MotoGP Brasile, festa Aprilia, disastro Bagnaia: le pagelle

  • Postato il 23 marzo 2026
  • Moto Gp
  • Di Virgilio.it
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I fan della MotoGP non hanno subito potuto godersi lo spettacolo al 100% a causa della pioggia che è scesa sulla città di Goiania. Nelle prove libere del venerdì Johann Zarco ha mostrato la sua esperienza. Il pilota della Honda LCR ha messo tutti in riga, precedendo la Ducati di Marc Marquez. A sorpresa è apparso in top 3 Toprak Razgatlioglu, sulla Yamaha M1 del team Pramac, davanti all’Aprilia di Jorge Martin e alla KTM di Pedro Acosta. Non ha immediatamente trovato il giusto feeling con la pista Marco Bezzecchi, in fondo alla classifica dei tempi nelle prove libere.

La pioggia, sin dal primo giorno di attività in pista, è stata la grande protagonista del venerdì brasiliano. Nel turno pomeridiano, i piloti della MotoGP hanno potuto provare le gomme slick. Zarco è uno degli specialisti delle sfide sul bagnato e l’ha dimostrato anche in Brasile, fermando il crono a 1’21″257. Marc Marquez e Toprak Razgatlioglu hanno dimostrato di esaltarsi nelle condizioni particolari dell’asfalto. Il tre volte campione del mondo della Superbike ha ottenuto un 1’21″565, anticipando anche Fabio Quartararo.

Nelle qualifiche Marc Marquez si è confermato competitivo, strappando la prima fila, alle spalle di un sorprendente Fabio Di Giannantonio e di un redivivo Marco Bezzecchi che avevano superato il taglio dopo essere stati relegati in Q1. Dopo la pole al Mugello nel 2022, il rider romano ha sfoderato un tempo che ha sorpreso anche i tecnici al muretto del team VR46. Dalla quarta fila sono scattati Fabio Quartararo, Jorge Martin sulla seconda Aprilia ufficiale e Ai Ogura del team satellite Trackhouse della Casa di Noale.

Com’è andata la Sprint Race

Alla partenza della gara breve Di Giannantonio si è tenuto la leadership in Curva-1 con un Quartararo subito pimpante con un doppio sorpasso a Bezzecchi e Marquez. Il pilota romano ha provato ad allungare, dando uno strappo nei primi giri. Il 9 volte iridato della Ducati si è ripreso la seconda posizione, mettendo nel mirino il pilota del team VR46. Le Aprilia di Bezzecchi e Martin hanno cercato di tenere il passo delle Desmosedici, ma almeno nella Sprint si è abbattuta la dura legge del numero 93. Per qualche punticino hanno lottato Alex Marquez, lontano parente del pilota sicuro e spavaldo della scorsa annata, Pedro Acosta e Pecco Bagnaia.

Marc Marquez ha ridotto il distacco da Fabio Di Giannantonio e, a 3 tornate dalla conclusione della SR, si è preso di forza la prima posizione. È costata cara al romano una leggera sbavatura, ma il nativo di Cervera ne aveva di più nel finale. La medaglia di bronzo è andata a Jorge Martin, davanti ai compagni di marca Bezzecchi e Ogura. Sesta posizione per Quartararo, davanti al fratello minore di Marc Marquez, Pecco Bagnaia, Pedro Acosta e l’idolo di casa Diogo Moreira, prima Honda al traguardo.

Bagarre Ducati nel GP del Brasile

Allo spegnimento dei semafori Marco Bezzecchi è partito a fionda, scavalcando immediatamente Di Giannantonio e impostando una gara alla Stoner. L’uomo nero dell’Aprilia è risultato inavvicinabile e nemmeno Jorge Martin ha potuto nulla. Il terzo gradino del podio ha mostrato un duello tra Diggia e Marc Marquez, alle prese con problemi all’anteriore. Al di là di qualche limite tecnico il campione in carica non sembra in forma, come se accusasse ancora i postumi dell’infortunio alla spalla destra dopo il crash avuto con Bezzecchi. Quello che sembrava essere un piccolo problemino fisico si è trasformato in un patema cronico in una zona martoriata già da quattro operazioni chirurgiche ai tempi della Honda.

Marc ha concluso la gara giù dal podio, accusando già un distacco in classifica dalla vetta di 22 punti. Opaco anche suo fratello Alex Marquez, preceduto da Ai Ogura. In casa Italia nelle retrovie hanno marcato punti Luca Marini, 11°, Franco Morbidelli, 12°, ed Enea Bastianini, 15°. Pecco Bagnaia è scivolato, perdendo la chance di portare a casa punti pesanti. La testa del torinese sembra già proiettata al passaggio epocale alle moto 850cc con Aprilia.

I top 3

Marco Bezzecchi: 10 – Il romagnolo sembra pronto a lottare sino alla fine per un titolo mondiale. Dopo due terze posizioni potrebbe togliersi il lusso di detronizzare il pilota più titolato dell’era recente della classe regina. Considerato anche il 2025 sono quattro i successi di fila, due su due in stagione e vetta del campionato. Deve migliorare nelle SR, ma gli 8 giri in meno della sfida domenicale hanno rappresentato un bel allenamento. Grazie a una RS-GP da sogno, il Bez è diventato il quinto rider della storia della MotoGP, terzo italiano dopo Rossi e Bagnaia, a conquistare quattro gare consecutive in top class.

Jorge Martin: 9 – Una rinascita dopo un 2025 da incubo. Martinator nella prime fasi di GP si è ritrovato alle spalle delle Ducati, ma con pazienza è riuscito a trovare il varco giusto per balzare al secondo posto. Il gap dal leader della Casa di Noale era troppo ampio per pensare a una rimonta. Il ritorno ad alti livelli del madrileno è una ottima notizia per l’intera MotoGP. La vera sfida inizierà in Europa.

Fabio Di Giannantonio: 8Weekend molto solido del pilota romano, capace di tenere testa a Marc Marquez nella SR, per poi precederlo nella sfida domenicale. Quando sente aria di allontanamento, Diggia è in grado di accendersi con performance esaltanti. Nel Paddock appare certo il passaggio di Fermin Aldeguer dal team Gresini a quello di Valentino Rossi nel 2027 e il romano vuole tenersi stretta la seconda sella, spingendo altrove un deludente Franco Morbidelli.

I flop 3

Franco Morbidelli: 4 – Nel suo Brasile ci si attendeva un atteggiamento combattivo. A strappare applausi è stato il suo compagno di team. Il dodicesimo posto al traguardo davanti al giovane idolo di casa, Diogo Moreira, è una magra consolazione. Appare già con uno stivaletto e mezzo fuori dal team VR46.

KTM: 3 – Impossibile dare responsabilità a piloti talentuosi ed esperti come Binder, Bastianini e Vinales. I tecnici austriaci si sono concentrati, in un disperato tentativo di convincimento a restare, intorno alla figura di Pedro Acosta. Quest’ultimo è l’unico a tenere a galla una squadra che sta macinando risultati pessimi con il team Tech3 e non sembra riuscire a garantire al veterano Binder le opportune certezze tecniche.

Pecco Bagnaia: 2 – Stavolta non ha nemmeno portato al traguardo la Rossa. Al muretto sono rimasti sconsolati e nelle interviste il torinese non ha usato troppi giri di parole. “Al momento non riesco ad andare come penso di potere, o comunque come vorrei. Mi sento limitato nella guida, non riesco a esprimere tutto quello che secondo me ho sempre fatto, almeno fino al 2024 o anche nella gara del Giappone dello scorso anno”, ha sentenziato il 3 volte campione del mondo. La storia d’amore con Ducati finirà nel modo più triste possibile.

Autore
Virgilio.it

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