Millesimo sempre a +5, Macchia: “Buon vantaggio, ma ora noi e Rivasamba abbiamo un calendario più difficile”
- Postato il 9 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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La domenica di big match in Eccellenza ha regalato in grandi emozioni, ma in sostanza non è cambiato nulla. La classifica recita sempre così: Millesimo 52, Pietra Ligure 47, Rivasamba 45. I giallorossi hanno pareggiato 2-2 con il Campomorone in una partita dai mille volti. Prima il vantaggio genovese con Giacobbe, poi le reti di Gualtieri e Lazzaretti che hanno chiuso il primo tempo sull’1-2. Nel finale però, all’87’, è arrivato il gol di Bacigalupo. I giallorossi si sono trovati per più di mezz’ora a +7 sul secondo posto ma il turno si chiude con un margine invariato in classifica. La buona notizia è chiaramente che manca una partita in meno per raggiungere il grande sogno. Della partita, del campionato e della polemica creata qualche settimana fa su Villar, abbiamo parlato con mister Fabio Macchia.
Mister, partiamo dalla gara di ieri. Che partita è stata?
Abbiamo fatto un buon primo tempo, cercando di soffrire pur facendo delle cose importanti. Siamo passati sotto ma poi abbiamo rimontato con due calci d’angolo. Abbiamo patito la loro pressione, noi abbiamo fatto qualche errore di troppo nella loro metà campo e loro hanno fatto qualche contropiede. Nel secondo tempo abbiamo perso qualche giocatore, con i cambi abbiamo modificato assetto ma ci siamo schiacciati più di quanto volessimo. Loro hanno mantenuto un’intensità altissima, è stato l’unico tempo dell’anno in cui una squadra ci ha messo sotto. Noi siamo abituati a concedere poco ma ieri abbiamo concesso più del solito. Quando arrivi in vantaggio a due minuti dalla fine speri di portarla a casa e siamo stati ingenui sul gol del 2-2 che arriva da un rimpallo dopo un corner. Comunque abbiamo lottato come dei leoni. Il punto su un campo così difficile ci soddisfa. È stata una partita di sofferenza ma che ci dà autostima. È importante portare a casa punti anche nelle domeniche storte. Potevamo tenere di più il pallino del gioco e avere la squadra più alta ma va bene così. Loro hanno tenuto questo ritmo forsennato e noi non siamo riusciti a spezzarlo. In questo campionato gli arbitri lasciano correre tanto e ci sono pochi momenti per rifiatare.
A un certo punto eravate momentaneamente a +7 sul secondo posto. E invece rimanete a +5 sul Pietra, pur portando a casa una buona prestazione. Insomma: il Millesimo esce bene o male da questa domenica?
Ne usciamo bene perché il vantaggio rimane invariato. Sappiamo che ci saranno altre partite molto difficili. Se si guarda il calendario noi e il Rivasamba lo abbiamo più difficile, il Pietra meno. Abbiamo un buon margine ma non dobbiamo giocare per gestirlo. Noi non siamo partiti per vincere il campionato quindi essere qua è un opportunità. Chiuderemo tra le prime tre, faremo i playoff a prescindere. Adesso che siamo lì speriamo di fare l’ultimo sforzo per rimanere davanti. Siamo riusciti a tenere dietro squadre con obiettivi importanti. Ora abbiamo pensieri ancora più ambiziosi, è normale sognare. Dobbiamo essere bravi a gestire questa situazione, tra infortuni e squalifiche. Sappiamo che ora dipende da noi, abbiamo costruito una certa credibilità.
“Credibilità” è una delle parole chiave del Millesimo, in campo ma anche a livello societario…
Le cose si fanno bene già da qualche anno. Prima si era cercato di allestire buone squadre ma sviluppando il settore giovanile. Quando abbiamo trovato delle basi di un certo tipo si è pensato di spendere di più. Ma la cosa incredibile è che non ci siamo più fermati e siamo cresciuti rapidamente. Tre anni fa eravamo a metà classifica in Prima Categoria e ora siamo qui, mantenendo comunque 4/5 giocatori di quella squadra. E tra l’altro anche lì ci giocavamo il campionato con Andrea Moraglia, che allenava l’Argentina Arma e arrivò secondo. L’anno scorso avevamo costruito la squadra per fare bene ma la nostra idea era quella di arrivare in Eccellenza in 2/3 anni, invece l’abbiamo fatto al primo colpo. Quest’anno c’è ancora più concorrenza dell’anno scorso. Abbiamo fatto una squadra forte, miravamo alla parte sinistra. Ci sono squadre che partivano più avanti, noi speravamo di fare bene e già arrivare in zona playoff sarebbe stato prestigioso. E invece da “sesto incomodo” stiamo riuscendo a ripetere i campionati scorsi. A prescindere rimarrà una grande cavalcata e anche dall’esterno si percepisce una certa ammirazione. Questa rimarrà una stagione importantissima nella storia del Millesimo e ce la godiamo. Non abbiamo pressioni, a differenza di altre squadre che sono più pronte per fare il grande salto che per noi non era nei piani.
Tornando sul campo, quali sono le assenze che citavi prima?
Delfino e Conde sono assenti da un po’, Ndiaye manca da dieci giorni. Questi ultimi due li recupereremo dopo la sosta. Arriviamo a un punto dell’anno dove si è inevitabilmente acciaccati. Ieri Matteo Piccardo ha avuto un problema muscolare e speriamo che rientri dopo la sosta ma deve ancora fare gli esami. Poi ci sono altri ragazzi con la pubalgia ma li stiamo gestendo da mesi. Ieri abbiamo perso anche Totaro ma dovrebbe essere stata solo una botta. Gadau ha un problema ma la prossima sarà squalificato e quindi può recuperare con calma. Comunque le defezioni non sono un problema, anche se non abbiamo una rosa lunghissima. Abbiamo fiducia perché tutti hanno dato il loro contributo finora. Per un mese e mezzo ci sono mancati Lazzaretti e Sicca ma abbiamo sopperito, siamo abituati. Non abbiamo vissuto momenti estremi ma ci sono state settimane di difficoltà e siamo riusciti a cavarcela. Se siamo così in alto significa che siamo stati bravi a gestire questi momenti.
Nei momenti difficili i giocatori più esperti valgono doppio. Tra questi, Lazzaretti (in gol ieri) e Facello facevano parte della Cairese che salì in Serie D nel 2023/2024. Che ruolo hanno in un momento così delicato?
Premetto che se siamo a questo livello è merito di tutta la squadra perché ci sono tanti leader. Poi chiaramente ci sono giocatori che per esperienza e età possono portare ancora più valore. Lazzaretti e Facello sono due giocatori che incarnano il nostro spirito di fame agonistica. Sono due baluardi e aiutano i compagni, ma ci sono anche tanti altri giocatori, anche giovani, che hanno un “bel muso”. C’è gente che si applica che punta sempre a migliorarsi. Abbiamo un bel mix di giovani e vecchi ma tutti mentalizzati alla stessa maniera. Per giocarsi questi campionati bisogna avere tutte le componenti e noi le abbiamo.
Sul campionato. Si parla sempre di Millesimo contro Pietra, ma ieri Moraglia ha giustamente fatto notare che non bisogna escludere il Rivasamba. Sei d’accordo?
Certamente. Il Rivasamba ha anche lo scontro diretto come opportunità. Anche loro hanno un calendario tosto. Abbiamo più da guardare il Pietra, ma ovviamente il Rivasamba è talmente strutturato che non si può escludere. Entrambe però non possono più sbagliare, mentre noi abbiamo qualche jolly. Sicuramente hanno più pressione addosso.
Chiudiamo tornando indietro di qualche settimana. Come si è chiusa la vicenda con la Genova Calcio e Villar in particolare come ha vissuto questa situazione?
Riccardo l’ha vissuta senz’altro con un po’ di stupore. La Genova Calcio ha fatto un cinema un po’ particolare tirando fuori la storia di Busalla anche se noi lì non avevamo detto nulla e c’era stata serenità con i loro dirigenti. Riccardo poi aveva mostrato il colpo subito ma come società non ci eravamo lamentati. La Genova ha improntato una partita aggressiva che l’arbitro aveva gestito secondo me bene. Loro avevano un nervosismo molto esasperato soprattutto nei confronti di Riccardo con insulti e minacce già da subito, in maniera gratuita. Cose che noi abbiamo trovato fuori luogo. Riccardo tiene parecchio la palla e loro l’hanno vista come una mancanza di rispetto ma non lo fa per provocare. Ha valori di un certo tipo e pensa sempre a giocare. Ognuno reagisce come meglio crede, ma noi non ci siamo fatti toccare.