Moliterno, fulmine colpisce al cuore la Chiesa Madre
- Postato il 9 febbraio 2026
- Antonio Rubino
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Moliterno, fulmine colpisce al cuore la Chiesa Madre

Paura a Moliterno: un violento fulmine danneggia la cupola della Chiesa Madre. Il sindaco Rubino: «Una ferita per la comunità, ricostruiremo». La storia di un legame che non si spezza.
MOLITERNO – Un fulmine, violento e improvviso, ha colpito la cupola della Chiesa Madre di Moliterno, lasciando una ferita visibile nel cuore del piccolo comune lucano. Le intense precipitazioni e i forti temporali che si sono abbattuti sul territorio hanno danneggiato uno dei simboli più amati della comunità: la chiesa che da secoli veglia sul paese, custode di fede, memoria e identità. A raccontare quanto accaduto sono state le immagini diffuse nelle prime ore del mattino di ieri sui canali social ufficiali della Parrocchia, scatti che mostrano il cedimento di una parte della struttura, pietre cadute sotto la forza della natura, come se il cielo avesse deciso di bussare con troppa foga.
MOLITERNO, FULMINE COLPISCE LA CHIESA MADRE
Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, insieme ai tecnici comunali e ai professionisti incaricati delle verifiche. A darne notizia è stato il sindaco Antonio Rubino, che ha annunciato la chiusura temporanea della chiesa per motivi di sicurezza e anche del vicolo laterale verso piazzetta Bianculli, invitando la cittadinanza alla prudenza.
UNA FERITA PER LA COMUNITÀ INTERA
Al momento, secondo quanto riferito, non vi sarebbero pericoli imminenti di ulteriori crolli, ma la prudenza resta necessaria in attesa delle valutazioni definitive. Quello che è successo va però oltre il danno strutturale. Lo raccontano le parole, dello stesso primo cittadino: «C’è una ferita. Lassù, sulla cupola della nostra Chiesa Madre. Un fulmine l’ha colpita, il cielo ha tremato, la pietra ha ceduto».
IL LEGAME TRA LA CHIESA MADRE E LA SUA GENTE
Parole che non parlano solo di muri lesionati, ma di un legame profondo tra un luogo sacro e la sua gente. La Chiesa Madre non è solo un edificio: è rifugio, è silenzio, è casa. È il luogo che ha custodito generazioni, che ha visto battesimi, matrimoni, addii, preghiere sussurrate e speranze affidate all’altare. Siamo qui, insieme ai Vigili del Fuoco, a don Enio, ai tecnici comunalive ad altri professionisti, per mettere in sicurezza ciò che per secoli ci ha custoditi e per avviare già azioni per il futuro. Fin dalle prime ore successive all’evento, quando don Enio ha scoperto i danni e ha richiesto tempestivamente l’intervento dei Vigili del Fuoco, l’attenzione si è concentrata non solo sulla gestione dell’emergenza, ma anche sulla prospettiva della ricostruzione. Un percorso che Moliterno conosce bene. Nel corso dei secoli, infatti, la Chiesa Madre è stata più volte colpita, riparata, ampliata, chiusa e poi riaperta. Un edificio che ha attraversato il tempo insieme alla sua comunità, accompagnandone i momenti più significativi».
«LA PIETRA HA CEDUTO, MA RICOSTRUIREMO»
«Questa non è solo una storia di crolli – sottolinea ancora il sindaco – ma una storia di mani che ricostruiscono, di muri che si rialzano, di una fede che non si arrende».
Ora si apre una fase di attesa e di cura, fatta di verifiche tecniche e di interventi necessari per restituire sicurezza e stabilità alla struttura. Un tempo silenzioso ma operoso, che guarda già al futuro. «Ricostruire non è solo rimettere pietre una sull’altra – conclude Rubino – È credere che dopo il buio ci sia ancora luce, che dopo il fragore torni la voce delle campane e che dopo la paura ci sia spazio per la speranza. La nostra chiesa tornerà ad aprirsi».
Il Quotidiano del Sud.
Moliterno, fulmine colpisce al cuore la Chiesa Madre