Musetti, un film già visto: decimo ritiro in carriera (il secondo contro Djokovic). "Non c'erano avvisaglie, è un incubo"

  • Postato il 28 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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È un’altra giornata storta, di quelle che Lorenzo Musetti (suo malgrado) ha imparato a conoscere e a scontare sulla propria pelle. Perché gli infortuni fanno parte della vita di un tennista, ma quando si tratta del carrarino la frequenza è tanto elevata da far inevitabilmente scaturire tante, troppe domande. Anche se poi contro certi malesseri o malanni nessuno li può prevedere: lo stesso Lorenzo, a margine della sfida con Djokovic, ha ammesso di non aver avuto alcun sentore di quello che puoi è effettivamente accaduto. Semplicemente è successo, e fa un male cane doversene tornare a casa, pensando a come stavano andando le cose.

Cinque anni dopo, Nole beneficia di un altro ritiro di Musetti

Quello con Djokovic è il ritiro numero 10 della carriera di Musetti, considerando anche il primo match nel quale non riuscì ad arrivare fino alla fine nel Challenger di Cordenons nel 2019 (a beneficiarne fu Gian Marco Moroni, 27enne romano che è praticamente inattivo da un paio d’anni).

A livello ATP i ritiri complessivi salgono a 9, di cui però 3 negli ultimi 8 mesi: la semifinale al Roland Garros contro Alcaraz (che già beneficiò di un problema fisico del toscano due mesi prima nella finale di Monte Carlo, quando però Lorenzo arrivò comunque a concludere il match al terzo) e il quarto di finale a Pechino contro Tien fecero risuonare più di un allarme, oltre a far perdere opportunità ghiotte per riuscire ad andare avanti in tornei nei quali Musetti stava realmente facendo vedere ottime cose.

Un copione che potrebbe tranquillamente essere recuperato parlando della corsa mostrata a Melbourne nei giorni passati, con Djokovic che ha ammesso candidamente di essere stato fortunato a beneficiare del problema fisico occorso al rivale. Peraltro, non è la prima volta che accade: negli ottavi del Roland Garros 2021 successe una cosa simile, con Musetti avanti 2-0 e poi costretto ad alzare bandiera bianca al quinto sul 4-0 dopo aver strappato appena un game nei successivi tre parziali (allora a causa di un affaticamento all’inguine).

Lorenzo sconsolato: “Ho fatto una smorzata e ho sentito dolore”

Ancora una volta, Lorenzo ha ammesso di essersi sorpreso dello stop improvviso che l’ha costretto a lasciare il campo. “Stavo giocando il miglior tennis della mia vita, per giunta contro il tennista più vincente della storia. Sto vivendo un incubo e Dio solo sa come mi sento in questo momento. Non avevo avuto alcuna avvisaglia del problema: faremo degli esami e vedremo cosa è successo. Ho sentito male nella zona dell’adduttore, il dolore cresceva e non potevo muovermi come volevo. Lasciare un torneo così è veramente doloroso, soprattutto pensando a dove ero arrivato”.

La necessità di approfondire la natura del problema riscontrato contro Djokovic è il vero campanello d’allarme: “Non capisco proprio il motivo di tutti questi infortuni. È una situazione che mi toglie serenità, perché mi impedisce ancora una volta di raggiungere un obiettivo che sentivo essere alla mia portata. Nel dettaglio, all’inizio del secondo set sono arrivato a prendere una smorzata e, quando sono tornato a rispondere, ho sentito qualcosa nella parte alta della gamba destra, all’altezza dell’adduttore. Però per il resto stavo bene, e per questo il mio team mi ha chiesto di stringere i denti e provare a giocare.

Ma il dolore è rimasto per tutto il set, e quando poi ho chiesto il medical time out alla fine del parziale ho constatato che il fastidio, anziché abbandonarmi, cresceva d’intensità. A quel punto ho capito che non potevo continuare a giocare e mi sono dovuto ritirare”.

Il lavoro atletico in off season “per colmare il gap dai migliori”

La rabbia e la frustrazione di Musetti sono più che legittime, unite alla consapevolezza che un fisico fragile diventa però un limite quando si vuol provare a raggiungere i migliori giocatori al mondo (in base a come si svilupperà il tabellone, Lorenzo tornerà a casa a cavallo tra la quinta e la sesta posizione del ranking).

Peraltro nella off season il toscano aveva lavorato tanto proprio sull’aspetto atletico, provando anche a rinforzare alcuni muscoli (da qui la scelta anche di centellinare gli impegni da metà novembre a metà gennaio, saltando pure la Davis, al netto della nascita del piccolo Leandro). Una scelta condivisa con lo staff, figlia anche dei match disputati nel 2025 contro Alcaraz e Sinner, quando Lorenzo ammise candidamente che “per provare a star dietro a loro, finivo sempre col farmi male”. Stavolta era Djokovic a doverlo inseguire, ma la malasorte ha battuto un altro colpo. E anche per questo fa un male cane.

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Virgilio.it

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