Museo del rock a Cotronei, chiesto giudizio per 14 amministratori, funzionari e imprenditori

  • Postato il 8 marzo 2026
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Museo del rock a Cotronei, chiesto giudizio per 14 amministratori, funzionari e imprenditori

La Procura di Crotone chiede il rinvio a giudizio per la vicenda del museo del rock di Cotronei che doveva essere dedicato a Steven Tyler.


COTRONEI – La Procura di Crotone ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 imputati, tra cui amministratori e funzionari del Comune di Cotronei, nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nella delocalizzazione del museo del rock che doveva essere intitolato alla rockstar Steven Tyler. L’inchiesta è quella innescata da un esposto dell’ex leader degli Aerosmith. Tyler aveva apposto la firma al progetto, al termine di un concerto, orgoglioso delle sue origini cotronellare. Ma l’amministrazione comunale rimodulò l’idea del “Borgo della musica rock” che avrebbe dovuto vedere la luce nello storico palazzo Bevilacqua. Là visse Giovanni Tallarico, avo del cantante. Il museo del rock per il quale l’ente aveva ottenuto un finanziamento da 1,3 milioni, grazie al Bando dei borghi, fu così dirottato in un seminterrato.

LE ACCUSE

Falso ideologico e materiale in atto pubblico. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Corruzione elettorale. Concussione. Estorsione e tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. Queste le accuse ipotizzate dalla Procura al termine degli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Petilia. Tra gli imputati il sindaco attuale, Antonio Ammirati, traghettato dal Pd a FI che ora lo candida a presidente della Provincia di Crotone, e il suo predecessore, Nicola Belcastro, del Pd. Ma anche gli ex assessori Pierluigi Benincasa, Antonio Bevilacqua ed Elisabetta Fragale, oggi consiglieri comunali. Il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Scarpino. Gli assessori in carica Francesco Greco e Rosa Toscano. I dirigenti comunali Antonio Urso, Gaetano Scavelli e Antonio Scavelli. Sotto accusa anche gli imprenditori Massimiliano Loria e Mafalda Astorino, coniugi, e Viviana Rizzo.

LA SEGRETARIA

Stralciata la posizione della segretaria comunale Maria Rita, nei mesi scorsi destinataria, insieme agli altri, di un avviso di conclusione delle indagini con l’accusa di aver omesso di verificare quanto riportato in un’autodichiarazione dall’ex vicesindaco Benincasa. L’ipotesi era quella di percezione indebita di erogazioni pubbliche tramite false dichiarazioni. Benincasa, infatti, avrebbe incassato l’indennità per intero, pur essendo dipendente assunto a tempo indeterminato presso un’agenzia assicurativa. Ma aveva dichiarato di svolgere l’attività di geologo in modo autonomo.

I FALSI

L’ex sindaco Belcastro e il dirigente Urso avrebbero compiuto una serie di falsi nella delibera con cui, nel luglio 2021, chiedevano alla Regione Calabria di autorizzare la delocalizzazione nel nuovo sito. Arebbero dichiarato che, dopo vari tentativi da parte del Comune, il proprietario non avrebbe acconsentito a cedere l’immobile “per ragioni di natura economica”. In realtà, secondo la ricostruzione degli inquirenti, per l’area oggetto di esproprio non era intercorsa alcuna corrispondenza tra ente e privati. Con una successiva delibera, il dirigente Urso individuò l’immobile dei signori Giulia e Serafino Caligiuri (non indagati) riconoscendo una somma, a titolo di esproprio, di oltre 118mila euro.

LA “RIAPPROVAZIONE”

La delibera aveva ad oggetto la “riapprovazione” del progetto ma, secondo l’accusa, non aveva i caratteri della dichiarazione di pubblica utilità. Mancavano una serie di requisiti, essendo, tra l’altro, necessaria una variante allo strumento urbanistico. Tra le carenze riscontrate anche il mancato parere della Soprintendenza archeologica, alle belle arti e al paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone e la mancata redazione di un progetto definitivo.

PERDITA DEL FINANZIAMENTO

In qualità di rup, Urso avrebbe indotto in errore la Giunta attestando falsamente che l’opera era conforme agli strumenti urbanistici. Il consiglio comunale approvò così il progetto definitivo che non poteva definirsi tale in quanto mancante di una serie di elaborati tecnici, compreso il piano di sicurezza. Il dirigente Scavelli ne avrebbe attestato perfino la regolarità tecnica. Il sindaco Ammirati e il dirigente Scavelli devono rispondere, inoltre, di aver falsamente attestato che il ritardo nei tempi di esecuzione era legato alla mancata acquisizione del nullaosta della Soprintendenza.

ECOMUSEO SILANO

Presunte irregolarità anche nella realizzazione di servizi immateriali relativi all’Ecomuseo dell’Idroelettrico silano. Secondo l’accusa, il dirigente Urso avrebbe incaricato l’imprenditrice crotonese Rizzo, titolare di Contatto Comunicazione, di creare un marchio e redigere uno studio di progettazione grafica. Un progetto realizzato in “minima parte”, sostiene l’accusa. Sarebbero stati liquidati 74mila euro alla società a fronte dell’inadempimento di obblighi contrattuali.

VOTO DI SCAMBIO

Il “Villaggio di Natale” in cambio di 80 voti. Accuse di violazione della legge elettorale sono contestate alla compagine amministrativa eletta nell’ottobre 2021. La lista “Cotronei 20 30”, che candidava Ammirati a sindaco, avrebbe promesso ai coniugi Massimiliano Loria e Mafalda Astorino l’organizzazione di due eventi patrocinati dal Comune. Il “Villaggio di Natale” e “l’Albero di Natale solidale”. Il denaro pattuito sarebbe stato consegnato, in parte, dallo stesso Ammirati e da Scarpino in contanti, e in parte tramite bonifici.

TENTATA CONCUSSIONE

C’è anche un presunto tentativo di concussione contestato al dirigente Urso che avrebbe indebitamente imposto il ritiro di un atto di pignoramento alla titolare di un’attività commerciale. L’imprenditore Loria, invece, risponde di estorsione ai danni del titolare di una cartolibreria di Santa Severina, “reo” di aver ottenuto un affidamento per la fornitura di libri della scuola primaria. Loria e la moglie sono accusati anche di violenza privata nei confronti della Giunta Ammirati poiché avrebbero tentato di costringere gli amministratori a revocare un affidamento per la fornitura di libri di testo.

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