Mondiali Cricket, Italia storica vittoria sul Nepal: oriundi, immigrati e il pizzaiolo che esulta come Lautaro
- Postato il 13 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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“Il mio primo sogno è giocare i Mondiali. Il mio secondo sogno è vincerli“. Le parole di un giovanissimo Diego Armando Maradona, rese immortali da un filmato-documentario diventato leggenda, calzano perfettamente a pennello anche per i ragazzi della Nazionale italiana di cricket. Che qualche giorno fa hanno coronato il loro primo sogno, che per diversi anni s’era trasformato in miraggio: prendere parte per la prima volta in assoluto alla Coppa del Mondo. Per il secondo, vincerla, si stanno attrezzando. Intanto hanno conquistato la prima vittoria, ai danni di una Nazionale che in questo sport ha una tradizione nobilissima: il Nepal.
- Cricket, la Nazionale dei...non nati in Italia
- La vittoria sul Nepal e il futuro ai Mondiali T20
- Da dove arrivano gli Azzurri di scena in India e Sri Lanka
- Fernando Kalugamage, il pizzaiolo che tifa Inter
Cricket, la Nazionale dei…non nati in Italia
La particolarità della Nazionale azzurra di cricket è che nessuno dei giocatori convocati è nato in Italia. Sono tutti italiani “di ritorno”, figli o nipoti di emigrati, o “d’arrivo”, giunti nella Penisola per lavoro e che hanno poi acquisito la cittadinanza. Una peculiarità che riflette l’Italia di ieri e di oggi, in una cornice lontana dai canoni professionistici a cui siamo abituati per altre discipline. Il cricket, sport popolarissimo nelle ex colonie britanniche, in Italia è invece pratica semi-sconosciuta. Complicatissimo persino spiegare i meccanismi di punteggio: basti pensare che l’Italia ha battuto il Nepal non – ad esempio – 10-0, ma “per 10 wickets”.
La vittoria sul Nepal e il futuro ai Mondiali T20
Nazionale eterogenea, dunque. Dove l’italiano è una sorta di koiné perchè gli immigrati parlano tra di loro nelle loro lingue d’origine e i tanti oriundi sono più a loro agio coi dialetti parlati in casa che con la lingua di Dante. Tutti però sono innamorati del Tricolore, del paese che ha dato loro l’opportunità di coronare il loro sogno mondiale. La T20 World Cup di cricket, in svolgimento in India e in Sri Lanka, è una versione “semplificata” di questo sport, più agile e snella. E la Nazionale azzurra punta a passare il turno in un girone che oltre al Nepal comprende Scozia (da cui è arrivato un ko nella prima partita), Indie Occidentali (che raggruppa ex colonie britanniche caraibiche) e Inghilterra.
Da dove arrivano gli Azzurri di scena in India e Sri Lanka
Al timone degli Azzurri c’è John Davison, canadese di nascita ma cresciuto in Australia. E dall’Australia provengono gran parte degli oriundi azzurri: Harry e Ben Manenti, Anthony e Justin Mosca, Thomas Jack Draca e Grant Stewart. Italo-sudafricani sono Gian Piero “JP” Meade, JJ Smuts e soprattutto il capitano, quasi il vero allenatore nel cricket, Wayne Lee Madsen, che ha giocato anche i Mondiali di hockey su prato (ma per il Sudafrica). Dal subcontinente indiano arrivano invece tutti gli altri: Zain Ali, Ali Hasan, Crishan Jorge Priyantha, Syed Zain Abbas Naqvi, Jaspreet Singh e Fernando Kalugamage, l’eroe della vittoria sul Nepal.
Fernando Kalugamage, il pizzaiolo che tifa Inter
Quella di Fernando è una storia esemplare. Ha vinto il titolo di man of the match e fa il leg-spinner, ma quando non gioca sforna pizze a Lucca. In Italia c’è arrivato 15enne dallo Sri Lanka ed è appassionatissimo del suo lavoro, del cricket e…dell’Inter. Non a caso, ha promesso che si renderà ancora protagonista di una particolare esultanza per celebrare le sue giocate vincenti, la stessa a braccia incrociate di Lautaro Martinez, il “Toro” che è suo idolo indiscusso. La speranza è che Kalugamage possa incrociare le braccia a ripetizione già a cominciare dal prossimo match, che è cruciale: la sfida all’Inghilterra di lunedì 16 febbraio a Calcutta. In tribuna dovrebbe esserci ancora Kabir Bedi, il mitico “Sandokan”, già tifoso scatenato contro il Nepal.