Mondiali Indoor Torun, Andy Diaz concede un favoloso bis: un anno dopo è di nuovo medaglia d'oro nel salto triplo
- Postato il 20 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Voce del verbo Diaz: di azzurro vestito, il triplista caraibico si trasforma in una sorta di Superman della pedana. E un anno dopo l’oro di Nanchino, ai mondiali indoor di Torun ha deciso di mandare a referto uno straordinario bis: con la misura di 17.47 Diaz ha letteralmente stroncato ogni velleità dei rivali (peraltro stasera in formazione “ridotta”), confermandosi il triplista più forte nel corso dell’inverno e cogliendo la quarta medaglia “da italiano”, che include anche il bronzo olimpico di Parigi e l’oro agli Europei indoor di Apeldoorn dell’anno passato.
- Un primo salto perfetto e la serata è filata via liscia
- Gioia Diaz: "Nemmeno volevo venire... e ora voglio il record"
- Riva e Cavalli portano l'Italia in finale nei 1.500 metri
Un primo salto perfetto e la serata è filata via liscia
Senza due rivali temibili come l’olimpionico spagnolo Jordan Diaz e portoghese Pedro Pichardo (come Diaz, tutti e tre vengono da Cuba), il compito dell’azzurro appariva magari alla stregua di un qualcosa di meno complicato del previsto. Ma l’allievo di Fabrizio Donato è stato bravissimo nel mettere subito grossa pressione su tutti i principali rivali in pedana.
Perché al primo salto, con un favoloso 17.47 (con appena 3 centimetri di stacco) ha subito messo un’ipoteca grossa come una casa nella corsa all’oro. Il giamaicano Jordan Scott ha conquistato l’argento saltando 17.33, l’algerino Yasser Mohammed Triki il bronzo con 17.30, lui che peraltro deteneva la miglior misura stagionale con 17.35.
Diaz durante l’inverno era rimasto decisamente “coperto”: aveva saltato soltanto ad Ancona agli Assoluti di fine febbraio, non spingendosi più in là di un modesto 16.90 (ma con tanta rincorsa concessa). A Torun ha però sbancato facendosi bastare la prima misura, anche perché poi è andato decisamente diminuendo la portata dei salti (16.91, 17.08 e due nulli, prima della rinuncia nell’ultimo ininfluente salto di serata). Nella stessa gara, l’argento mondiale all’aperto Andrea Dallavalle ha chiuso settimo con 16.90, pagando dazio a una condizione fisica non eccelsa. “Questo era ciò che avevo in questo momento e non potevo fare di più. Diaz? Un fuoriclasse assoluto, ha ucciso la gara al primo salto”.
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A fine serata proprio Diaz non ha contenuto tutta la felicità provata per essersi confermato sul trono mondiale al chiuso. “Siamo un’Italia vincente e non posso che ammettere che l’azzurro mi porti fortuna”, esclama.
“Questo secondo oro è meglio del primo, perché confermarsi è sempre più complicato, ma ci sono riuscito. Addirittura fino a un paio di settimane fa con Donato stavamo seriamente pensando all’ipotesi di non venire nemmeno a Torun… invece alla fine abbiamo fatto bene a convincerci che valesse la pena di provare, e questo è il risultato. Non avevamo nulla da perdere, in giro per il mondo nessuno stava facendo sfracelli, ci siamo detti che dovevamo venire e basta e così è stato.
Mi sentivo tranquillo, sereno e fiducioso di tutto il lavoro fatto, e il primo salto m’è venuto molto facile, seppure mi abbia un po’ ceduto la gamba. Sarà bellissimo cantare di nuovo l’inno sul podio. Prossimo obiettivo? Sogno il record del mondo al Golden Gala…”.
Riva e Cavalli portano l’Italia in finale nei 1.500 metri
La serata degli italiani ha vissuto un altro bel momento con Federico Riva, convincente nella semifinale dei 1.500 metri nella quale ha trovato un tempo importante di accesso alla finale (domenica può valere una medaglia). Fuori Pietro Arese, che ha pagato dazio alla fatica nell’ultimo giro.
Anche nei 1.500 femminili ci sarà un’italiana in finale, 21 anni dopo l’ultima volta: Ludovica Cavalli con un gran ben allungo nel finale s’è presa di forza la qualificazione per l’ultimo atto, a differenza di Marta Zenoni che ha chiuso quinta nella sua batteria.
Nei 60 metri vinti dall’americano Jordan Anthony, niente finale per Samuele Ceccarelli e Filippo Randazzo. Domani toccherà alle frecce al femminile, con i debutti di Dosso e Doualla, mentre Simonelli correrà nei 60 ostacoli. In serata poi occhio alla semifinale dei 3.000 metri con Nadia Battocletti che va a caccia di una medaglia pesante.