“Moana Pozzi è stata giudicata da ipocriti che nascondevano la pornografia sotto il tappeto. Studiare salverà il pianeta e noi stessi”: il ritorno dei Baustelle

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Musica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Si intitola “El Galactico” il nuovo album dei Baustelle, in uscita il 4 aprile, che segna il ritorno di Francesco Bianconi, Claudio Brasini e Rachele Bastreghi, dopo l’ultimo progetto discografico “Elvis” pubblicato nel 2023. Le sonorità sono tutte blues, soul, rock and roll e boogie.

“Una notte, tornando a casa in macchina, – ha raccontato Bianconi – vagando a vuoto da qualche parte in fondo a via Padova, la mia attenzione venne attirata da una luce rossa e da un’insegna. Milano sembrava tutta buia, pareva che ci fosse stato un blackout, e quelle luci apparivano magicamente come le uniche rimaste accese. Accostai, c’erano dei ragazzi fuori a bere e a parlare, in piedi. L’insegna diceva: El Galactico. Il titolo è arrivato con la visione di quel faro nella notte, un bar che poteva stare benissimo a Los Angeles e che soprattutto poteva fare da riassunto all’idea sonica che avevamo in mente”.

“Spogliami” è un invito a disintossicarsi dall’iper-stimolazione della vita quotidiana. Quali sono le stimolazioni di cui necessariamente dobbiamo fare a meno oggi?
Ci sono un sacco di cose di cui si può fare a meno oggi, qui bisognerebbe cominciare ad allenarsi se non altro. ‘Spogliami’ è una canzone che addirittura nasce da un senso di disgusto verso la realtà, verso anche il momento storico che stiamo vivendo ed è una voglia quasi di essere altrove… Una voglia di sentirsi anche pesanti in un mondo in cui tutto sembra leggero.

“Canzone verde, amore tossico” affronta il tema di come salvare il pianeta. Qual è la vostra ricetta?
Abbiamo bisogno innanzitutto di salvare il pianeta. Ne abbiamo bisogno anche per salvare noi stessi. Abbiamo bisogno di praticare l’intelligenza, il pensiero, quello per cui si è infatti, come esseri umani. Avere un’altra sensibilità, insomma. Guardarci anche intorno, farsi delle domande e praticare l’intelligenza, studiare, leggere banalmente, non soltanto scrollare, ma anche leggere. Soffermarsi su delle cose. E leggere dei libri, perché comunque avere la conoscenza e l’essere preparati, può servire in varie situazioni.

C’è l’omaggio alla diva del porno Moana Pozzi in “Filosofia di Moana” cosa vi ha colpito di lei?
Ci ha colpito questa sorta di espressione triste, il lavoro legato allo sfruttamento del piacere sessuale che conduceva con un’espressione sempre vagamente triste. Per cui già questo è, come dire, un motore di storie possibili. La canzone è stata scritta pur non sapendo nulla della biografia di Moana, non ho letto libri, non ho visto il film né la serie. Mi è bastato essere stato spettatore da ragazzino dei film porno, di alcuni film porno che ha fatto…

E cosa hai capito?
L’ho osservata, l’ho guardata, e vedevo questo la disconnessione dalla performance. C’era questa finzione nella performance che mi faceva intuire che dietro c’era un’altra realtà. Quindi la canzone è un po’ questo, immaginiamo una Moana che sta per morire, che si rivolge ad un mondo giudicante che la condanna. Quando il mondo giudicante forse è altrettanto porno e forse più ipocrita, nel senso che Moana almeno era dichiaratamente porno, non aveva bisogno di nascondersi e ci metteva la faccia… Non aveva bisogno, come invece facevano i suoi giudici, di nascondere la pornografia sotto il tappeto.

C’è una Giulia nel vostro disco, chi è?
Rappresenta la persona che devi consolare, la persona a cui vuoi bene, che vuoi proteggere dal dolore, dalla paura del mondo. È una canzone di conforto, una canzone d ‘amore e di conforto verso una persona che sta male.

Per festeggiare i 25 anni di carriera due speciali feste finali nei palazzetti di Roma e Milano il prossimo dicembre. Cosa dobbiamo aspettarci?
È bello anche ogni tanto guardarsi allo specchio, guardarsi anche fra di noi e dire ‘siamo arrivati fino a qua facendo una cosa che ci piace, che sognavamo, ora abbiamo tutto’. È una soddisfazione grande. Non ci pensiamo strada tutti i giorni, però ogni tanto bene anche soffermarsi, guardarsi un po’ anche alle spalle e darsi una bella pacca. Ecco, per cui faremo delle cose particolari quest ‘anno e credo che ci sia un ‘emozione dappertutto.

Vi siete inventati anche El Galactico Festival. Perché?
Perché semplicemente ci sembrava giusto dopo tutti questi anni e visto che la musica in questi anni è cambiata in Italia sembrava giusto sottolineare l’appartenenza a un mondo che per alcuni può sembrare un po’ in estinzione della musica rock fatta in un certo modo, suonata, finalizzata alla performance dal vivo.

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Il Fatto Quotidiano

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