Mutande, il dispositivo conta-peti: non solo cifre, a cosa serve

  • Postato il 11 febbraio 2026
  • Scienze & Tech
  • Di Libero Quotidiano
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Mutande, il dispositivo conta-peti: non solo cifre, a cosa serve

C’è chi conta i passi e chi le calorie. Da oggi si possono contare anche i peti. È stato infatti inventato un curioso dispositivo applicabile a qualunque paio di mutande capace di registrare quante flatulenze emettiamo nell'arco di una giornata. Ma attenzione, l'idea ha delle basi scientifiche: misurare questi dati può aiutare a capire meglio lo stato di salute dell’intestino e a costruire parametri di riferimento utili per valutare l’efficacia di diete, probiotici e altri interventi. Da questa intuizione prende forma una ricerca che punta a fare ordine in un ambito finora affidato più all’imbarazzo che alla scienza.

Un team di ricercatori statunitensi - come ricorda FanPage.it - ha sviluppato un dispositivo tecnologico in grado di monitorare la produzione quotidiana di gas intestinali. Dai primi test è emerso che un adulto sano produce in media 32 flatulenze al giorno, un valore sorprendentemente più alto rispetto alle 14 stimate in precedenza. Un dato importante, perché senza uno standard di riferimento è impossibile stabilire quando si è davvero fuori norma.

 

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Gli autori dello studio ricordano che conosciamo bene i livelli ideali di glicemia o colesterolo, ma non quelli delle flatulenze, che riflettono direttamente l’attività del microbiota intestinale. Poiché l’equilibrio della flora batterica è coinvolto in digestione, metabolismo e sistema immunitario, i ricercatori hanno avviato la creazione di un vero e proprio "Atlante del Flatus Umano" (Human Flatus Atlas), pensato per definire i range di normalità e individuare possibili anomalie. La soluzione è stata aggirare le misurazioni invasive analizzando l’idrogeno presente nei gas attraverso le cosiddette "Smart Underwear", mutande intelligenti dotate di sensori elettrochimici capaci di lavorare 24 ore su 24 e applicabili "discretamente" a qualsiasi biancheria intima.

Il dispositivo è stato progettato da un gruppo guidato da Brantley Hall e Santiago Botasini, che spiegano come l’idrogeno sia l’indicatore più prezioso, perché mostra "quando e con quale intensità il microbiota intestinale fermenta le fonti alimentari". Proprio questa misurazione oggettiva, sottolinea Hall, "ci offre l'opportunità di aumentare il rigore scientifico in un'area che è stata difficile da studiare". Il problema, aggiunge, è che "non sappiamo esattamente come si presenti la normale produzione di flatulenza" e senza un riferimento chiaro "è difficile sapere quando la produzione di gas di una persona è davvero eccessiva".

 

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Nel primo test settimanale, i partecipanti hanno giudicato confortevole il dispositivo e i sensori hanno registrato valori ben più elevati rispetto agli studi basati su autovalutazioni, incapaci di rilevare la produzione notturna. Le flatulenze osservate andavano da un minimo di 4 a un massimo record di 59 al giorno. In una seconda fase, con l’aggiunta di inulina alla dieta, le mutande smart hanno individuato con una precisione del 94,7 percento l’aumento dell’idrogeno in 38 adulti sani, dimostrando un’elevata sensibilità.

I prossimi passi prevedono il coinvolgimento di migliaia di volontari, dai cosiddetti Zen Digesters agli Iperproduttori di idrogeno, per mappare in modo definitivo la variabilità della produzione di gas. Come conclude Hall, "L'Atlante del Flatus Umano stabilirà linee di base oggettive per la fermentazione microbica intestinale, che è una base essenziale per valutare come gli interventi dietetici, probiotici o prebiotici modificano l'attività del microbioma". I risultati dello studio "Smart underwear: A novel wearable for long-term monitoring of gut microbial gas production via flatus" sono stati pubblicati sulla rivista Biosensors and Bioelectronics: X.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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