Millesimo campione, Macchia svela: “Dopo la prima giornata avevo scritto alla lavagna i punti per vincere il campionato”
- Postato il 25 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Scatta la festa per il Millesimo. Basta il pareggio 1-1 contro la San Francesco Loano per conquistare la Serie D. Un risultato sorprendente nonostante la rosa fosse già comunque costruita per un campionato di livello. Di certo però il pronostico non vedeva il Millesimo tra le favoritissime alla vigilia del campionato. Eppure mister Fabio Macchia in cuor suo ci credeva, come ha svelato nel post partita. Aveva infatti segnato i punti necessari per vincere il campionato, dopo la sconfitta alla prima giornata contro il Pietra Ligure. Di seguito le dichiarazioni a caldo del tecnico “made in Millesimo”, figlio del paese e guida paterna della squadra.
“Non so cosa dire, è un sogno“, comincia così l’intervista di un commosso Macchia. Prosegue il tecnico: “Ce ne stiamo rendendo conto solo adesso. È una cavalcata che avrebbe dell’incredibile a prescindere, figuriamoci se la fai per la squadra del tuo paese. Da tre anni camminiamo spediti in maniera pazzesca. A settembre 2023 eravamo una squadra di Prima Categoria, ambiziosa ma niente più, e ora siamo in Serie D. Non ci sono spiegazioni logiche“.
Su se stesso e sul suo percorso dichiara: “A Murialdo avevo vissuto un’esperienza memorabile. Ero andato lì dopo aver vinto la Seconda Categoria con il Millesimo. Per me è speciale anche questa cosa, ho vinto tutti i campionati fino all’Eccellenza. Murialdo e Rocchettese sono state due esperienze arricchenti. A novembre 2021 ero stato esonerato dopo otto giornate in Seconda Categoria, adesso invece sono in Serie D. Per me già all’inizio era speciale essere al Millesimo appena sono arrivato, già la Promozione era magica per noi. Qua c’è un ambiente speciale. Ci sono giocatori che negli ultimi anni sono rimasti sempre protagonisti ma è anche cambiato un po’ tutto”.
Un aneddoto sull’inizio della stagione: “Abbiamo lavorato bene, siamo stati bravi a costruire una mentalità. Sapevamo che c’erano squadre superiori a noi. Dopo la prima di campionato persa a Pietra Ligure io avevo scritto sulla lavagna i punti necessari per vincere il campionato. Avevo detto 65, in realtà è un po’ più bassa. Ma vista la squadra andata in campo quel giorno lì un po’ ci credevo. Anche con i giocatori ho cercato di alzare il tiro. Questo è un ambiente ambizioso“.
Sorge il dubbio dunque che mister Macchia sia sottovalutato nel panorama locale. Allora lasciamoci spiegare direttamente dal tecnico quale sia il suo credo calcistico: “Quando ho iniziato sono partito con delle influenze, perché è sempre giusto mettere in discussione le proprie idee e il proprio metodo perché le squadre cambiano. Noi in questo triennio abbiamo cambiato tanto, perché se giochi per vincere devi avere l’elasticità per adeguarsi. Io scherzo sempre dicendo che nasco Guardiola e morirò Allegri, perché abbiamo vinto tante partite 1-0. La verità è che non c’è un calcio migliore di un altro, le squadre più evolute sono quelle che cambiano anche durante le partite. Io punto a questo, a rendere la squadra pragmatica pur giocando un calcio che di base è offensivo. L’importante è mettere i calciatori più decisivi nelle condizioni giuste“.
Infine ci sono gli occhi sul futuro: “In questi tre anni ci siamo mostrati superiori a tutti. Io però non devo togliermi nessun sassolino. Anzi, ho sempre imparato qualcosa. Adesso dovremo parlare con la società, ma direi che continueremo insieme. Sarebbe una buona idea anche smettere perché non ce la faccio più (ride, ndr). Ora darò tutto me stesso per far sì che si possa andare avanti così anche in Serie D. Ci andremo a scontrare in un campionato che per noi è fuori da ogni logica, cercheremo di vivere questa esperienza al meglio. Ci tengo a ringraziare tutta la società, i dirigenti, lo staff, ovviamente i calciatori e la mia famiglia”.