Maxi furto da Sbraccia in via Ceccardi, l’amarezza della titolare: “Siamo soli davanti al degrado”
- Postato il 29 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Sono molto preoccupata, c’è una situazione di degrado nella zona del centro che negli ultimi 5 o 6 anni è diventata ingestibile”.
A parlare è Cristina Querci, titolare di Sbraccia, storica catena di profumerie che a Genova conta su quattro punti vendita da levante a ponente. La notte scorsa due ladri si sono introdotti nel negozio di via Ceccardi sfondando la porta d’ingresso e hanno portato via profumi e altri prodotti seminando distruzione.
L’intera scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza: “Erano le nove e mezza di sera, e tutto è successo in pieno centro – dice Querci – Immagini come ci si può sentire: nel 2014 abbiamo subìto un enorme alluvione in un negozio che avrebbe dovuto aprire venti giorni dopo, in via Canevari, eppure ci abbiamo creduto, abbiamo investito. E oggi ci ritroviamo in una situazione di questo genere nel nostro punto vendita del pieno centro”. Il danno è ancora da quantificare e sull’accaduto indaga la polizia, ma alla perdita economica si somma l’amarezza.
“La zona di via Ceccardi è immersa nel degrado, via Canevari è diventata presidio di spaccio, ci sono tappeti di siringhe a terra – prosegue Querci – Il nostro cavallo di battaglia è sempre stato portare luce nei quartieri, lo facciamo in via Ceccardi, in via Cipro, in via Canevari, e continuiamo a farlo senza aiuti. La nostra è un’impresa che esiste dai primi del 1900, abbiamo 50 dipendenti, ma la condizione in cui versa il centro di Genova è senza precedenti. Basti guardare come è ridotta via XX Settembre, la zona di Piccapietra, o via Roma dove di fatto non c’è passaggio. Oggi in via Canevari le commesse si rifiutano di aprire il negozio senza un servizio di security”.
Uno dei problemi di via Canevari, sottolinea Querci, è la presenza del Serd, un tema di cui si è discusso di recente anche in consiglio comunale: “Abbiamo avuto un incontro con il presidente di municipio Ivaldi che si è fatto carico di queste istanze. Ma occorre una visione chiara e conservativa della città. Genova è una città di botteghe, e io sono bottegaia, la strada la conosco molto bene. La zona tra Brignole e corso Montegrappa ha enormi potenzialità, potrebbe avere una forte attitudine turistica”.
A rendere la situazione ancora più pesante, sottolinea Querci amareggiata, “la probabile desertificazione del centro se improvvisamente tutto si sposterà verso il Waterfront in virtù del tema novità. Facciamo la somma di tutte queste criticità: cosa può pensare un imprenditore?”.