Morte di Ramy Elgaml, l’impatto e i peli del giubbotto: cosa emerge dai video dell’incidente e cosa avevano scritto i carabinieri nei verbali

  • Postato il 8 gennaio 2025
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 1 Visualizzazioni

Hanno sempre negato qualsiasi tipo di contatto, anche accidentale. E avevano escluso la possibilità che qualcuno avesse in qualche maniera intimidito i testimoni. Ora i video registrati dalle telecamere pubbliche e dalle stesse dashcam montate su una gazzella avvalorano un’altra ricostruzione rispetto a quella ufficiale dei carabinieri o quantomeno lasciano aperta la possibilità che la fine della corsa del TMax con a bordo Fares Bouzidi e Ramy Elgaml sia andata in una maniera diversa.

Nel verbale di arresto di Bouzidi, il ragazzo che guidava lo scooter che la notte del 24 novembre ha cercato di seminare le auto dei militari dell’Arma terminando la sua corsa all’angolo tra via Ripamonti e via Quaranta, a Milano, i carabinieri avevano scritto che il TMax “a causa del sovrasterzo scivolava” proprio a quell’intersezione “scarrocciando a velocità sostenuta sul marciapiede sino a impattare prima con il palo semaforico pedonale e terminando la sua corsa contro un’aiuola lì presente”. Lì, sbattendo contro l’asfalto e poi sul palo morirà sul colpo Ramy Elgaml, ad appena 19 anni.

Soprattutto, sottolineavano gli uomini nel ricostruire il finale dell’inseguimento dopo che Bouzidi non si era fermato all’alt, le gazzelle “adottavano tutte le misure di precauzione nel tentativo di non occorrere in collisione con lo stesso”. Le immagini pubblicate da Tg3 e Tg La7 sembrano suggerire altro con la parola finale che verrà messa dalla consulenza chiesta dalla procura di Milano, che indaga per omicidio stradale proprio Bouzidi e il vicebrigadiere che guidava la gazzella più vicina ai due giovani. Insistevano i carabinieri: “Nonostante si tentava di arrestare la marcia dell’autoradio pinzando all’intersezione con veemenza i freni, non si riusciva a evitare di urtare il palo semaforico pedonale ove si terminava la marcia”. Come se l’unico urto sia stato proprio quello finale, mentre scooter e volante sembrano toccarsi – come aveva detto proprio Bouzidi – nell’istante precedente al momento in cui i due finiscono a terra.

Dopo l’impatto, tra l’altro, un urto c’è stato di sicuro, come testimonierebbero i peli del giubbotto di Ramy Elgaml rimasti incastrati nella targa della gazzella. Come si evince dagli audio, tra l’altro, auto e TMax si erano già toccati. Dopo questo primo impatto, il mezzo a due ruote non cade. E nel servizio tv si sentono, in successione, diverse frasi choc dei carabinieri. Una prima (“vaff… non è caduto”), pronunciata dopo lo speronamento. Una seconda frase simile, nel corso dell’inseguimento: “Chiudilo, chiudilo… no, mer… non è caduto”. Infine la terza frase, alla fine della corsa tra le strade del centro di Milano, quando sembra effettivamente esserci un ulteriore contatto. I due ragazzi perdono il controllo del mezzo e a quel punto i carabinieri avvertono via radio che i due “sono caduti”, in via Quaranta. E un loro collega risponde, sempre via radio: “Bene”.

Agli atti degli inquirenti ci sono anche le immagini di due carabinieri che, dopo l’incidente, si avvicinano a un giovane sul marciapiede, che alza le mani in alto. Si tratta di Omar, il testimone che ha detto di aver ripreso tutto, aggiungendo che i militari dell’Arma gli avrebbero intimato di cancellare il filmato. L’aveva detto nelle indagini difensive e lo ha ribadito ai magistrati quando è stato ascoltato come persona informata sui fatti. In relazione a questa vicenda, risultano indagati altri due carabinieri per depistaggio e ad altri quattro loro colleghi sono stati sequestrati i cellulari per provare a rimettere insieme le comunicazioni di quella notte. Anche riguardo all’aspetto dei video, l’Arma ha sempre categoricamente smentito che qualche suo appartenente possa aver intralciato una corretta ricostruzione dell’accaduto.

L'articolo Morte di Ramy Elgaml, l’impatto e i peli del giubbotto: cosa emerge dai video dell’incidente e cosa avevano scritto i carabinieri nei verbali proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti