Molinaro condannato all'ergastolo per l'omicidio di Manuela Petrangeli: "Ho visto il sangue schizzare"
- Postato il 27 gennaio 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Molinaro condannato all'ergastolo per l'omicidio di Manuela Petrangeli: "Ho visto il sangue schizzare"
La Prima Corte d’Assise di Roma ha condannato all’ergastolo Gianluca Molinaro per il femminicidio della ex compagna Manuela Petrangeli, 51enne fisioterapista e madre di suo figlio. Il delitto è avvenuto il 4 luglio 2024 in via degli Orseolo, nel quartiere Portuense di Roma, vicino alla clinica dove lavorava la vittima: Molinaro le ha sparato con un fucile a canne mozze (una lupara), uccidendola sul colpo.Dopo l’omicidio, l’uomo si è costituito in una caserma dei carabinieri consegnando l’arma. L’accusa ha dimostrato che non si è trattato di un raptus improvviso, ma di un atto premeditato e pianificato: Molinaro era ossessionato dalla donna, come emerso da anni di offese, minacce e messaggi inviati fino a poco prima del femminicidio. Tra gli sms a un amico prima del delitto: "oggi forse prendo due piccioni con una fava"; dopo l’omicidio: "gli ho sparato du botti".
In un messaggio a un’amica: "L’ho uccisa. Speriamo che l’ho presa bene. Ho visto il sangue che schizzava da tutte le parti". Il pm, nella requisitoria del 25 novembre, lo ha definito "vittima di sé stesso e delle sue ossessioni patologiche", espressione del "più brutale arcaico e ancestrale modello del patriarcato", chiedendo l’ergastolo per omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla relazione affettiva. La sentenza, emessa dopo quattro ore di camera di consiglio, ha riconosciuto la bontà dell’impianto accusatorio, provando tutte le aggravanti e ricostruendo il pregresso di sofferenza della vittima.
L’avvocato della famiglia di Manuela, Carlo Testa Piccolomini, ha commentato: "La sentenza ha dato atto della bontà dell’impianto accusatorio, ha ritenuto provati tutti i capi di imputazione, comprese le aggravanti. Sono stati ricostruiti gli eventi in maniera dettagliata con tutto quello che era il pregresso e gli anni di sofferenza patiti dalla vittima". Molinaro era presente in aula alla lettura della condanna.
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