Milan, Allegri è il nuovo Ancelotti: più bravo o fortunato? Il siparietto con Caressa e la confessione di Max

  • Postato il 19 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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La fortuna aiuta gli adagi, recita un vecchio adagio. È proprio la fortuna è stata al centro del siparietto tra Fabio Caressa e Massimiliano Allegri andato in scena su Sky al termine della vittoria di misura del Milan ai danni del Lecce. La confessione del tecnico livornese e il confronto con Carlo Ancelotti, di cui sembra essere l’erede designato.

Milan, Allegri è il nuovo Ancelotti

Premessa: nessuno mette in dubbio le doti dei due allenatori. Del resto, sono top coach. Si potrà discutere sulla qualità del gioco espresso (vedi Cassano che sta conducendo una vera e propria crociata contro Allegri), ma i risultati sono lì e non sono possono essere contestati. I sei scudetti conquistati parlano per Max, mentre l’attuale ct del Brasile che ha il Mondiale nel mirino è il re incontrastato della Champions.

Cinque coppe dalle grandi orecchie più titoli e trofei vinti in ogni angolo del pianeta lo rendono tra i più vincenti della storia. Poi c’è la componente imponderabile, il fattore C, la fortuna. Che ha accompagnato Carletto in alcuni dei suoi successi più clamorosi. Come la fatidica ‘decima’ ch’era l’autentica ossessione del Real Madrid e di Florentino Perez. Stagione 2013/14, all’ultimo atto al Da Luz di Lisbona si gioca il derby con l’Atletico: i colchoneros pensano già ai festeggiamenti per il gol di Godin, ma al 93’, all’ultimo secondo di una finalissima che sembrava decisa, ecco il pareggio di Sergio Ramos. Si va ai supplementare, i blancos dilagano e spezzano la maledizione.

Carlo come Napoleone

Ma si può citare anche un altro episodio piuttosto fortunato della straordinaria carriera di Ancelotti. Riavvolgiamo il nastro al 2007, ai tempi della finale di Atene che il Milan si aggiudicò contro il Liverpool anche grazie al primo gol fortuito di Pippo Inzaghi sulla punizione calciata di Pirlo: così si consumò la vendetta di Istanbul.

A Napoli, invece, non andò bene. Ma il tecnico italiano si lasciò andare a una battuta che è stata un po’ il suo manifesto: “Come diceva Napoleone, meglio avere generali fortunati che bravi. Probabilmente io ho avuto c…”.

Il siparietto tra Allegri e Caressa

Il Milan è secondo in classifica a 3 punti dall’Inter, ma nelle ultime giornate ha evitato per il rotto della cuffia ko che avrebbero potuto minare certezze e fiducia. L’1-1 col Genoa è frutto del pareggio di Leao al 92’ e del rigore sbagliato da Stanciu appena dopo, mentre a Firenze è stato Nkunku a salvare il Diavolo al 90’.

Contro il Lecce ci ha pensato Fullkrug al 76’: pensate, il nuovo acquisto neppure doveva esserci per un problema al piede. Quando Allegri si è presentato davanti alle telecamere di Sky per l’intervista del post partita, Caressa è andato dritto al punto, senza girarci intorno: “Quanto conta la fortuna nel calcio, Max?”.

Max allo scoperto

L’allenatore del Milan non si è mostrato per niente infastidito dalla domanda. Anzi, proprio come Ancelotti ha riconosciuto che si tratta di una componente importante. “La fortuna conta nella vita, io preferisco essere fortunato e spero che non mi abbandoni”.

E torna la filosofia napoleonica: “Si diceva che è meglio stare con quelli fortunati che con quelli bravi. Se mi dicono che sono fortunato, io sono contento”. Caressa ha poi chiosato così: “Grazie Max, in bocca al lupo. Anche se non ne hai bisogno perché sei fortunato”. Max, per caso sei anche scaramantico?

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