Milan, la brutta sindrome spaventa Allegri: cosa sta succedendo
- Postato il 10 gennaio 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Milan, la brutta sindrome spaventa Allegri: cosa sta succedendo
La classifica sorride ancora, il campo e lo spirito un po’ meno. Il paradosso del Milan è servito: il pareggio con il Genoa «è un punto guadagnato» secondo Allegri anche perché porta il totale a 39 in 18 gare, ovvero una marcia identica alla stagione 2021/2022 dell’ultimo scudetto con Pioli, e nettamente superiore ai 27 punti di Fonseca dell’anno scorso. Eppure, secondo quanto si è visto in campo, per i soldati allegriani non è un punto guadagnato ma due persi. Due degli 11 in totale lasciati per strada contro le piccole: ci sono infatti anche i 3 della prima di campionato contro la Cremonese e i 6 contro Parma (in trasferta), Pisa e Sassuolo (a San Siro).
Ma se i primi punti persi contro le piccole sono stati assorbiti con filosofia, questi ultimi due hanno dato fastidio. E questo può essere un campanello d’allarme se pensiamo all’ultima Juventus di Allegri che, dopo un girone d’andata concentrato e pragmatico, implose ai primi episodi avversi, tradita da tensione e nervosismo latenti. Allegri ha sottolineato la differenza con l’Inter su «come si gestiscono i momenti», ma dovrebbe trovare un modo per spegnere sul nascere gli episodi di nervosismo che, nella gara con il Genoa, sono stati troppi e troppo evidenti.
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Maignan che dà del «figlio di...» all’arbitro Mariani, immortalato dalle telecamere ma graziato dal Giudice Sportivo (solo una multa da 1500 euro, oltre al cartellino giallo preso in campo) perché l’arbitro non ha calcato la mano nel referto. Tomori, squalificato domani a Firenze perché ammonito da diffidato, che esulta rabbiosamente in faccia a Stanciu dopo il rigore sbagliato, eccesso di adrenalina tossica che dovrebbe far suonare un allarme sulla tenuta mentale. E Pavlovic che scava la buca sul dischetto del rigore, roba che nemmeno l’Atletico Madrid cholista o la Roma mouriniana e di certo non da Milan. Un gesto di cui molti tifosi rossoneri, sui social, hanno giurato di vergognarsi.
DUBBI
I dubbi sono anche tecnico-tattici. Si fa fatica a capire perché Allegri si ostini a far giocare Fofana o Loftus-Cheek come mezzala offensiva, obbligando Rabiot al ruolo di aiuto-regista, quando potresti liberare quest'ultimo inserendo Ricci o Jashari (totalmente ignorati) a fianco di Modric - che sembrava dover riposare domani a Firenze e invece dovrebbe farcela, e quindi arriverebbe l’ennesimo “no” alle seconde linee sopracitate.
In più, si è chiaramente visto un Leao limitato negli strappi perché «non sta ancora bene», e lo stesso si può dire di Pulisic. Quantomeno Nkunku è recuperato per la trasferta di Firenze, che per una strana cadenza del calendario arriva domani alle 15 (diretta Dazn) nonostante il Milan abbia giocato giovedì sera. Un tour de force che ha innervosito pure Rabiot che su Instagram ha scritto un (forse) polemico «Tutti pronti in 48 ore»: ulteriore nervosismo da parte di un leader di cui il Milan non ha assolutamente bisogno.
Le prospettive del Diavolo dipendono dalla tenuta mentale: se subentra l’ansia da prestazione, diventa dura rimanere agganciati alla vetta. Almeno una tra Intere Napoli perderà punti, ma il Milan, in casa di una Fiorentina in cerca di uno scalpo eccellente, deve sperare di non averli già persi prima, tradito dai suoi stessi nervi.
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