Metropolitana, la stazione Corvetto esce dal Pnrr. Assi di forza, la nuova “tagliola” è nero su bianco
- Postato il 13 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Che i target del Pnrr fossero impossibili da rispettare era chiaro ormai da mesi. Adesso il ministero ufficializza le rimodulazioni dei fondi che riguardano il trasporto pubblico a Genova: dal piano di resilienza vengono stralciati i 43,9 milioni (su 56,4 totali) per il completamento della stazione di Corvetto, mentre si scrive nero su bianco che il nuovo obiettivo per gli assi di forza (399 milioni dal Pnrr su 498,8 totali) è mettere in funzione 25 chilometri di linee entro il 30 giugno 2026.
Le indicazioni sono contenute in una lettera che la divisione Sistemi di trasporto rapido di massa del Mit ha inviato alla direzione Mobilità e trasporti di Tursi in data 24 febbraio, dopo le spedizioni a Roma dell’assessore Massimo Ferrante che aveva già ottenuto rassicurazioni informali (frenate però dalla cautela dei dirigenti romani).
“Ora mancano solo i decreti – commenta il titolare delle Infrastrutture della giunta Salis -. Il ministero non ci fa sconti, abbiamo i tecnici che vengono a controllare che la performance venga rispettata. Scontiamo due anni di ritardo non imputabili a noi, ora bisogna correre”.
Assi di forza, corsa contro il tempo per le prime linee a giugno
Ovviamente il riferimento è ai cantieri degli assi di forza, ancora saldamente legati alle regole del Pnrr, benché adesso la ghigliottina del 2026 (mai messa in dubbio dall’amministrazione precedente) riguardi poco più della metà dell’estensione complessiva, pari a 47 chilometri. A entrare in funzione saranno gli assi Valbisagno (coi bus elettrici flash charging di cui per ora è arrivato solo un prototipo), Centro e probabilmente un tratto del Levante.
Gli scavi per posare i cavidotti, necessari per garantire l’alimentazione di tutti i filobus in circolazione sulle quattro linee di forza, procedono su più fronti. A Sampierdarena è confermato l’obiettivo di riaprire entro il 30 marzo via Buranello, dove il cantiere sta creando non pochi disagi a commercianti e residenti. In via Cantore si procede nella zona del Matitone per arrivare a ridosso dei portici a inizio estate. Lavori in corso pure in via XX Settembre, dall’alto verso il basso. “Abbiamo chiesto un aumento della forza lavoro all’impresa Icm, ma la seconda variabile è il tempo meteorologico: quando piove gli scavi non si possono fare“, ricorda Ferrante.
Il ministero dei Trasporti dovrà poi esprimersi sulla variante progettuale che modifica il percorso dell’asse Centro, ormai totalmente slegato da Marassi e dalle relative proteste su parcheggi e bus collinari. Come annunciato dall’assessore in commissione, uno dei nuovi capolinea sarà in via Rimassa, dove oggi si attesta la linea 20, facendo transitare i filobus in corso Torino e, di conseguenza, deviando l’asse Valbisagno su viale Brigate Partigiane. L’altro sarà, almeno provvisoriamente, nella zona di Brignole. E non è escluso che quella possa diventare la soluzione definitiva: “Nulla lo vieta, non ci sarebbe nulla di male”, chiarisce Ferrante che vorrebbe evitare l’opzione San Fruttuoso, pur vagliata dagli uffici negli ultimi mesi.
Ancora da capire quali saranno le modifiche alla rete (alcune erano state rivelate in commissione a Sampierdarena suscitando già qualche mugugno) e il destino degli assi Levante e Ponente, uno dei quali potrebbe essere parzialmente sacrificato per far fronte all’aumento dei costi che rischia di rendere insufficiente il finanziamento disponibile.
Metropolitana, scambio di finanziamenti tra Corvetto e i nuovi treni
Sulla stazione Corvetto di fatto non cambia nulla a livello operativo, ma la mossa del ministero è la presa d’atto di quanto risultava già evidente, cioè l’impossibilità di inaugurarla a giugno 2026. “Siccome la ditta non ce la farà mai a rispettare i tempi, l’intervento viene spostato su un finanziamento nazionale”, conferma Ferrante.
A differenza degli altri cantieri della metropolitana – Canepari e Martinez – quello di Corvetto non è stato trasferito ad altre imprese consorziate, ma è rimasto nelle mani di Manelli, che operava come appaltatrice diretta e non in qualità di capofila di un raggruppamento, e che nel frattempo è stata assorbita da Cmc dopo i problemi di liquidità che avevano indotto Tursi a estrometterla dal lotto dei due prolungamenti.
C’è però un’altra novità sancita dal ministero: sui fondi Pnrr vengono spostati i 70 milioni di euro per la fornitura dei 14 nuovi treni della metropolitana, immessi gradualmente in servizio da marzo 2025. In origine si trattava di un finanziamento coperto interamente dal Mit: in pratica una partita di giro con la stazione di Corvetto.
Resta da sbrogliare l’incognita sul futuro prolungamento a Rivarolo, che rischia di arenarsi dopo la cancellazione dei 45 milioni promessi dal ministero per risolvere l’interferenza con l’ultimo miglio del Terzo Valico. A fine febbraio il ministro Salvini alla Camera aveva garantito l’impegno a trovare le risorse. Oltre a questo, i 64,1 milioni per l’estensione da Canepari e la nuova stazione erano stati formalmente revocati a causa dei rallentamenti dell’iter di approvazione, con la possibilità (non certa al 100%) di riottenerli in seguito.