Messina, il cavallo “maestro di vita”: lo psichiatra Matteo Allone racconta il ruolo educativo-psicologico dei Centauri
- Postato il 22 marzo 2026
- Società
- Di Paese Italia Press
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Messina – Nella penombra suggestiva della Sala Cripta del Museo Regionale “M. Accascina”, diretto da Marisa Mercurio si è consumato un piccolo miracolo laico: il silenzio. Non il silenzio vuoto dell’indifferenza, ma quello densissimo dell’attenzione ritrovata. L’evento “L’Arte Equestre nel Rinascimento – ieri, oggi, domani: I GIOVANI E IL CENTAURO” ha trasformato un convegno storico in un potente esperimento sociale, mettendo a nudo la distanza – e il possibile punto d’incontro – tra la cultura millenaria del cavallo e la generazione dei nativi digitali.
Il “Patto” di Rodolfo Lorenzini: spegnere il virtuale per accendere il reale
Di fronte a una platea di cento persone tra studenti (65) del Liceo Classico “ Maurolico “ diretto da Giovanna De Francesco, e dell’I. I. S. “ Antonello di Messina” diretto da Daniela Pistorino, nonché degli utenti del Centro Diurno “ Camelot “ ( ASP Messina ) diretto da Tiziana Frigione, il momento di svolta è arrivato quasi subito. Con gli studenti, inizialmente “schermati” dai propri smartphone, Rodolfo Lorenzini, Presidente di SICA e Presidente del Comitato promotore per la Candidatura Unesco per le Arti Tradizioni e Culture equestri italiane, ha scelto la via della verità. Niente discorsi accademici calati dall’alto, ma un patto diretto: «Voi mettete via i telefoni e io vi prometto un intervento breve, duro e sincero».

È stato lo “shock adrenalinico” necessario per rompere il guscio di un’individualizzazione digitale che, come sottolineato da Lorenzini, non è colpa dei ragazzi ma di una società che propone ruoli effimeri. L’Arte Equestre è passata da “reperto museale” a strumento di rivoluzione interiore, un’arte capace di insegnare la presenza fisica e mentale in un mondo che ci vuole ovunque tranne che nel “qui ed ora”.
Le radici e le ali: i protagonisti del dibattito
L’architettura dell’evento è stata solida e multidisciplinare. Ad aprire i lavori è stato il Dott. Matteo Allone, psichiatra e Presidente dell’Associazione Il Centauro ODV, che ha delineato la funzione del cavallo come ponte tra psiche e cultura. Per Allone, il “centauro” non è solo un mito, ma la metafora dell’equilibrio necessario tra istinto e ragione, tra corpo e mente.
Il rigore storico è stato garantito da Vincenzo Allegra, Presidente di Gattopardi Sicilia, che ha saputo rievocare l’etica dei tornei rinascimentali: non semplici esibizioni di forza, ma complessi linguaggi simbolici. Un legame con il territorio peloritano approfondito da Marco Grassi, che ha illustrato la gloriosa epopea dell’Ordine dei Cavalieri della Stella di Messina, ricordando come la città sia stata per secoli una capitale mondiale dell’equitazione colta.
Se è vero che la società odierna tende a oggettivizzare tutto, l’intervento di Massimo Parodi sui valori dell’arte equestre nell’era della tecnica ha ricordato che il cavallo resta l’ultimo maestro di autenticità.
L’eccellenza dell’ippologia e dello spettacolo
Il prestigio dell’incontro è stato suggellato dalla presenza del Barone Pucci Maiorana, vera autorità dell’ippologia mondiale, il cui intervento ha ricordato come la nobiltà del cavallo risieda nella sua capacità di elevare l’uomo. A dare un tocco di modernità e dinamismo è stato Antonino Latteri, attore e showman siciliano di fama internazionale, che ha testimoniato come lo spettacolo equestre oggi possa essere un veicolo formidabile per comunicare bellezza e rispetto per la natura alle grandi masse.
Inclusione e tecnica: la firma di Camelot Social Radio
Un plauso speciale va alla regia dell’evento. L’assistenza tecnica e la produzione sono state curate da Marco Anastasi e Carmelo Roberto di Camelot Social Radio, centro di eccellenza nella psicologia sociale. Vedere questi giovani professionisti, spesso impegnati in percorsi di terapia assistita, gestire con precisione millimetrica i flussi di un evento così complesso, è stata la prova vivente che l’inclusione non è uno slogan, ma una pratica quotidiana che produce eccellenza.
Le istituzioni e la chiusura interattiva
L’unità d’intenti del comparto è stata ribadita dai saluti istituzionali di Francesco Russo, Presidente di ARACS, e di Michelangelo Bentivegna, Direttore dell’Istituto di Incremento Ippico di Catania, entrambi concordi sulla necessità di fare rete per tutelare un patrimonio che è identità siciliana pura.
Ma la “scossa” finale è arrivata da Franco Amadio, Presidente Nazionale Fitetrec-Ante. Con un approccio interattivo, Amadioha letteralmente “mosso” la platea, coinvolgendo gli studenti in un gioco di ruolo pedagogico che ha trasformato i concetti di gerarchia, fiducia e branco in un’esperienza sensoriale.
Conclusioni: un pareggio che vale una vittoria
Mentre i ragazzi lasciavano la Sala Cripta per la visita guidata da Giusy Larinà tra le opere di Antonello da Messina e Alibrandi, la sensazione era quella di un “pareggio” (1-1) tra la forza del digitale e il richiamo ancestrale della figura e dell’archetipo del cavallo.
Messina, con questo evento, non ha solo ricordato il suo passato accademico, ma ha tracciato una rotta per il futuro: l’Arte Equestre deve tornare a essere considerata tale, alla stregua del cinema o della pittura, perché è l’unica capace di insegnare a un giovane che, per relazionarsi con un altro essere vivente, deve prima imparare a governare se stesso.
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