Medvedev vuol ridurre il tennis a 15 tornei all'anno: "Punti ATP solo coi 4 Slam e gli 11 Masters 1000"
- Postato il 26 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Sta giocando un ATP 500 nella ricca Dubai, eppure nel suo tennis del futuro questo tipo di tornei non dovrebbe aver più ragion d’essere. Non per i campioni del suo calibro, almeno. Daniil Medvedev, infatti, ha tirato fuori un’idea dai tratti rivoluzionari, se vogliamo anche un po’ folli, per ridurre al minimo il rischio infortuni, lo stress e la stanchezza fisica e mentale dei tennisti top. In cosa consiste? Semplice: giocare di meno. Ma giocare soltanto una ristretta serie di tornei, quelli naturalmente più importanti, prestigiosi e remunerativi, senza pagarne le conseguenze in termini di classifica ATP.
- Tennis, la rivoluzione nel calendario suggerita da Medvedev
- La proposta dello Zar: "L'ATP dovrebbe comprare le licenze"
- Troppi infortuni nel tennis: il caso Rune e i tornei obbligatori
Tennis, la rivoluzione nel calendario suggerita da Medvedev
Al momento, infatti, l’associazione dei tennisti pro impone la partecipazione a un numero definito di tornei, pena l’applicazione di penalizzazioni in punti ed economiche. Ne sanno qualcosa gli stessi Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, che si sono visti decurtare parte dei bonus annuali per aver saltato nel 2025 la partecipazione ad almeno cinque tornei ATP 500. Ecco, per lo Zar che da tempo vive un momento di appannamento ma che sta provando a rinverdire gli antichi fasti, il problema è tutto lì: nell’obbligo a disputare tornei “minori”, oltre alle fatiche di quelli major o comunque più importanti. Fosse per lui, solo quelli dovrebbero contare.
La proposta dello Zar: “L’ATP dovrebbe comprare le licenze”
Medvedev, che non è nuovo a “battaglie” più o meno clamorose con rivali e istituzioni tennistiche, vorrebbe trasformare il tennis in una piramide sempre più elitaria, in una sorta di F1 con le racchette. “Farei in modo che il circuito consistesse in quattro Slam e undici Masters 1000. Gli altri tornei forse li mantenerei, ma senza assegnare punti per la classifica“. Difficile, per non dire impossibile, che ciò possa accadere. “Ci sono licenze e l’ATP non avrà mai abbastanza soldi per comprarle tutte e liberare i giorni nel calendario. Gli altri tornei non diranno: ‘Va bene, uscirò’, perché perderebbero soldi. È un affare. Attualmente, con la struttura attuale dell’ATP, ciò non cambierà mai, almeno nel breve periodo”.
Troppi infortuni nel tennis: il caso Rune e i tornei obbligatori
Ecco perché la soluzione potrebbe essere ‘semplicemente’ quella di attribuire punti in classifica solo per i tornei più importanti. “Prendete Holger Rune e la sua rottura del tendine d’Achille a Stoccolma: era lì perché doveva giocare per forza”. E anche Medvedev ha giocato spesso tornei ‘controvoglia’: “Se volevo giocare a Torino alle ATP Finals dovevo farlo, anche se non era un evento obbligatorio. L’anno scorso ho giocato sette tornei di seguito. Ero obbligato a farlo? No, ma ho giocato male all’inizio della stagione, quindi potevo guadagnare 100 punti qui, 200 punti lì. Se non ci fossero stati punti in palio, la decisione sarebbe stata più semplice”.