Matera, dal barcone alla cittadinanza italiana per Fatuma
- Postato il 9 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Matera, dal barcone alla cittadinanza italiana per Fatuma

Fatuma, etiope, è arrivata in Italia dalla Libia alcuni anni fa su un barcone nel porto di Lampedusa, ora è cittadina italiana. Vive a Matera e lavora al Brancaccio da tempo, il giuramento al Comune. Anche sua figlia la chiederà
Le dita della mano destra toccano la copia della Costituzione Italiana quasi con timidezza. Per Fatuma, etiope di 44 anni, quelle pagine saranno la trama della sua nuova vita per i prossimi anni. È da ieri, giovedì 8 gennaio 2026, infatti, che la donna etiope è ufficialmente cittadina italiana, come certificato dal Comune di Matera.
FATUMA, ARRIVATA IN BARCONE DALLA LIBIA, OGGI CITTADINA ITALIANA
Per diventare italiana ci sono voluti quattro anni, a causa di alcune complicazioni burocratiche che hanno rallentato il percorso cominciato nel 2021. La sua è una storia che comincia presto e che si riassume in una frase che lei stessa scrisse qualche anno fa, in una pubblicazione, dedicandola a sua figlia: se fai sacrifici, vinci.
La vittoria è in una esistenza lontana da violenze e soprusi, dai diritti negati. Fatuma lavora per la cooperativa “Il Sicomoro” nelle cucine della Casa di Riposo “Brancaccio” dopo aver svolto anche altre mansioni negli anni precedenti.
UNA VITA DI SACRIFICI E LAVORO
«Vive da tanto tempo in Italia – spiega Serena Vigoriti, coordinatrice dell’area immigrazione de Il Sicomoro – e sua figlia, nata in Libia ma cresciuta a Matera, lei da sempre è iscritta alla Facoltà di ingegneria a Bari». Fatuma è arrivata in Italia, passando da Lampedusa dove era arrivata dalla Libia. Lì aveva vissuto con un uomo che l’aveva accolta quanto si era ammalata per aver bevuto acqua inquinata, rivelandosi poi un musulmano integralista che, nonostante fosse incinta, la teneva segregata in casa, le impediva di uscire, di fare acquisti, di avere una vita normale.
IL RACCONTO DELLA VITA DI FATUMA
«Ho passato così un periodo lungo – scrisse – Gli dicevo che avrei voluto uscire fare la spesa, comperare i vestitini per la bimba…alla fine sono diventata così insistente che ogni tanto mi faceva uscire». In una di queste occasioni Fatuma si informa sulle partenze dalla Libia con alcuni ragazzi e comincia a mettere da parte in denaro per scappare. Il marito, nel frattempo, la tradiva e il loro rapporto « Era cambiato». Finalmente la cifra pretesa all’epoca dagli scafisti, viene racimolata e così «Sono scappata. L’ho fatto anche per la mia bambina, mia figlia aveva un anno e nove mesi». Quel viaggio diventa un’altra sfida da superare.
IL VIAGGIO NEL BARCONE
«Solo quando sono salita sulla barca mi sono resa conto della pazzia che stavo per fare ì; avrei potuto facilmente morire, questo non mi preoccupava più di tanto, ma non volevo che morisse mia figlia. Il viaggio è durato 36 ore – prosegue nel racconto che è diventato un vero e proprio documento storico – avevo un pò di acqua, molta paura. Appena sono sbarcata ho detto: “Grazie a Dio”. Qui c’è la libertà, puoi esprimerti liberamente, uscire con i tuoi vestiti, avere le chiavi». Il suo viaggio verso Matera, prima e unica tappa dopo l’arrivo a Lampedusa, avviene grazie al progetto Caritas, come ricorda Serena Vigoriti. E da quel giorno la vita fatta di piccoli passi, uno al giorno, ha percorso strade che fino a qualche anno prima sarebbero state impensabili e lungo le quali ha camminato con sua figlia, oggi adulta, e anche lei già impegnata nel percorso per ottenere la cittadinanza.
LA SFIDA VINTA
E la sfida, alla fine, l’ha vinta la forza di volontà che l’ha portata nella sala del Comune di Matera con la bandiera italiana fra le mani.
«Ottenere la cittadinanza – dice ancora Vigoriti – è l’obiettivo di molti e corrisponde al riconoscimento di diritti».
Da ieri per Fatuma, la strada sarà in discesa e mostrerà meno curve rispetto al passato.
In un Paese che è già multietnico da tempo, la sua storia porta aria fresca in un luogo che parlerà presto le lingue del Mediterraneo. Un ottimo inizio.
Il Quotidiano del Sud.
Matera, dal barcone alla cittadinanza italiana per Fatuma