Municipi, il centrodestra presenta i nove presidenti. Piciocchi e Cavo: “Avversari nel caos”
- Postato il 3 aprile 2025
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- Di Genova24
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Genova. “In poco tempo abbiamo chiuso un’ottima squadra di candidati e candidate presidenti, quattro donne e cinque uomini, nel rispetto dell’equilibrio di genere a riprova ancora una volta del grande contributo che le donne stanno dando alla nostra coalizione”, nel suo point di via Ceccardi il candidato sindaco del centrodestra Pietro Piciocchi gongola nel presentare in un colpo solo i nove candidati alla presidenza dei municipi mentre gli avversari non sembrano essere ancora riusciti a trovare la quadra.
“Stiamo chiudendo proprio in queste ore – dice, qualche metro più in là, nel quartier generale di via Carducci, Silvia Salis – chiaramente essendo la nostra una coalizione molto grande stiamo trovando una sintesi che vada bene per tutte e tutti”.
“A me sembra che il centrosinistra sia un po’ nel caos, tra le pretese dei vari partiti – affonda Ilaria Cavo, candidata vicesindaca con Piciocchi, anche lei all’appuntamento elettorale – dall’altra parte non mi pare ci sia la compattezza e chiarezza che noi invece stiamo dimostrando”.
Chi sono quindi i candidati presidenti del centrodestra nei nove municipi. Alcuni nomi noti, alcune conferme, alcune new entry, con una preponderanza di nomi che corrono per la civica Vince Genova. Già presentate le candidate dei municipi Valpolcevera e Centro Est, Giorgia Mannu (Vince Genova) e Federica Cavalleri (Fratelli d’Italia). Riconferme in Bassa Val Bisagno per Angelo Guidi (Vince Genova) e Maurizio Uremassi (anche lui Vince Genova) candidato per la Media Val Bisagno. Poi Federico Bogliolo, in corsa per la conferma nel municipio Levante e Anna Palmieri (Fratelli d’Italia), confermata nel Medio Levante.
Per il municipio Centro Ovest correrà Davide Rossi (Lega) mentre per il municipio Ponente la candidata sarà Lorella Fontana (Lega) entrambi ex consiglieri comunali del carroccio durante la prima giunta Bucci. Nel Medio Ponente, il volto nuovo di Nunzio Rondoni (Forza Italia) attuale consigliere della stessa circoscrizione. La presidente del municipio Medio Ponente Cristina Pozzi è l’unica a non essere stata riconfermata. “Ma questo non vuol dire che il lavoro non sia stato apprezzato – si affretta a dire Piciocchi – tutte le decisioni sono state condivise con i diretti interessati”.
La collegialità è in questo momento uno dei punti critici nel campo larghissimo che – da giorni – sostiene di essere in grado di chiudere sulle candidature nei municipi “in questione di ore”. C’è chi inizia a nutrire qualche dubbio su queste scadenze ma se da una parte sembra essere stato risolto uno dei nodi più complicati – l’importante municipio Medio Ponente – dall’altra parte si inizia a percepire un certo malcontento da parte di alcuni alleati, Avs in primis, per il fatto che la coalizione non si riunisca ormai da settimane per concertare la definizione delle candidature.
Avs che, a oggi, sembrerebbe avere certa la candidatura di Simona Cosso, segretaria provinciale di Sinistra Italiana, alla presidenza del municipio Centro Est, ma aveva proposto un nome anche sul Medio Ponente (Massimo Romeo), dove però sembra avrà la meglio Elisa Somaglia, Pd, già sul palco di Salis Schlein lunedì scorso. Nelle ultime ore Avs si è fatta avanti con forza con un altro nome, quello di Simone Leoncini per la Bassa Val Bisagno. Qui però era stato dato quasi per certo Fabrizio Ivaldi.
Mentre il Movimento 5 Stelle sembrerebbe avere ridotto le pretese nel nome della tenuta della coalizione, “accontentandosi” della sicura candidatura di Michele Colnaghi, fiducioso del bis nel municipio Centro Ovest, i Verdi Sinistra paiono iniziare a soffrire la mancanza di condivisione di determinati processi, da quelli per la decisione delle candidature a quelli per la stesura del programma. Il messaggio è chiaro: bisogna riunione un tavolo. Ed è rivolto alla principale forza della coalizione, il Pd, più che alla candidata sindaca.
D’altronde Silvia Salis ha fatto capire di non essere direttamente interessata alla partita delle spartizioni dei municipi e di avere voluto lasciare campo libero alle forze della coalizione. Tuttavia è più volte intervenuta sul tema della riforma Bucci dei municipi affermando di volerla cancellare per restituire alle delegazioni i poteri, le competenze e le finanze di cui potevano disporre precedentemente.
Sul tema, come prevedibile, è totalmente in disaccordo Pietro Piciocchi: “Su questo argomento c’è stata una lettura molto fuorviante, anzi, penso che una delle più grandi balle che in questo momento la sinistra sta raccontando è che con la riforma dei municipi abbiamo depotenziato i municipi, perché esattamente al contrario, abbiamo introdotto il principio dell’elezione a suffragio universale diretto del presidente del municipio che a casa mia significa semmai rafforzare il ruolo, il carattere rappresentativo del municipio, e per quanto riguarda le risorse abbiamo introdotto delle modalità di condivisione delle risorse che sono molto più efficienti e molto più razionali, io sono in grado di dimostrare, dati alla mano, che sia in termini di risorse di parte corrente sia in termini di risorse di conto capitale abbiamo dato molti più soldi noi ai municipi”.