Milan, Rabiot lancia la sfida Scudetto all'Inter: il rapporto con Allegri, i retroscena su Modric e Ibrahimovic

  • Postato il 5 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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Il crocevia si avvicina, la tensione sale, arriva quel momento in cui le parole contano sempre meno. Domenica sera il derby di Milano mette la stagione a un bivio: se vince il Milan, la squadra di Allegri sale a -7, con qualche lumicino di speranza ancora acceso. Ma se l‘Inter dovesse fare bottino pieno, allora 13 punti diventeranno un baratro difficilmente colmabile.

Milan, Rabiot carica il derby

Adrien Rabiot è uno che si è trovato spesso in prossimità di crocevia importanti, dunque sa perfettamente quanto sia importante il derby di domenica sera. Più del solito, oltre il contenuto già di per sé esplosivo che una stracittadina contiene. “Voglio continuare a vincere, è per questo che gioco a calcio – ha detto il centrocampista francese alla rivista Undici – per le sfide, per superare i limiti”.

Rabiot avvisa l’Inter

Il messaggio arriva forte e chiaro, e l’Inter è avvisata: Rabiot e il Milan credono ancora alla possibilità di rimontare lo svantaggio. “Voglio scrivere il mio nome nella storia di ogni squadra per cui ho giocato: l’ho fatto al Psg e alla Juventus, al Marsiglia purtroppo non sono riuscito perché sono rimasto soltanto un anno. Adesso lo voglio fare al Milan: è un obiettivo importante per me. E poi penserò alla Coppa del mondo, vincerla è l’obiettivo più bello nella carriera di un calciatore”.

Rabiot-Allegri, binomio vincente

Quanto è lontano l’Adrien Rabiot “testa calda” del Psg, che con una lettera alla Federcalcio francese rifiutò il ruolo di riserva in preallarme, negandosi dunque la possibilità di diventare Campione del Mondo. Nel 2019 l’arrivo alla Juventus, gli anni della crescita con Allegri fino alla maturazione totale. Il rapporto con il tecnico livornese, infatti, è stato decisivo nella sua carriera. “Il mister è rimasto sempre lo stesso – ha detto ancora Rabiot su Allegri – forse ora è più sereno. Con lui c’è l’ambizione di far bene, di dare tutto, di allenarsi al cento per cento e di giocare ogni partita come se fosse l’ultima”.

Rabiot e l’impatto nel mondo Milan

Rabiot ha raccontato poi l’impatto con il mondo rossonero dopo la “fuga” da Marsiglia. “L’impatto immediato sul Milan? Me lo aspettavo, sono venuto qui per questo. Non sono un giocatore egoista, ma uno che lavora per il gruppo: penso al bene del collettivo, sia in campo che fuori. Personalmente non credo che un giocatore possa cambiare una squadra, ma è vero che può dare un certo tipo di contributo. Penso che con me in campo la squadra sia più concentrata, perché aiuto i ragazzi con la voce, a tenerli sul pezzo, a dare l’esempio, con una corsa in più o una scivolata in più. E questo fa la differenza, perché poi i ragazzi dicono ‘ok, se lo fa lui, dobbiamo farlo anche noi'”.

L’esempio ai giovani del Milan

Rabiot infatti svela di sentirsi un esempio per i giocatori più giovani. “Ho scelto di interpretare il calcio così: rimanendo molto focalizzato – ha detto ancora a Undici – lasciando perdere ogni distrazione. Sono contento di poter dire di essere un esempio: in campo mi faccio sentire con la voce, arrivo ogni mattina in allenamento con l’obiettivo di migliorare, di fare le cose al massimo, e dopo sto attento alle cure, alle terapie, all’alimentazione, al dormire. Sono tutti aspetti che fanno parte di questa professione: allenarsi bene e riposare bene. Se non ti riposi, se vai in giro, non avrai fatto tutto il possibile”.

Modric e Ibra i modelli di Rabiot

E lui a sua volta ha degli esempi, due fra tutti sono Modric e Ibra: “Se siamo qui, vuol dire che siamo forti, che abbiamo qualità, e sono cose che dobbiamo dimostrare. Per questo è utile provare, a volte rischiare alcune cose, e per farlo bisogna avere fiducia in noi stessi. Modric? La sua qualità la conoscevamo, a me ha stupito il fatto che sia in grado di correre per novanta minuti, avanti e indietro. A quarant’anni non è una cosa scontata, ha un fisico straordinario“. Infine l’esempio di Zlatan Ibrahimovic, vecchio compagno di squadra al Psg: “Ibra per me è sempre stato un esempio, lo è stato per tutti. Anche solo guardandolo imparavi: nel gestire le responsabilità, nel prendere decisioni, nell’essere forte mentalmente. Sono contento di averlo ritrovato qua”, ha dichiarato.

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