Morto il collezionista d’arte Antonio Homem, decisivo per portare a Mantova la Sonnabend Collection: un ricordo
- Postato il 25 marzo 2026
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- Di Artribune
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Era il 1978, io ero piuttosto arrabbiata perché Achille Bonito Oliva mi aveva in qualche modo costretta ad accompagnarlo in macchina a Bologna dove c’era la fiera dell’arte. Guidavo malissimo e avevo una piccola Mini scassata, in quel momento con gravi problemi ai freni. Per fortuna la fiera allora si svolgeva nella bella stagione! Era una fiera molto internazionale cui partecipavano grandi galleristi come John Weber, Leo Castelli e Ileana Sonnabend. Conoscere Ileana era una grande emozione e con lei c’era un giovane coltissimo e gentile, di grande intelligenza, Antonio Homem.
L’incontro con Antonio Homem a Bologna
Mi chiesero di accompagnarli a Ferrara dove, a Palazzo dei Diamanti, organizzata da Franco Farina (allora c’erano progetti importanti anche nelle città fuori da Bologna), c’era una bellissima mostra di Robert Morris. Le opere le aveva prestate Ileana. Così mi rassegnai a riprendere la Mini che avevo portato in officina. E per la prima volta Achille si rassegnò a stare nel sedile posteriore della macchinetta. Che il posto davanti spettasse a Ileana non lo metteva in dubbio nessuno. Vedere la mostra con loro fu una esperienza bellissima.
Così ho conosciuto Antonio Homem e sono veramente molto addolorata ora per la sua scomparsa. Era una persona speciale. La sua voce esile e sottile esprimeva bene la sua delicatezza. Aveva un modo particolare di spiegare le opere d’arte. Il sodalizio con Ileana era profondo. Cominciai a rivederli talvolta a Venezia nella splendida casa di amici molto cari, Gabriella e Attilio Codognato, in quello che chiamano “Palazzo Nero”. Ileana prendeva una casa lì vicino, mi sembra in Campo San Maurizio. Le piaceva sostare al caffè Paolin in Campo Santo Stefano, dove spesso abbiamo parlato del suo progetto di aprire una galleria a Roma con Plinio De Martiis. Secondo Ileana, la Tartaruga era la galleria più interessante non solo in Italia ma in tutta Europa. Plinio però temeva di essere colonizzato e affossò il progetto. Così Ileana aprì a Parigi dove in seguito le si affiancò Antonio e poi proseguirono a lavorare insieme a New York.
Antonio Homem alla Sonnabend Gallery
Quando ero a New York andavo a trovarli a SoHo al 420 della West Broadway, sempre affabili, cortesi, direi affettuosi, e sempre “maestri”: da loro ho imparato tante cose. A volte penso alla differenza con certi galleristi che credono che arroganza voglia dire potere… Poi quando la figlia di Attilio e Gabriella, Cristina, si trasferì a New York, cominciai qualche volta ad andare ospite da lei e a frequentare un po’ di più Antonio. Andavamo a pranzo al Mezzogiorno, in Downtown, dove c’era il tavolo di Leo (con tanto di targa dopo la sua scomparsa) e qualche volta al Sant’Ambroeus, Uptown, che piaceva a Leo. Ileana era rimasta in rapporti eccellenti con lui, anche dopo il matrimonio con Michael Sonnabend. In seguito sono stata diverse volte a New York con la mia amica Rosa Sandretto, alla quale presentai Antonio e ne fu entusiasta quanto me: la pacatezza di Antonio, elegante e raffinato cosmopolita, celava una inesauribile passione per le opere d’arte. Fuoco sotto la cenere. A volte, lo incontravo in qualche libreria, da Barnes &Noble o da Strand, leggeva molto. Quando il PS1 fece la mostra di Luigi Ontani lo consultai per il testo che dovevo scrivere. Antonio amava molto il lavoro di Ontani e mi disse cose molto interessanti sulla mostra che avevano fatto in galleria.
Il contributo di Antonio Homem all’arte contemporanea
Credo che Antonio fosse una vera eminenza grigia dell’arte contemporanea, apparentemente mai protagonista, sempre estremamente schivo, ma in realtà sempre attentissimo e al centro delle più importanti vicende artistiche. L’ultimo suo tributo a Ileana è stato quello di portare la Collezione Sonnabend a Mantova, complice la direzione artistica di Mario Codognato, l’altro figlio di Attilio e Gabriella e curatore d’eccellenza. Antonio Homem mancherà moltissimo al mondo dell’arte, e non solo in quello che Ileana chiamava “il nostro piccolo villaggio”, Soho, il quartiere di New York dove un tempo aveva sede la galleria.
Laura Cherubini
L’articolo "Morto il collezionista d’arte Antonio Homem, decisivo per portare a Mantova la Sonnabend Collection: un ricordo" è apparso per la prima volta su Artribune®.