Mourinho a muso duro: Prestianni con me ha chiuso se è vero ciò che avrebbe detto. Poi il messaggio al Real

  • Postato il 1 marzo 2026
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José Mourinho lo aveva difeso a spada tratta, dalle accuse di razzismo e dalla squalifica senza prove da parte della UEFA, ma il giallo su Gianluca Prestianni sembra ancora non essere chiuso e lo Special One fa una parziale retromarcia. Alla vigilia di Benfica-Gil Vicente, il tecnico portoghese ha trasformato la conferenza stampa in un momento di chiarimento: al centro delle domande, la polemica che ha coinvolto il suo giocatore Prestianni e Vinicius. José Mourinho ha cambiato totalmente registro rispetto a qualche giorno fa.

Nessuna difesa a priori, ma un avvertimento chiaro

Dopo il caos con le accuse di razzismo, Mourinho ha ribadito di non voler difendere automaticamente il proprio club né attaccare quello rivale: “Non voglio indossare né la maglia bianca del Real Madrid né quella rossa del Benfica”. Pur mostrando affetto per il suo giocatore, ha fissato un limite preciso: “Se verrà dimostrato che il mio giocatore non ha rispettato questi principi, che sono miei e del Benfica, la sua carriera con me è finita”.

E ancora, con fermezza: “Se è davvero colpevole, non lo guarderò mai più allo stesso modo, e con me ha chiuso”. Il tecnico ha poi criticato la rapidità con cui si è acceso il dibattito mediatico, sottolineando come, a suo avviso, siano stati dimenticati principi fondamentali: “Non sono un avvocato, ma non sono nemmeno ignorante. La presunzione di innocenza è un diritto umano o no?”.

Il caso dello scambio di maglia

Dopo aver risposto sul caso Prestianni, Mourinho ha ridimensionato anche le polemiche legate allo scambio di maglia tra i giocatori dopo la sfida di Madrid: “Non è una cosa da criticare. È normale nelle partite importanti e con giocatori di qualità stratosferica”. Tuttavia, ha aggiunto una precisazione: “Era evitabile, visto quello che è successo durante la settimana”.

Spazio anche a una spiegazione sulla decisione di non parlare in conferenza dopo la gara al Bernabéu e di seguire la partita dal pullman della squadra: “Non parlare in conferenza stampa è una cosa che faccio sempre. Se fosse la prima volta… ma rimanere sul pullman è normale perché avevo quattro schermi e ho visto la partita in modo diverso. Inoltre, chissà, forse in futuro potrebbe essere come in altri sport, dove l’allenatore ha una posizione diversa”.

Futuro al Benfica e risposta alle voci sul Real Madrid

La parte più tesa dell’incontro con i media ha riguardato poi le indiscrezioni su un possibile ritorno al Real Madrid. Mourinho ha respinto con decisione l’ipotesi: “Quando hanno detto che la partita contro il Real Madrid era un’opportunità per il mio ritorno, hanno tralasciato un aspetto importante. In questa stanza, ho detto che era possibile dire di no a Florentino Pérez. Pensate che direi una cosa del genere se volessi lasciare il Benfica per il Real Madrid? Pensate che sia stupido?”

E ancora: “Sono stato molto obiettivo. Ho detto che non volevo andare al Real Madrid e che volevo restare. Ho molti difetti, ma non sono stupido.” Il messaggio è stato rafforzato da una richiesta precisa: “Voglio restare a giocare in un campionato, non in due. Al momento stiamo giocando quello reale e quello virtuale, e io voglio giocare solo in uno”.

Infine, ha ribadito la volontà di rispettare il contratto: “Voglio onorare il mio contratto con il Benfica. E se il club volesse rinnovarlo per altri anni, firmerei senza esitazione. Ma voglio giocare solo in un campionato, non in due.”

Replica ad Arbeloa e chiusura polemica

Un passaggio è stato dedicato anche ad Álvaro Arbeloa, tecnico attuale del Real Madrid che pochi giorni fa aveva attaccato duramente Mourinho: “Amo Álvaro (Arbeloa ndr.) e continuerò ad amarlo, ma credo di essere stato io ad assumere la posizione giusta, non lui. Bisogna avere un atteggiamento equilibrato. Se essere equilibrati significa non difendere la propria parte, allora non ho attaccato l’altro”.

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