Medio Oriente nel caos, la frattura religiosa sciiti-sunniti sta riaccendendo lo scontro interno all’Islam

  • Postato il 6 marzo 2026
  • Politica
  • Di Blitz
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Medio Oriente nel caos e diviso. E la guerra è già regionale. L’Iran colpisce i Paesi del Golfo  per convincerli a fare pressione su Washington affinché il conflitto finisca rapidamente e si ponga termine alla crisi delle rotte navali e aeree. Ma c’è dell’altro a complicare lo scena: la frattura religiosa tra sciiti e sunniti. Un mix di fede e politica che sta rinfocolando lo scontro interno all’Islam. Per carità, il fattore settario esiste da secoli in Medi Oriente. Il conflitto tra sciiti e sunniti è storico. È di vecchia data. È sorto 1.400 anni fa e da allora non si è più fermato. Certo, nel tempo ha mutato linguaggio, oggi si è fatto più pragmatico.

A dar retta agli analisti che stanno sgomitando nell’interpretare il momento, si arriva alla conclusione che i Paesi della regione – Qatar, Arabia Saudita, Emirati e dintorni – ragionano oggi in termini “di potenza e di equilibrio strategico”, come osserva l’ambasciatore Giampiero Massolo che spiega questo nuovo approccio dalla cattedra dell’Università Luiss Guido Carli. Insomma, si è (forse) affievolito il settarismo, non l’interpretazione della legge islamica. Ma va detto che entrambi, sunniti e sciiti, osservano i cinque pilastri dell’Islam. Cioè: professione di fede, preghiera, elemosina, digiuno, pellegrinaggio.

Il passato imperiale dell’Iran

Questo aspetto significa soprattutto che l’Iran odierno ha conservato l’antica vocazione di potenza. E questo fattore non va sottovalutato. L’Iran è nato come grande impero organizzato, multiculturale, con una amministrazione avanzata. Non è periferia ma centro di potere, e sarà bene che Trump non lo dimentichi. Questa memoria imperiale – continuità, grandezza, autonomia, orgoglio, sapienza – ha attraversato i secoli e ancora oggi ha un suo peso. L’antica Persia di Ciro il Grande (sovrano illuminato, fondatore del primo grande impero persiano, elogiato pure nella Bibbia da Isaia, aiutò gli Ebrei a tornare in patria), quella Persia ha conservato consapevolezza e valori che nemmeno la sciagurata teocrazia ha saputo oscurare.

Bombe su Teheran
Medio Oriente nel caos, la frattura religiosa sciiti-sunniti sta riaccendendo lo scontro interno all’Islam (Fonte Ansa) – Blitz Quotidiano

Maggioranza sciita

Il 90% dei musulmani nel mondo è sunnita e diversi Stati circondano la Repubblica degli ayatollah. Si tratta di Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Pakistan, Egitto, Turchia; Paesi che hanno comunque significative minoranze sciite. L’Iran è invece il cuore pulsante dello sciismo mondiale. Il 90-95% della popolazione è sciita, il resto (5-10%) è sunnita. L’islam sciita è la religione di Stato; sono riconosciute solo tre minoranze religiose (Cristianesimo, Ebraismo e Zoroastrismo) ma a certe condizioni. Questa guerra ha dato vigore ad una frattura che ruota attorno alla successione del Profeta Maometto. Le differenze teologiche sono insanabili e si stanno allungando sul conflitto. L’Iran continua a tenere il mondo col fiato sospeso seminando allarme economico, militare e geopolitico. Ma fino a quando?

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Blitz

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