Mercato Genoa, il bilancio di Lopez: “Migliorato la squadra e protetti i pilastri, ma non ci accontentiamo”
- Postato il 3 febbraio 2026
- Calcio
- Di Genova24
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Genova. Ottimizzare la squadra, proteggerne i pilastri e inserire calciatori con caratteristiche diverse senza mai accontentarsi “perché siamo il Genoa”. Parola del chief of football del Grifone Diego Lopez che traccia un bilancio al termine della sessione di calciomercato invernale.
“Il mercato di gennaio serve più per aggiustare la squadra che per rivoluzionarla − spiega − questa è una premessa importante, soprattutto vedendo il valore che sta prendendo questa squadra ogni weekend. La tendenza è molto positiva: la squadra sta lavorando bene, sta mostrando essere competitiva contro praticamente tutte le squadre della Serie A. Abbiamo messo al centro del progetto la parte sportiva senza dimenticare l’obiettivo che è la salvezza”.
Il primo obiettivo per il Genoa era ottimizzare la squadra: “Avevamo troppi giocatori per lavorare bene nel quotidiano. Pensiamo di averlo raggiunto, perché dei giocatori che sono andati via, solamente Morten Thorsby, che è un caso un po’ diverso degli altri, aveva più del 30% di minutaggio giocato sul totale: il 35%. Il resto dei giocatori non andavano più lontano del 10% di percentuale sul minutaggio globale di Serie A. Le decisioni si prendono anche vedendo la parte sportiva, il quotidiano della squadra e l’adattabilità. C’erano giocatori in uno stesso ruolo che meritavano spazio, ma non lo trovavano”.
Il secondo obiettivo raggiunto è stato appunto proteggere i pilastri del Genoa, ossia i giocatori con più minuti giocati. In altre sessioni di mercato non è stato così facile ottenerlo: “Giocatori importanti − rivela Lopez − hanno ricevuto offerte e noi abbiamo deciso di mettere al centro del progetto la parte sportiva”.
Lopez sottolinea anche la condivisione totale delle decisioni con mister De Rossi e il plus di questa sessione è appunto avere una maggiore duttilità tattica degli elementi della squadra mantenendo però il gruppo solido: “La forza del Genoa è il collettivo e lo sarà sempre. Per questo abbiamo protetto la squadra. Se poi possiamo aggiungere individualità che migliorano lo faremo, lo stiamo facendo”.
Il terzo obiettivo era aggiungere alla squadra caratteristiche che non aveva. “Lo abbiamo sempre detto. Volevamo dare duttilità tattica a De Rossi”.
Soddisfatto? “Io non mi accontento mai. Anche l’allenatore non si accontenta perché siamo il Genoa. Siamo ambiziosi. Il mercato di gennaio è complicato perché non tutti giocatori che vuoi si possono prendere. Da oggi si lavora per estate. Difficilmente sarò contento dopo un mercato perché sempre pensiamo che si può fare di più e meglio”.
La società ha investito molto su Alexandro Amorim (8 milioni più bonus). Diego Lopez spiega perché: “È un giocatore capace di tenere la partita in mano, un giocatore che si sente molto comodo con la palla, che è capace di marcare il tempo della partita. È un giocatore che lavoriamo da qualche mese, abbiamo seguito la sua evoluzione che è stata molto positiva. Abbiamo deciso di andare su di lui con determinazione, con convizione perché è un giocatore che può portare già dall’inizio un livello diverso“.
Non c’era solo il Genoa sulle sue tracce, ma le motivazioni di Lopez sono state convincenti: “Abbiamo trovato una predisposizione abbastanza grande del giocatore che ha capito il progetto, ha capito la piazza, ha capito il campionato, ha capito che era il giocatore giusto per noi in questo momento, ha capito il progetto tecnico dell’allenatore. Siamo stati capaci di convincere anche tutto il contesto, anche il club che aveva il diritto del giocatore, che aveva già qualche offerta per lasciarlo in prestito 6 mesi in più e ricevere i soldi subito”.
A convincere Lopez e il Genoa sono state alcune cose: “La sua qualità, la sua regolarità nel gioco e il suo coraggio, unito anche alle sue caratteristiche fisiche perché ha una grandissima forza nell’impatto. Soprattutto però è stata la mentalità: riconosco, da quando sono arrivato al Genoa, che è molto importante. Un giocatore ha successo nel Genoa per questo. Se non c’è questa mentalità, se non c’è questa predisposizione, se non c’è questa attitudine e questa voglia, se non c’è l’identità del Genoa, il dna del Genoa, possiamo avere giocatori con tantissima qualità tecnica ma non servirà a niente“.
Un retroscena sull’investimento che riguarda anche per esempio aspetti più nascosti ma fondamentali: “Proviene da un contesto familiare sanissimo, è un ragazzo che prende in considerazione la sua carriera, che insomma è simile a noi e questo ha pesato molto nella decisione finale”.
La decisione su Venturino alla Roma è stata tattica: “Lui è un giocatore forte, non lo andiamo a scoprire ora. È un esterno con qualità ma non trovava spazio perché non giochiamo con esterni alti. Ha trovato una squadra dove c’è un allenatore che gli piace, un assetto tattico più interessante per lui. Abbiamo avuto la possibilità di lasciarlo andare in prestito con diritto”.
Per quanto riguarda Fini l’obiettivo è fargli fare minutaggio “in una squadra che può avere un certo parallelismo con la nostra maniera di giocare, che giocherà per vincere. Anche questo per noi è importante e abbiamo trovato anche la voglia del giocatore di giocare più minuti, quindi tutte queste cose sono prese in considerazione perché sono giocatori che sono da Genoa e sono giocatori che vanno anche seguiti con molta attenzione fino a giugno”.
Ekhator invece è rimasto al Genoa e Lopez spiega: “Jeff è un attaccante con una potenzialità molto alta, che si sta allenando bene, che quando entra fa bene. Si è comportato sempre meglio, ha lavorato con molta intensità, è stato sempre molto aperto a tutto quello che l’allenatore gli chiede. Stiamo vedendo una progressione molto interessante anche nella sua maturità. Abbiamo deciso di tenerlo con noi”. Prendere un attaccante in più avrebbe creato problemi alla squadra o bloccare qualcuno: “Quelli che abbiamo sono giocatori di qualità che stanno mostrando ogni settimana che meritano di giocare qui. Il modulo di gioco con il quale stiamo giocando sta rivelando che erano giocatori più che validi per il Genoa”.
L’intenzione del Genoa è di essere focalizzato sul presente ma guardando al futuro. Per esempio l’operazione Zatterstrom, spiega Lopez, “è legata a una necessità della squadra dove abbiamo cambiato il modulo. Giochiamo con tre difensori e avevamo nel senso più puro della parola quattro difensori centrali per tre posti dove siamo molto a posto. Se potevamo migliorare un po’ era con un profilo che può fare il braccetto a sinistra e anche il centrale. In questa ricerca un giocatore che ha l’efficacia per farlo, che lo ha già dimostrato in partite a livello europeo è Nils e con una condizione di mercato abbastanza ragionevole per la nostra situazione e per il ruolo che lui. C’è da dire che per ogni situazione, per ogni ruolo, per ogni reparto abbiamo sempre avuto in mano situazioni di giocatori con più esperienza, giocatori più giovani, ma sempre con una premessa chiara che sono giocatori che devono avere una qualità alta per giocare con noi perché stiamo partendo da una base forte e il mercato va fatto anche in base alla fiducia che abbiamo nei nostri giocatori, che è alta. Questa fiducia ti permette anche di guardare un po’ oltre queste situazioni”.
Il riscatto anticipato di Ostigard è legato appunto a mantenere “esperienza, autorità difensiva, consistenza che è capace anche di portarti a casa alla fine della stagione tra i 5 e i 7 gol. Per questo prezzo è stata un’opportunità che abbiamo creato grazie all’uscita di Gronbaek, che è un ragazzo che si allena benissimo e ha una qualità che non devo io scoprire perché lo conosco da tanti anni, ma che per una ragione o per un’altra non aveva minuti. Abbiamo approfittato di questa situazione di Albert per poter prendere Leo in condizioni più favorevoli per il Genoa non solamente fino a giugno ma per il futuro”.
È stato difficile trattenere i pilastri come Norton-Cuffy? “Non è facile, ma abbiamo trovato giocatori che sono molto felici al Genoa. Non hanno chiesto di andare via, sono rimasti con la testa sempre sul campo, sempre sul quotidiano, sempre sulle partite e devo dirlo pubblicamente perché è importante avere giocatori coinvolti con la squadra, con il club, con la tifoseria. Possiamo contare su di loro. Le offerte arrivano, noi le valutiamo, ma abbiamo ritenuto di proteggere i nostri pilastri. A oggi abbiamo una squadra con più soluzioni di prima”.
Il caso Thorsby è un po’ diverso e per alcuni tifosi è stato un errore darlo a una diretta concorrente. Il Genoa perde centimetri, ma ha guadagnato in qualità: “Qualità e identità, qualità ed energia, la qualità in se stessa ti porta un’azione o due azioni fulminanti ma noi cerchiamo la consistenza”. Onana è rimasto proprio per mantenere un’opzione strutturata a centrocampo: “Ora abbiamo centimetri con lui, abbiamo forza fisica per recuperare la palla e abbiamo anche capacità di calcio lungo, capacità di costruire la giocata, abbiamo insomma un centrocampo che ti permette di giocare in modi diversi. L’uscita di Morten è legata principalmente al fatto che non eravamo arrivati a un accordo per il rinnovo. I contatti erano iniziati mesi fa, ma la sua voglia di andare via è determinata dal fatto che lui voleva giocare perché non aveva sufficienti minuti per aspirare alla convocazione per la Coppa del Mondo. Poi è entrato nel discorso il fatto che il giocatore fosse in scadenza e la società ha avuto anche l’intelligenza di far maturare il mercato e fare arrivare un’offerta economicamente alta“.
Sulla trequarti sono andati via Cuenca (in prestito per prendere minuti nelle gambe e sentirsi di nuovo competitivo), Carboni, Stanciu e Gronbaek ed è entrato Baldanzi. “Un giocatore che non ha solamente una qualità tecnica, ma che ha dimostrato essere un giocatore con una capacità di difendere, di portare intensità a tutto quello che fa nel campo, di adattarsi a due o tre ruoli. Ovviamente è un giocatore che non ha bisogno di ambientarsi perché ha giocato in Italia e l’allenatore lo conosce benissimo”.
È cambiato anche il portiere e Lopez elogia prima di tutto Leali: “Non è facile per un giocatore giocare quando sa che la sua società sta cercando un giocatore al suo posto e lui l’ha fatto in una maniera encomiabile. Abbiamo cercato Bijlow, un giocatore che mette in gioco aspetti differenti. La porta oggi è più completa di prima”. Per Siegrist probabilmente si troverà una soluzione in paesi dove il calciomercato è ancora aperto.
Un rimpianto? Da persona ambiziosa quale è non tutto è andato in porto come previsto. “Tenete conto che per ogni ruolo lavoriamo su 10 giocatori per anticipare il mercato. Il rimpianto non posso dirlo”. Sarà perché cercherà di raggiungere il risultato in vista del mercato estivo? Intanto Lopez ora si rimetterà al lavoro sin da subito intanto per i rinnovi, a partire da quello di Martin. L’ipotesi è di avere buone nuove a partire da marzo.