Meloni sull’attacco Usa contro l’Iran: “Non condanno né condivido, non ho gli elementi per prendere una posizione”

  • Postato il 8 marzo 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Nessuna condanna, anche questa volta, all’attacco unilaterale di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Giorgia Meloni – durante la registrazione al programma Fuori dal coro, in onda su Rete 4 – alla domanda se condivida o condanni l’intervento militare di Israele e Usa contro l’Iran, e con la premessa fatta dal giornalista Mario Giordano sul fatto che la premier italiana non sia afona, risponde così: “Proprio perché non sono afona, risponderei nessuno dei due“. Un’intervista nella quale la premier torna ad attaccare i magistrati sul tema dell’immigrazione, difendendo la riforma della giustizia, e sottolineando di essere “senza parole” sul caso della famiglia nel bosco per la decisione dei giudici di allontanare la madre dai figli. E sul punto annuncia che il ministro Carlo Nordio sta mandando gli ispettori.

Sull’Iran “non ho elementi per prendere una posizione”

Sul sua “non condanna” all’attacco contro l’Iran, Meloni spiega anche i motivi della sua risposta: “Perché io non ho oggettivamente gli elementi necessari, come non ce li ha quasi nessuno in Europa, anzi nessuno, per prendere una posizione che sia da questo punto di vista categorica“, sottolinea la premier ricordando che “al netto del premier spagnolo, nessun altro ha condannato l’iniziativa così come nessuno sta partecipando al conflitto”.

Ribadisce il collegamento con la guerra in Ucraina

La presidente del Consiglio ricalibra così la posizione del governo decidendo di non prendere posizione, mentre pochi giorni fa il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha parlato di un attacco “al di fuori delle regole del diritto internazionale”. Meloni dice però di condividere le sue affermazioni sottolineando “che noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale“. E anche questa volta collega il conflitto in Iran con l’invasione russa: “Io non penso che siano saltate con questo episodio” dell’attacco a Teheran perché dice “esistono moltissimi precedenti ma sicuramente il quadro è di grande caos”. “Secondo me – ha ribadito – la crisi è diventata strutturale, in particolare con l’invasione dell’Ucraina perché chi è che dovrebbe far rispettare il diritto internazionale? In teoria sono le Nazioni Unite, però noi abbiamo l’anomalia di un membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu che quattro anni fa ha invaso un suo vicino per provare ad annetterlo”.

Il nuovo attacco ai magistrati

Se sull’attacco contro l’Iran preferisce non schierarsi “per mancanza di elementi a disposizione”, su un argomento invece non esita a prendere posizione. E cioè sul referendum: “Se non partiamo dalla base, non possiamo risolvere i problemi. Sono convinta che la riforma della giustizia interviene anche su materie come immigrazione e sicurezza“. Nonostante la riforma costituzionale voluta da Nordio non riguarda i due argomenti, la premier dice comunque di essere convinta di questo. I due temi – continua – viaggiano su tre livelli: le leggi “messe a disposizione” anche dal governo, il lavoro delle forze dell’ordine e la “magistratura che faccia rispettare le leggi”. “Se uno dei tre livelli non funziona – ha aggiunto – il meccanismo si inceppa e io conosco moltissimi casi nei quali il meccanismo si è inceppato”. Meloni ha citato così le “devastazioni dei centri sociali a Roma e a Torino”, dove “non c’è stato nessun seguito giudiziario” e “addirittura i giudici hanno annullato il Daspo fatto agli antagonisti”. Sulla seconda materia, ha aggiunto: “Non devo ricordare le continue interpretazioni forzate delle norme per impedirci di governare il fenomeno dell’immigrazione”. E tira fuori nuovamente l’argomento dei centri in Albania: “La novità che le racconto stasera è che ora i giudici non hanno convalidato il trattenimento in Albania di un altro immigrato stupratore di minore, condannato per violenza sessuale su un minore. Cioè a un pedofilo che entra illegalmente in Italia, e stupra un minore, io non lo posso trattenere, non lo posso rimpatriare, e rischio perfino che i giudici gli diano la protezione internazionale. Gli stessi che sono così comprensivi con i criminali stranieri magari poi usano il pugno duro con chi si difende da una rapina in casa”, ha dichiarato Meloni.

Su famiglia nel bosco “Nordio sta mandando ispezione”

Infine torna nuovamente sul caso della famiglia nel bosco. Dice nell’intervista di essere “senza parole” di fronte alle ultime decisioni dei magistrati: “Una decisione che non penso faccia stare meglio i bambini, gli infligge un pesantissimo trauma. Penso che siamo oltre, dobbiamo assistere inermi a queste decisioni figlie di una lettura ideologica, ma lo Stato non ti può togliere i figli perchè non condivide il tuo stile di vita”. Nordio, ha concluso la premier, “sta mandando una ispezione, ho parlato con il ministro”.

Sull’Iran “l’Italia non è parte del conflitto”

Tornando alla guerra in Iran, anche oggi – dopo l’ok agli Usa per l’utilizzo delle basi militari e l’invio di una fregata a Cipro – la premier tiene a precisare che “l’Italia non è parte del conflitto” e “non intende esserne parte”. “Noi, come lei sa, ci stiamo limitando – ha aggiunto nel corso dell’intervista – a rafforzare la nostra presenza nei paesi del Golfo che sono stati attaccati dall’Iran con missili, con droni, ma solo a scopo difensivo. Ed è chiaramente anche una decisione che nasce dal bisogno che noi abbiamo di proteggere le decine di migliaia di italiani che sono presenti nell’area, oltre che i nostri contingenti militari. Lei sa – ha continuato – che noi abbiamo circa duemila soldati dislocati in quella regione. Dopodiché quelle sono anche nazioni con le quali noi abbiamo sicuramente ottimi rapporti, che sono anche vitali per i nostri interessi energetici. Però non intendiamo entrare in guerra, non ci entreremo”.

Rischi per la sicurezza interna e caro prezzi

Non nasconde comunque che “chiaramente l’Italia rischia comunque di essere coinvolta soprattutto dalle conseguenze del conflitto, sia sul piano della sicurezza interna soprattutto, sia ovviamente sul piano economico“. Per quanto riguarda il primo aspetto “non ci sono particolari allarmi in questo momento, ma sicuramente noi a scopo di prevenzione siamo mobilitatissimi, sia il Comitato Antiterrorismo, sia il Comitato Nazionale Difesa e Sicurezza sono praticamente convocati a oltranza, si riuniscono continuamente, perché in ogni caso su queste cose è sempre meglio prevenire, no?”, ha aggiunto Meloni. In merito al caro prezzi afferma che la priorità del governo è quella di “impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi”. Ricordando che l’autorità dell’energia ha attivato una task force, ha fatto presente “che già domani avremo i primi report per monitorare il prezzo dell’energia, soprattutto quello sul gas”. “Siamo determinati – ha aggiunto ancora – a combattere la speculazione. E approfitto per ribadire che consiglio a tutti prudenza, perché io non escludo, quando dovessimo avere evidenza di atteggiamenti che sono speculativi, neanche di aumentare le tasse alle aziende che fossero responsabili di rimettere i soldi sulle bollette in particolare”.

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