Max, l'app con cui Mosca vuole sostituire WhatsApp
- Postato il 12 febbraio 2026
- Estero
- Di Agi.it
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Max, l'app con cui Mosca vuole sostituire WhatsApp
AGI - L'intenzione è dichiarata: convincere - o costringere - i russi a lasciare WhatsApp per trasferirsi in massa su MAX, l'app di messaggistica "nazionale" promossa dal Cremlino come alternativa domestica ai servizi occidentali. Non a caso il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha confermato il blocco dell'app di Meta per spingere gli utenti verso il servizio legato all'ecosistema VK (l'ex "Facebook russo"), gruppo che da anni è uno dei pilastri della strategia digitale russa.
Il progetto è un'evoluzione dei tentativi precedenti di VK nel campo della messaggistica ed è stato presentato nel 2025 come un prodotto separato e pensato per diventare una "super-app" sul modello WeChat. Un punto chiave è la spinta normativa: dal 1 settembre 2025 MAX è obbligatoriamente pre-installata sui dispositivi venduti ufficialmente nel Paese, nell'ambito di una cornice legale dedicata ai "servizi multifunzionali di scambio informazioni".
Funzioni e promesse di MAX
Sul piano delle funzioni, MAX offre le classiche caratteristiche di un messenger moderno: chat, gruppi, chiamate audio e video, vocali, invio di file molto pesanti e sticker. Ma la promessa politica e industriale è un'altra: l'integrazione di servizi oltre la messaggistica. In varie ricostruzioni e presentazioni pubbliche MAX viene descritta come piattaforma capace di ospitare mini-app, pagamenti e collegamenti con servizi pubblici di identità digitale, cioè uno strumento "tutto in uno" per comunicare e usare servizi quotidiani.
Contesto e criticità
Il contesto è quello della crescente pressione russa sui servizi stranieri e la costruzione di un internet più "sovrano", dove le piattaforme estere possono essere limitate o bloccate e quelle domestiche diventano predefinite. Diversi osservatori e media hanno evidenziato che MAX non offrirebbe le stesse garanzie di crittografia end-to-end tipiche di WhatsApp o Signal (cioè l'idea che solo mittente e destinatario possano leggere i messaggi). È anche per questo che, nelle cronache internazionali, MAX viene spesso citata come app "governativa" e potenzialmente più esposta a richieste di accesso da parte delle autorità.
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