Milan, è un nuovo Leao: lo schiaffo all’Inter, il gesto da leader con Maignan e la verità sul rapporto con Allegri

  • Postato il 20 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Non è al massimo della condizione da diverse settimane e in campo si percepisce quanto il fastidio al pube lo stia limitando, ma Rafael Leao continua a rivelarsi determinante per il Milan.

Milan, Leao ritorna decisivo

Mercoledì, contro il Como, è tornato al gol dopo quasi un mese e mezzo, diventando il secondo calciatore a partecipare ad almeno 10 reti in ciascuna delle ultime sei stagioni di Serie A (dal 2020/21), dopo Lautaro Martínez. In questo campionato il portoghese conta otto gol e due assist. Sempre più spesso impiegato da centravanti, Leao sta prendendo confidenza con un ruolo che può consentirgli di aumentare il bottino realizzativo rispetto al passato.

Leao e il nuovo ruolo voluto da Allegri

Sa bene che, per essere considerato tra i migliori, deve crescere sotto il profilo dei numeri: «Prima dell’inizio della stagione ero pronto a tutto. Quando Allegri mi ha detto che voleva schierarmi da centravanti gli ho risposto che ero disponibile. In quel ruolo puoi segnare di più. Nel calcio contano i numeri: se vuoi essere tra i migliori devi fare gol e assist», ha spiegato a CBS Sports.

Il rapporto con Pulisic

Anche Pulisic, suo compagno d’attacco, sta convivendo con qualche problema fisico: «Abbiamo un ottimo rapporto e ora ci conosciamo meglio anche in campo. Entrambi abbiamo avuto qualche infortunio, quindi non abbiamo giocato molto insieme, ma è un grande calciatore. Quando è in campo può sempre inventare qualcosa», ha detto l’ex Lille. Leao ha poi parlato di Zlatan Ibrahimović: «La sua è sempre stata una pressione positiva. Da persone così si può imparare tanto. Oggi parliamo spesso, mi ha aiutato molto e so che, se avrò bisogno, lui ci sarà».

Leao guarda al derby

Mancano ancora due settimane, ma il numero 10 rossonero guarda già al derby dell’8 marzo. Con sette punti di distacco dall’Inter, la sfida resta cruciale nella corsa scudetto: «Nei giorni precedenti non esci, resti a casa. È una settimana folle, tutti cercano biglietti e parlano della partita più bella della stagione. Il derby è vita o morte e io voglio vivere. Giocarlo è incredibile, con i tifosi che cantano dall’inizio alla fine».

Rafa studia da leader

In questa stagione Leao sta mostrando anche una maggiore maturità sotto il profilo della leadership. Emblematico quanto accaduto contro il Como: dopo il gol dell’1-1 ha rinunciato all’esultanza personale per correre da Mike Maignan, protagonista di un errore nel primo tempo costato una rete ai lariani.

L’abbraccio con Fofana

Non è la prima volta che compie gesti simili: a gennaio, contro il Genoa, dopo aver segnato andò ad abbracciare in panchina Youssouf Fofana, ancora deluso per un’occasione fallita in precedenza. Segnali chiari di una crescita anche caratteriale, che lo sta trasformando sempre più in un leader del Milan.

Leao “rischiò” di andare all’Inter

Infine, Leao ha raccontato un retroscena di mercato di qualche anno fa, quando fu vicino all’Inter: «Il club chiamò il direttore sportivo del Lille dicendo di essere interessato a me, ma non ero convinto. Da piccolo seguivo il Milan di Maldini e del mio idolo Ronaldinho. Così dissi al Lille che sarei rimasto un altro anno. Arrivammo secondi e ci qualificammo in Champions. Poi mi dissero che mi voleva il Milan e che qualcuno desiderava parlarmi: era Paolo Maldini. Mi spiegò che mi aveva seguito durante la stagione e mi chiese se volessi andare al Milan. Così ho firmato per i rossoneri».

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