Milano Cortina, Odermatt si gioca tutto in gigante: ma occhio a Meillard e Pinheiro. Italia, con Vinatzer c'è Franzoni

  • Postato il 13 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Lo aspettano tutti al varco, perché pensare a un Marco Odermatt a secco di medaglie dopo le due gare veloci (d’accordo, in mezzo è arrivato il bronzo nella combinata mista, ma non è la stessa cosa) era qualcosa alla quale nessuno avrebbe dato credito. E invece è successo per davvero, tanto che al fuoriclasse di Engadina rimane solo un’ultima cartuccia da sparare per ambire all’oro: è quella in gigante, dove sarà lui l’uomo da battere in una contesa che pure si preannuncia piuttosto incerta ed equilibrata, ma dalla quale (salvo sorprese) l’Italia è tagliata fuori dalla lotta per le medaglie.

Italia di rimessa: Vinatzer, è la chance per redimersi

L’euforia per l’inserimento (scontato) nel quartetto di Giovanni Franzoni la dice lunga su quelle che sembrano essere le speranze della selezione italiana. Che si presenta con Alex Vinatzer come miglior gigantista in stagione, ottavo nella classifica di specialità di Coppa del Mondo, ma in netta decrescita dopo una prima parte decisamente incoraggiante col secondo posto di Beaver Creek (era il 7 dicembre) e le 4 top ten incamerate nei primi quattro appuntamenti stagionali (quinto a Copper Mountain, ottavo a Soelden e in Val d’Isere).

Poi il calo che l’ha portato ad allontanarsi dai migliori nei tre appuntamenti sulla Gran Risa (14esimo), Adelboden (26esimo) e nella notturna di Schladming (fuori nella seconda manche). Vinatzer soprattutto dovrà lottare con i demoni che si sono scatenati nella sua testa dopo l’occasione mancata nella combinata mista, dove Franzoni gli aveva consegnato una prima posizione provvisoria che avrebbe potuto e dovuto gestire meglio.

Il finanziere di Brunico ha ancora due gare per redimersi, visto che correrà anche lo speciale (dove però quest’anno sta faticando più che in gigante), e magari domani vorrà portarsi avanti col lavoro.

Franzoni senza pressioni, De Aliprandini deve ritrovarsi

L’Italia accanto a Vinatzer schiererà appunto Franzoni, che di giganti in carriera ne ha disputati 22, riuscendo però a terminare entrambe le manche in una sola occasione ad Adelboden nel 2022 (chiuse 24esimo), mentre quest’anno nei 4 disputati in tre occasioni non s’è qualificato per la seconda run e in una (a Copper Mountain) è uscito nella prima.

Chiaro che Franzoni da qualche stagione ormai s’è specializzato nelle discipline veloci, e al netto di una predisposizione per le porte larghe del gigante è chiaro che se già dovesse qualificarsi per la seconda manche avrebbe fatto debitamente il suo (con gli organici delle nazioni limitati a 4 atleti, il posto per rientrare nei 30 magari ci sarà anche).

Luca De Aliprandini negli ultimi 5 anni è stato il riferimento azzurro in gigante, ma quest’anno ha fatto una fatica bestia a trovare il guizzo, tanto da aver raccolto come miglior risultato un 18esimo posto ad Adelboden (pesa anche l’infortunio della fidanzata Michelle Gisin, rimediato due mesi fa durante le prove di St. Moritz). Si presenta col morale a terra, ma avrà davvero poco da perdere per provare a inventarsi qualcosa di grosso.

Occasione Kastlunger, scelto per “dispersione”

A completare il quartetto, Tobias Kastlunger: l’unica volta che s’è qualificato per la seconda manche (sulla Gran Risa) ha chiuso 25esimo, ma nei restanti 5 giganti è sempre uscito dai 30.

Le mancate convocazioni di Filippo Della Vite e Giovanni Borsotti, sacrificati sull’altare dei 10 atleti convocabili in tutto il settore maschile a favore di atleti più polivalenti (vedi Kastlunger, che avrebbe dovuto disputare la combinata in coppia con Schieder, che però è caduto in discesa e ha vanificato le sue attese: gareggerà comunque in slalom), in qualche modo limita ulteriormente le chance degli italiani di provare anche solo a sognare una medaglia.

La lotta per le medaglie è una questione svizzero-norvegese

Il novero dei favoriti contempla principalmente svizzeri e austriaci, con possibili deviazioni norvegesi… brasiliane. Odermatt è l’uomo da battere: tre vittorie in stagione, una leadership abbastanza netta nella coppetta di specialità e una voglia di spaccare il mondo dopo i podi mancati nelle prime due gare. Loic Meillard è un’altra carta pesante per gli elvetici (ha vinto l’ultimo gigante a Schladming), ma occhio a Lucas Pinheiro Braathen, norvegese ma con passaporto brasiliano per via materna, che è anche la ragione per la quale è tornato a gareggiare dopo un anno sabbatico nell’autunno del 2024 battendo bandiera verdeoro.

Potenziali uomini da medaglie sono il 32enne Henrik Kristoffersen (che fu argento a Pyeongchang) e Atle Lie McGrath tra i norvegesi, così come Marco Schwarz e Stefan Brennsteiner in casa Austria (una vittoria a testa per loro in stagione). Poi ci sono gli under dog: i francesi Elezi Cannaferina e Anguenot hanno stupito nelle ultime gare, Zubcic e Kranjec avrebbero tutto per azzeccare una gara come si deve, e lo stesso dicasi per Luca Aerni. Ma sarebbero tutte sorprese con la S maiuscola, così anche se dovesse sbucare fuori un italiano da medaglia.

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Virgilio.it

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