Moise Kouamé, l’ultimo record dell’enfant prodige del tennis che si paragona a Sinner, Alcaraz e Djokovic

  • Postato il 18 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Se Federico Cinà è la speranza del tennis italiano e Rafa Jodar quella del movimento spagnolo, entrambi nel segno di Sinner e Alcaraz, c’è un ragazzino francese su cui l’attenzione è sempre più alta. E lo testimonia l’affluenza di pubblico al suo debutto al torneo Challenger di Lille. Si tratta di Moise Kouamé, 16 anni e una carriera che sembra destinata a grandi imprese.

Moise Kouamé: l’enfant prodige del tennis

Nato a Sarcelles, sobborgo di Parigi, e di origine ivoriana da parte di padre e camerunese da parte di madre, Kouamé è reduce da due titoli Futures di fila. Prima il successo ad Hazebrouck, poi a Bressuire, per un 2026 che si sta rivelando semplicemente straordinario.

Primo 2009 a essersi guadagnato un posto nel tabellone principale di un torneo ATP (all’Open Occitanie di Montpellier, dove è stato sconfitto dall’americano Kovacevic), all’età di 16 anni, 11 mesi e 11 giorni ha vinto il suo primo match in un Challenger.

L’ultimo record del 16enne

Da tempo L’Equipe ne segue la crescita e i miglioramenti. E anche il pubblico francese è sempre più attento e partecipe ai suoi incontri. Come fa sapere il quotidiano francese, al complesso tennistico Marcel Bernard di Lille c’erano più di mille spettatori ad affollare gli spalti per il gran debutto di Kouamé contro il croato Matej Dodig, numero 232 al mondo.

Moise, che invece occupa la 507esima posizione, ha risposto come meglio non avrebbe potuto, imponendosi in due set (6-4, 6-2) e centrando così la sua prima vittoria nella seconda divisione dell’ATP Tour.

Le sue principali caratteristiche

Kouamé tornerà in campo giovedì per affrontare l’austriaco Schwaerzler, numero 246 al mondo. E c’è da scommettere che l’impianto di Lille sarà preso d’assalto dai suoi tifosi che aumentano torneo dopo torneo. Col tempo acquisirà esperienza e nuovi colpi, ma le qualità finora mostrate sono quelle di un predestinato.

Sono soprattutto le sue capacità difensive, rapportate alla carta d’identità, a sorprendere; il tempo poi dirà se sarà in grado di scalare la classifica. Perché il talento non basta: serve anche testa per arrivare al top. A tal proposito, il suo staff si è di recente ampliato. Moise è affiancato non solo da Richard Gasquet, membro principale del team, ma anche da Laurent Raymond, allenatore della nazionale francese di Coppa Davis.

L’ammissione su Sinner, Alcaraz e Djokovic

A 16 anni è consentito essere un pizzico guasconi. Pur affermando che il suo obiettivo è “crescere come tennista e divertirmi in campo”, Kouamé si è lasciato andare a una confessione forse un tantino azzardata.

“In me c’è un po’ di Monfils, un po’ di Djokovic, un po’ di Sinner, un po’ di Alcaraz… e soprattutto, c’è molto di Moise Kouamé”. E chiosa: “Spero tra 10-20 anni i giovani possano dire che c’è un Kouamé nel loro gioco: è proprio questa l’identità che voglio creare crescendo”. Insomma, le idee sono piuttosto chiare.

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