“Mobilitazioni per Marine Le Pen nel fine settimana”: Bardella chiama la piazza in difesa della leader condannata
- Postato il 1 aprile 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“Operazioni di volantinaggio e mobilitazioni pacifiche” indette nel fine settimana da Rassemblement National in difesa di Marine Le Pen, dopo la condanna a 5 anni per appropriazione indebita di fondi Ue che la rende ineleggibile, con effetto immediato, stoppando la sua corsa all’Eliseo nel 2027. Il presidente di Rn Jordan Bardella chiama alla piazza in difesa della leader e, nel corso di un’intervista a C-News, denuncia “la tirannia dei giudici”, condannando al tempo stesso “le minacce, gli insulti e gli abusi” nei loro confronti. “Faranno di tutto per impedirci di arrivare al potere. Ci sono milioni di francesi che questa mattina, e da ieri – ha continuato – sono indignati e che ritengono che i giudici abbiano deciso in modo sproporzionato, politico e partitico di ostacolare la griglia di partenza delle prossime elezioni”. Poi ha tracciato un parallelo tra la condanna di Le Pen e l’espulsione dalle elezioni presidenziali del candidato di estrema destra rumeno Calin Georgescu per aver violato “le regole democratiche di un voto onesto e imparziale” e i sette anni di carcere richiesti per l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy nel caso del presunto finanziamento libico della sua campagna del 2007. Bardella si è poi rifiutato di riconoscersi come il piano B del partito di estrema destra alle elezioni presidenziali del 2027 finché non saranno esaurite tutte le vie di ricorso. “Non mi colloco come un’alternativa”, ha ribadito, dicendosi impegnato nella “battaglia” legale condotta con Marine Le Pen.
La vicenda giudiziaria – Per Marine Le Pen, per tre volte candidata sconfitta all’Eliseo, la condanna equivale a un terremoto politico, a due anni dalle elezioni presidenziali del 2027. Il tribunale ha deciso per lei cinque anni di ineleggibilità, con effetto immediato, compromettendo così la sua candidatura per una quarta volta nel 2027. Un voto per il quale i sondaggi la davano favorita almeno al primo turno. “Una sentenza politica”, ha commentato la leader di estrema destra, rivendicando la sua innocenza di fronte a “giudici da regime autoritario” e che “la corte suprema è il popolo” francese che l’ha votata. Le Pen inciampa così nel processo degli assistenti parlamentari a Strasburgo: una frode da 2,9 milioni di euro ai danni del contribuente europeo, coperta da una quarantina di impieghi fittizi. In sostanza, l’ex Fn viene accusato di aver orchestrato un “sistema” di contratti truffa per rimpinguare con i soldi dell’Europa le malconce casse del partito.
Oltre all’ineleggibilità, la paladina della Fiamma tricolore bianca rossa e blu viene condannata a quattro anni di carcere di cui due senza condizionale ma con il braccialetto elettronico. Questo significa che non dovrà scontare neanche un giorno in cella, prevista inoltre una multa di 100mila euro. Il Rn, dovrà sborsare da parte sua una sanzione da due milioni di euro, di cui un milione senza condizionale. Al partito nazionalista verrà inoltre confiscato un milione di euro sequestrato durante il procedimento giudiziario. Oltre a Le Pen, sono stati condannati gli altri 23 imputati nel processo, tra europarlamentari ed assistenti dell’ex Front National, con pene dai 6 mesi di carcere con la condizionale, fino alla pena massima per Le Pen. Prosciolto un solo indagato. I nove deputati Ue, tra cui la principale imputata, e i dodici assistenti dichiarati colpevoli hanno firmato dei “contratti fittizi”, nell’ambito di un ‘sistema’ occulto orchestrato dal Fronte, ha dichiarato la presidente della corte, Benedicte de Perthuis, nel giorno del giudizio lungo le rive della Senna. Le Pen viene considerata al “centro” del sistema di “appropriazione indebita” già dal 2009. Il processo è durato due mesi in autunno e la sentenza rischia di cambiare per sempre la carriera politica della leader figlia del fondatore del Fn, Jean-Marie Le Pen, scomparso a 96 anni a gennaio.
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