Minneapolis, chi era il killer: transgender, ossessionato da altri autori di stragi, sul fucile “Death to Israel”
- Postato il 28 agosto 2025
- Cronaca
- Di Blitz
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La città di Minneapolis, in Minnesota, è stata scossa da una nuova tragedia: una sparatoria nella Annunciation Catholic School ha causato la morte di due bambini e il ferimento di altre 17 persone. L’autore dell’attacco è stato identificato come Robin Westman, 23 anni, originario di Richfield. La madre aveva lavorato per cinque anni proprio presso l’istituto cattolico, mentre lui stesso aveva frequentato la scuola elementare della Annunciation.
I documenti giudiziari rivelano che a 17 anni Westman aveva chiesto alla contea di Dakota di cambiare il suo nome da Robert a Robin, scelta formalizzata nel gennaio 2020. Secondo i media americani, il giovane si identificava come transgender e, negli anni successivi, avrebbe manifestato una crescente ossessione per gli autori di stragi di massa, tra cui Adam Lanza, responsabile della strage alla Sandy Hook Elementary School.
I segnali preoccupanti prima della strage
Gli investigatori hanno ricostruito un quadro allarmante del percorso che ha portato Westman alla strage. Prima dell’attacco, il giovane aveva lasciato online una serie di video e messaggi inquietanti: tra questi, una lettera di scuse alla famiglia, riferimenti al suicidio e schizzi che rappresentavano la piantina di una chiesa. Non è ancora chiaro se si trattasse proprio della Annunciation Catholic School.
Secondo le forze dell’ordine, i materiali pubblicati mostravano “pensieri e idee estremamente violenti” che riflettevano una preparazione ossessiva e meticolosa. In particolare, il New York Post ha rivelato l’esistenza di un video nel quale comparivano scritte come “uccidi Donald Trump” e “per i bambini”, scarabocchiate su riviste specializzate in armi. Le immagini mostravano anche diverse armi da fuoco, tra cui un fucile semiautomatico e un fucile a pompa.
I video deliranti e la deriva ossessiva
Uno dei filmati più inquietanti diffusi da Westman mostrava una mano che sfogliava lentamente le pagine di un quaderno rosso, riempito di disegni, schemi e appunti indecifrabili. Accanto erano visibili progetti di armi e annotazioni apparentemente caotiche. Nel video, si vedeva del fumo salire dal fondo dell’inquadratura mentre la persona tossiva e, a tratti, rideva in maniera maniacale.
Sul fucile la scritta “Israele deve morire”
Questi dettagli, oggi al vaglio degli inquirenti, confermano come il giovane fosse entrato in una spirale di isolamento e ossessione. Un percorso che lo ha portato a trasformare la sua ammirazione per i responsabili di altre stragi in un piano d’azione micidiale.
L’analisi del suo materiale digitale, ora sequestrato dall’Fbi, sarà decisiva per comprendere le motivazioni profonde di un gesto che ha devastato non solo una scuola, ma l’intera comunità di Minneapolis.
In un’altra immagine del video manifesto lasciato dal killer appare la scritta “Israele deve morire” sul caricatore dei suoi fucili e ‘Come la fenice risorgiamo dalle nostre ceneri’.
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