Milano-Cortina, Sofia Goggia e una polemica pesantissima: "Non l'ho mica deciso io"

  • Postato il 11 febbraio 2026
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  • Di Libero Quotidiano
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Milano-Cortina, Sofia Goggia e una polemica pesantissima: "Non l'ho mica deciso io"

Sulle Tofane lo spirito olimpico comunica in molteplici lingue, ma quella italiana ne è esclusa. Come racconta il Corriere della Sera, i boati sono americani – anche se solo per un bronzo strappato con la “coppia di riserva” Moltzan-Wiles dopo il black-out di Shiffrin – sono austriaci per l’oro inatteso, sono tedeschi per l’argento in rimonta.

Ma azzurri no. Sofia Goggia, infatti, si è chiamata fuori da sola, con una scivolata da brivido sulla stessa neve che spezzò la tibia di Lindsey Vonn. Paura? "Situazione che comunque sono riuscita a gestire". Sorriso tirato, però. Perché l’uscita brucia. E perché qualcosa, evidentemente, non torna.

 

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La bergamasca lo dice senza giri di parole: "In Coppa del Mondo c’è molto più pathos di qui e ci sono molti più italiani". Poi affonda: "Con tutte le restrizioni olimpiche non è semplice arrivare a Cortina. E anche i biglietti costano molto, è quasi un disincentivo a venire".

 

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Parole che pesano e che il Cio farebbe bene ad ascoltare. I Giochi diffusi piacciono ai burocrati, meno agli atleti. Intanto domani arriva il presidente Mattarella: "Sarà un onore averlo qui". Ma la combinata è già archiviata: "Errore mio sullo Scarpadon, sono andata troppo sulla destra. Non sono riuscita a mantenere la stessa tensione di domenica. Leader? Ma io non mi sento leader: ci sono Brignone, Pirovano, le sorelle Delago".

 

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C’è sicuramente stanchezza: "Dispendio elevato di energie dopo la libera. Non cerco scuse, non le ho mai cercate ma mi sento così". E c’è pure la replica ad Alberto Tomba, che invocava Gustav Thoeni come figura idonea ad accendere il braciere: "Non ho mica deciso io chi doveva accenderlo". Poi il pensiero alla Vonn: "Mi piange il cuore a pensarla in un letto d’ospedale". E uno sguardo al futuro: "A 41 anni io non credo di vedermi ancora sugli sci". L’Italia, però, sì. Perché dietro il vuoto di domani fa più rumore delle mancate vittorie di oggi.

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Autore
Libero Quotidiano

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