Milano-Cortina, dal pattinaggio allo sci: prezzi folli per vedere le gare. E ci sono ancora biglietti disponibili per 180 eventi

  • Postato il 3 febbraio 2026
  • Olimpiadi
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Giorni, ore, minuti: il countdown è inesorabilmente iniziato. Manca ormai pochissimo alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Dei Giochi per ricchi, almeno stando ai soldi che servono per comprare i biglietti delle gare più belle. Se si vuole assistere al pattinaggio di figura ad Assago, bisogna spendere più di 200 euro. Stesso discorso per lo sci, che sia quello maschile a Bormio o quello femminile a Cortina. Per un quarto di finale di hockey maschile nella nuova arena Santa Giulia, servono almeno 400 euro. Per chi non può permettersi le gare principali, c’è qualche rimasuglio: ad esempio, le fasi preliminari dell’hockey femminile e del curling (30 euro). Non è una novità di questo evento: lo sport da tempo funziona così, che siano i Mondiali di calcio, l’Nba americana, la finale di Champions League o un match del Roland Garros di tennis. Ma forse per Milano-Cortina qualcosa è andato storto? I prezzi un po’ troppo alti potrebbero avere scoraggiato gli appassionati, almeno quelli italiani: oggi, a 3 giorni dal via dei Giochi, ci sono ancora biglietti disponibili (senza considerare le offerte Hospitality e la rivendita di ticket) per circa 180 eventi.

Il primo campanello dall’allarme riguarda la cerimonia d’apertura. Dovrebbe essere l’evento di punta, quello con la richiesta più alta. Eppure, ancora oggi lo stadio San Siro non è sold out. Sono disponibili biglietti per ogni fascia di prezzo: da 260 a 2.026 euro. Anche in questo caso, non per tutte le tasche. Nemmeno gli spettatori con disabilità hanno diritto a qualche sconto, solo un eventuale accompagnatore paga un biglietto ridotto (182 euro il prezzo minimo). C’è solo un’offerta – Promo26 – per i giovani di età pari o inferiore a 26 anni, che possono acquistare due biglietti al prezzo di uno, fino ad un totale di otto biglietti, per la categoria D (quella da 260 euro). Alcuni volontari hanno riferito al Fatto Quotidiano di aver ricevuto la possibilità di acquistare quattro ticket a un prezzo ridicolo, 26 euro l’uno. Ma ancora non basta per riempire il Meazza.

La vendita dei biglietti prosegue frenetica, ma le Olimpiadi sono lontane dal sold out. Anche per la prima gara clou dei Giochi, la discesa libera maschile in programma a Bormio sabato 7 febbraio, ci sono ancora ticket disponibili. Costano 220 euro l’uno. Tutto esaurito invece per la libera femminile con Goggia e Brignone a Cortina. Dove martedì c’è forse l’evento meno atteso, la combinata a squadre. I prezzi però non calano e infatti ci sono ancora biglietti disponibili, sempre a 220 euro. Rimanendo a Cortina, a prezzi più “popolari” c’è il curling: i biglietti vanno dai 30 ai 100 euro per la fase preliminare, ma ne servono di più per vedere i match che assegneranno le medaglie. Ci sono ancora ticket disponibili per ben 46 sessioni.

Spostandosi a Milano, la situazione sul fronte economico peggiora. Tra i pochi eventi accessibili a tutti ci sono le gare pomeridiane della fase preliminare di hockey femminile, che si giocano a Rho: costo del biglietto, 30 euro. Sempre a Rho c’è il pattinaggio velocità, ma già qui per accedere al padiglione trasformato in stadio del ghiaccio servono almeno 180 euro. Ad Assago c’è invece il pattinaggio di figura, ma per la prima gara – venerdì 6 febbraio – i biglietti partono da 280 euro per la Categoria C (la più bassa) e arrivano a 650 euro per la Categoria A. Va peggio l’11 febbraio, per la prova di danza libera su ghiaccio: il biglietto più economico disponibile è quello da 550 euro. Il più caro è a 750. Magra consolazione: con 30 euro si possono seguire le sessioni d’allenamento nel pomeriggio.

E a proposito di Assago, per vedere la finale 500 metri donne di short track, sono terminati sia i biglietti da 150 che da 260 euro: a disposizione soltanto quelli di categoria A a 450 euro. E se i turni preliminari di hockey femminili sono accessibili, per quelli maschili a Santa Giulia servono almeno 190 euro. Per vedere la finale per il terzo posto – sempre per quanto riguarda l’hockey maschile a Santa Giulia – bisogna pagare almeno 400 euro.

Spostandoci nelle altre località, partendo da Livigno, per assistere alle qualificazioni di sci acrobatico serviranno 130 euro (c’è un’unica categoria), mentre per le finali la categoria C è già sold-out. Le altre vanno da 250 euro in su. A Livigno ci sarà anche lo snowboard: si parte dai 170 euro delle qualificazioni fino ai 330 euro della finale – sia maschile che femminile – dell’halfpipe.

Più economici invece i biglietti per chi si sposta nelle località più decentrate per assistere per esempio alle gare di sci di fondo a Tesero. Si parte da un minimo di 50 euro fino a un massimo di 120 euro. Tutti prezzi economici. Leggermente più alti, ma accessibili, i prezzi per il biathlon ad Anterselva, dove peraltro l’Italia ha buone possibilità di medaglia: già con 50 euro si può assistere per esempio alla staffetta 4×6 km donne. Infine ci sarà il salto con lo sci a Predazzo, dove si va dai 120 euro ai 230 euro.

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Il Fatto Quotidiano

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