Milano-Cortina, valanga Italia: Casse (con asterisco) davanti. Paura per Hemetsberger, ammissione preoccupante di Franzoni

  • Postato il 5 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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L’Italia c’è e vuole esserci. Gli azzurri sembrano già pronti per la discesa libera maschile di sabato che regalerà le prime medaglie nello sci alpino. Nella seconda prova cronometrata di discesa è di Mattia Casse il miglior tempo (anche se con asterisco) ma fanno bene anche Schieder, Franzoni e Innerhofer.

Casse davanti con l’asterisco, Paris si nasconde

Mattia Casse vuole provare a prendere le misure della Stelvio, sarà lui con grande probabilità a prendersi il posto come quarto discesista azzurro ai danni del veterano Innerhofer. E nella seconda prova cronometrata scende con il piede schiacciato sull’acceleratore. Prestazione di altissimo livello anche se il suo tempo (che alla fine risulterà il migliore) è viziato dal fatto di aver saltato una prova. Ma arrivano comunque indicazioni molto utili. Alle sue spalle si piazzano Florian Schieder e Giovanni Franzoni. Flo continua a essere costante e sabato si candida al ruolo di outsider, mentre la giovane promessa azzurra sembra non aver ancora preso la piena confidenza con la pista italiana ma di sicuro sarà uno degli osservati speciali in gara.

Prova positiva anche per Innerhofer che si piazza in settima posizione mentre Dominik Paris fornisce ottime sensazioni ma negli ultimi 20 secondi di gara decide di fatto di rialzarsi. Gli svizzeri invece decidono di giocare a nascondino. Monney è il migliore delle truppa con il sesto tempo, Hintermann fa meglio di Rogentin ma difficilmente gli ruberà il posto in gara. Odermatt e von Allmen provano solo alcuni tratti della pista.

La preoccupante rivelazione di Franzoni

Le vittorie, di grande prestigio, portano successo, popolarità ma anche tanto carico emotivo. Giovanni Franzoni è il nome nuovo non solo della nazionale italiana ma dello sci alpino ma ora arrivano anche le responsabilità che hanno un peso importante come ha rivelato nel corso di un’intervista a Repubblica: “E’ accaduto tutti in fretta, nel giro di quattro settimane e già a Crans Montana ho cominciato a pagare fisicamente e mentalmente. I giorni tra Wengen e Ritz sono stati estenuanti. E’ difficile gestire il successo e le emozioni. Cerchi di tenerle a bada così come i pensieri, però prima o poi ne risenti. Forse sono a tutto questo non era ancora preparato. A Crans la lucidità di testa è andata a calare. Ho cercato di mantenere l’attenzione ma alla fine è stato inevitabile. La tensione ha cominciato a scendere e tutta la stanchezza accumulata mi è piombata addosso”.

Spavento per Hemetsberger: il casco vola via

Non è mancato un momento di tensione e di paura proprio nelle battute iniziali della seconda prova di discesa. L’austriaco Hemetsberger ha commesso un errore dopo circa 30 secondi di gara, è caduto e nell’impatto con una porta ha perso il casco. L’esperienza e la prontezza di spirito però gli hanno permesso di evitare il peggio, lo sciatore infatti ha avuto la capacità di proteggersi la testa prima di finire la sua corsa contro le reti. Ma i caschi che si staccano con troppa facilità sono diventati fonte di allarme e di preoccupazione. Qualche giorno fa infatti una scena simile si era vista nella discesa (poi cancellata) di Crans Montana con la norvegese Monsen che ha perso il casco procurandosi una ferita alla testa.

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