bene, e che pertanto sa perfettamente quanto possa essere difficile da arginare, specialmente in determinati contesti.
- Il consiglio di Rafa: "Dalle sconfitte c'è sempre da imparare"
- Una finale da "doppia": "Da spagnolo dico Carlos, ma invidio Nole"
Il consiglio di Rafa: “Dalle sconfitte c’è sempre da imparare”
Lo spagnolo ha cercato di trasmettere le sue sensazioni a margine delle splendide semifinali che hanno tenuto col cuore in gola milioni di telespettatori sparsi in ogni angolo del pianeta. Emozioni che lo stesso Rafa ha potuto percepire nitidamente, e che in qualche modo hanno fatto riaffiorare nella sua testa migliaia di ricordi consegnati alla memoria collettiva, sparsi in quasi 20 anni di carriera. E in qualche modo non ha avuto difficoltà a mettersi nei panni di Sinner, certo deluso dall’esito della sfida con il serbo.
“Jannik ha avuto molte opportunità per chiudere i conti, ma non è riuscito a sfruttarle e così facendo ha permesso a Nole di alzare sempre di più il proprio livello di gioco. Sinner rimpiangerà certamente certe occasioni non sfruttate soprattutto nel quinto set (il riferimento è alle 8 palle break non convertite), ma Djokovic di contro ha saputo alzare il proprio livello nel momento più importante della partita.
Penso che Jannik possa trarre molti insegnamenti da questa sconfitta: ha una buonissima capacità di autocritica, ha l’umiltà per capire dov’è che deve migliorare e cosa deve fare per non ricadere in determinati errori. Certe sconfitte fungono da campanello d’allarme per capire dove bisogna lavorare, affinché non si ripetano in futuro”.
Una finale da “doppia”: “Da spagnolo dico Carlos, ma invidio Nole”
La saggezza di Nadal è amica di Sinner in un momento nel quale la delusione è forte per un epilogo (per certi versi) inaspettato. “Ha giocato un ottimo torneo”, ha aggiunto lo spagnolo, “ma nel tennis non si può sempre vincere. Ha affrontato un tennista che ha alle spalle una storia incredibile, ma non dubito del fatto che saprà riprendersi come è già successo in passato (il riferimento è al ko. nella finale del Roland Garros 2025 con Alcaraz), perché Jannik è molto forte mentalmente”.
Adesso però per Rafa si pone un bel problema: ospite di un evento sponsorizzato da Kia (che gli ha regalato un’auto con una livrea speciale, dove si scorgono le immagini dei suoi trionfi australiani), a precisa domanda su chi tiferà in finale s’è trovato decisamente preso tra due fuochi. “Voglio soltanto godermi un tennis di altissimo livello. Mi fate una domanda alla quale è difficile per me rispondere: con Nole abbiamo vissuto una storia incredibile negli scorsi due decenni, e anche se sta andando verso la parte conclusiva della sua carriera riesce a essere ancora molto competitivo. Per lui provo grande rispetto e anche un po’ di invidia, perché sono convinto che se non avessi avuto a che fare con tutti gli infortuni che mi sono capitati avrei potuto essere ancora qui a giocare e combattere per qualche titolo… per questo dico che sarei felice se dovesse vincere.
Però è chiaro che Alcaraz è spagnolo, è stato il mio ultimo compagno di doppio alle olimpiadi e abbiamo giocato assieme anche in Davis, pertanto mi sento di dover fare il tifo per lui”. Sano campanilismo, ma a conti fatti, chiunque dovesse alzare il trofeo troverebbe il gradimento di Rafa.