Meloni: "Rafforzeremo la cooperazione sul gas con l'Algeria". I principali importatori in Italia

  • Postato il 25 marzo 2026
  • Di Il Foglio
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Meloni: "Rafforzeremo la cooperazione sul gas con l'Algeria". I principali importatori in Italia

"Abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima cooperazione, anche lavorando su nuovi fronti come ocean gas e off shore e questo consentirà di rafforzare il flusso di gas". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni congiunte al termine del bilaterale con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ad Algeri: "Per l'Italia l'Algeria è partner di assoluto rilievo strategico. Soprattutto quando l'instabilità è crescente e le certezze diminuiscono, il rapporto Italia-Algeria resta una straordinaria certezza", ha proseguito la premier, sottolineando che in campo energetico e delle forniture "abbiamo deciso di rafforzare i nostri rapporti anche attraverso i nostri campioni Eni e Sonatrach".

Al centro del bilaterale ci sono i principali dossier internazionali, dalla crisi in Iran e Libano e della situazione a Gaza, ma anche alla guerra in Ucraina. Oltre alle questioni di politica estera, l'incontro tra Meloni e Tebboune è anche l’occasione per fare il punto sul fronte energetico. L'Algeria, infatti, spicca come primo fornitore di gas naturale dell’Italia, seguita da Azerbaigian e Qatar. 

   

Le importazioni di gas in Italia

Stando ai dati più recenti del ministero dell’Ambiente, nel 2024 l’Italia ha importato 2,4 grammi per metro cubo (Gm3) di gas naturale in meno rispetto al 2023: le importazioni lorde sono infatti scese a 59,4 (Gm3) , dai 61,8 (Gm3) del 2023, evidenziando quindi un calo del 3,9 per cento. Il terzo in modo consecutivo, che porta dunque il livello delle importazioni lorde di gas vicino a quello del 2014: il punto di minimo storico degli ultimi 15 anni.

Guardando ai volumi di importazione complessivi nel 2024 le quote di provenienza del gas confermano l’Algeria al primo posto con il 39,1 per cento, seguita dall’Azerbaigian con il 17,4 per cento e dal Qatar con l’11,6 per cento. L'import dalla Russia è risalito al 9,6 per cento (dal 4,7 per cento del 2023) mentre, poco sotto ci sono gli Stati Uniti, da cui arriva l’8,7 per cento del gas complessivamente importato in Italia (era l’8,6 per cento nel 2023). L’incidenza dei paesi del Nord Europa (come Norvegia e Olanda) è complessivamente del 10,1 per cento, in lieve diminuzione dal 10,8 per cento registrato l'anno precedente. 

                       

Sul gas naturale liquefatto la questione cambia. Come fa notare Arera nella sua ultima relazione annuale, la quota del gnl sull’import complessivo è scesa dal 27 per cento del 2023 al 25 per cento nel 2024. Mentre per quanto riguarda la provenienza, emerge che il 95 per cento di tutto il gnl viene importato da Qatar (47 per cento) e Stati Uniti (35 per cento): in entrambi i casi i valori risultano in lieve aumento rispetto all'anno precedente, ma gli ultimi saranno destinati a impennarsi. Lo scorso aprile, a un incontro a Washington con il presidente Donald Trump., la premier Giorgia Meloni ha infatti chiarito che l'Italia dovrà aumentare le importazioni di gas liquefatto americano, sottolineando che "anche sul nucleare stiamo cercando di svilupparci e su questo potremo lavorare insieme". Al terzo posto troviamo l'Algeria (13 per cento), in calo del 2 per cento rispetto al 2023. Accanto a queste provenienze, nell’import via nave hanno assunto importanza anche i carichi provenienti da Congo (1,9 per cento), Trinidad e Tobago (1,3 per cento) e dalla Guinea Equatoriale (0,7 per cento). 

                   

In questo contesto, la guerra nel Golfo è un elemento di preoccupazione piuttosto forte. Specialmente se si pensa che uno dei due impianti colpiti dai missili iraniani a Ras Laffan è proprio quello che alimenta direttamente il contratto di Edison con QatarEnergy. Come scriviamo qui, Edison importa circa 6,4 miliardi di metri cubi di gas all’anno dal Qatar, ossia il 10 per cento del fabbisogno nazionale italiano. Attualmente il livello degli stoccaggi italiani non pone alcun rischio di rimanere senza gas. Gli stoccaggi però andranno riempiti in estate comprando probabilmente gnl altrove e sul mercato spot, cioè a prezzi giornalieri anziché a quelli fissati dal contratto a lungo termine con il Qatar: un problema per l’Italia e per le bollette del prossimo inverno, dato che il gas al Ttf europeo è quasi raddoppiato in meno di un mese: a febbraio era tra i 30 e i 32 euro al megawattora mentre nelle ultime sedute oscilla tra i 56 e i 61.

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Il Foglio

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