Mercato auto Italia, a marzo immatricolazioni a +6,2%. E oggi scattano i dazi di Trump

  • Postato il 2 aprile 2025
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A marzo il mercato italiano dell’auto torna a crescere, facendo segnare un +6,2%, percentuale che consente di chiudere il primo trimestre dell’anno con un calo contenuto a -1,6%. Sicché a marzo sono state immatricolate 172.223 nuove autovetture, mentre nel trimestre 443.906. Cifre che, vale la pena ricordarlo, rimangono distanti dal periodo pre-Covid, rispetto a cui la flessione è del 17,5%. Il risultato positivo di marzo fa sì che, secondo le stime di Dataforce, per fine anno si possa raggiungere un volume di immatricolato complessivo di 1.605.000 unità.

Leader del mercato rimangono le vetture ibride (+23% a marzo), che salgono al 45,4% di share nel mese (+6,4%) e al 45% nel cumulato trimestrale (+6,8%), con un 12,8% per le “full” hybrid e 32,6% per le “mild” hybrid in marzo. Le auto a benzina cedono il 4,4%, rimanendo però al 26,7% di quota di mercato (26,5% nel trimestre, -4,3%). Il diesel perde altri 5 punti e si ferma nel mese al 10,2% di share (9,8% in gennaio-marzo, -5,4 %), mentre il Gpl cede 0,2 punti, portandosi al 7,7% nel mese e al 9,2% nel cumulato (-0,3%); zero vendite per le auto a metano. Le elettriche nel mese salgono al 5,4% di quota di mercato – ma, spiega Dataforce, il computo include “un rilevante contributo di vetture che devono ancora trovare un cliente finale” – e al 5,2% nel trimestre, mentre le ibride plug-in arrivano al 4,5% (+1% e al 4,2% nel trimestre, +1%).

Tra le Passenger Cars, il canale di vendita dei privati ha confermato lo stesso livello di immatricolazioni del marzo 2024: segna un -0,2%, sfiorando le 82.000 targhe. In attivo il canale delle immatricolazioni business delle aziende che acquistano direttamente: +6%. Forte ripresa del noleggio a lungo termine (+33%, grazie al + 200% della sola Leasys) e del noleggio a breve termine (+15%). Pesante arretramento delle auto-immatricolazioni (-24%), le cosiddette vetture “Km 0”: hanno cambiato canale di destinazione, finendo nel noleggio a lungo termine. Infatti, gli operatori “captive” a marzo hanno quasi raddoppiato le targhe (+91%), ma non certo per un aumento della domanda dei clienti finali.

Tuttavia, le “rondini di marzo” volano in un cielo che va scurendosi: la decisione degli Stati Uniti di imporre dal 2 aprile dazi del 25% sulle importazioni di veicoli prodotti all’estero desta grande preoccupazione nel settore. La Commissione Europea sta valutando un piano di contromisure immediate volte a colpire specifici prodotti statunitensi, garantendo al contempo un impatto minimo sull’economia europea.

“Una guerra commerciale di questo tipo penalizzerà tutti: le Case automobilistiche globali e i consumatori sia americani che europei”, commenta Michele Crisci, Presidente di UNRAE, associazione che auspica “si trovino rapidamente soluzioni negoziali, anche alla luce degli ingenti investimenti delle Case automobilistiche europee negli Stati Uniti, che contribuiscono alla creazione di posti di lavoro, alla crescita economica e al gettito fiscale di quel Paese”.

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