Masterchef 15, concorrenti che escono per andare a ballare, inaspettati aspiranti chef tra i peggiori ed eliminazioni “a sorpresa”: tutto sull’ultima puntata

  • Postato il 9 gennaio 2026
  • Televisione
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Sorprese, rivelazioni “scottanti”, migliori che rapidamente scivolano tra i peggiori. L’ultima puntata di Masterchef Italia, che in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand – ha raggiunto una media serata di 900mila spettatori in Total Audience, è un saliscendi di emozioni con due eliminazioni in parte inaspettate. La gara entra nel vivo con una mistery box inedita: la cottura in argilla. I concorrenti si trasformano così in attenti scalpellini: devono “rompere la crosta” e svelare cosa c’è all’interno, se pesce, carne o un mix mari e monti.

Nel corso della prima prova c’è tempo anche per qualche rivelazione che lascia tutti, compresi i tre giudici, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, di stucco: tre insospettabili, Niccolò, Matteo Lee e Matteo Rinaldi, sono andati a ballare e hanno fatto sfoggio in pista di qualche (discutibile) passo di danza.

Il tempo per il divertimento però dura solo pochi secondi. La gara è più nel vivo che mai ed è tempo di chiamare i piatti migliori. La prima a essere chiamata davanti ai giudici è Vittoria, sensibile e dalla lacrima facile, ha osato con un piatto che mette insieme pesce e carne. Il secondo miglior piatto è quello di Niccolò che con il suo “Piccolo Lord” ha la sua piccola rivincita. Il suo piatto però non basta a fargli vincere la prova (peccato perché, finalmente, va detto, avrebbe ottenuto la possibilità di una cucina più alta visto che la misura standard gli va decisamente piccola). A trionfare sugli altri è un aspirante chef che già si era distinto nelle scorse puntate: Matteo Canzi che ottiene la sua prima Golden Pin e il vantaggio per l’Invention Test.

La lunga notte della marinatura

È proprio questa seconda prova a mettere in difficoltà molti componenti della Masterclass. La prova, pensata da chef Barbieri, è incentrata sulla marinatura. Due gli ingredienti principali a disposizione dei concorrenti (e assegnati da Teo vincitore della Mistery): pollo e capriolo che andranno fatti marinare per tutta la notte. Il vantaggio di Matteo Canzi, però, non finisce qui: l’aspirante chef può anche penalizzare due concorrenti. I malcapitati sono Iolanda e Alessandro (detentore di una Golden Pin) che il giorno seguente si ritrovano, con sorpresa, senza postazione. Come cucinare? Chiedendo “ospitalità” ai compagni per dieci minuti ciascuno.

Una prova di convivenza quindi ma anche di adattamento alle difficoltà che però non scoraggia né il dentista né l’ex insegnante. Entrambi riescono a portare a casa il piatto. Anzi, Alessandro è anche elogiato da Barbieri per aver fatto uno dei migliori impiattamenti della storia di Masterchef, tanto da aggiudicarsi la prova e diventare così il primo capitano della prova in esterna. Non va così bene, invece, ad altri concorrenti. In particolare due risultano tra i peggiori con piatti al limite dell’immangiabile. A dover abbandonare la Masterclass, contro ogni pronostico, è l’architetto Antonio che con il suo background internazionale aveva subito convinto i giudici ai live cooking. Deludente anche il piatto di Antonio, primo concorrente arbereshe della trasmissione: il suo pollo è marinato male e il pane di accompagnamento risulta quasi immangiabile. Per lui è pronto il grembiule nero che lo spedisce direttamente al Pressure Test.

L’esterna che esalta Bra

È il momento della prova in esterna. Dopo l’uscita nel regno del Parmigiano Reggiano è il momento per i concorrenti di assaggiare la famosa salsiccia di Bra, in Piemonte. Alessandro, vincitore dell’Invention Test, sceglie il menu blu che prevede un antipasto con salsiccia cruda e poi un carrè di coniglio accompagnato da bagnacauda che sappia però esaltare anche la salsiccia. Il dentista sceglie anche il capitano avversario: a guidare la brigata rossa, che si cimenterà in un antipasto creativo con salsiccia cruda e nei tajarin al ragù di salsiccia, sarà Matteo Lee, non proprio famoso nella Masterclass per le sue doti di chiacchierone.

L’esterna però si rivela un fallimento per l’apparentemente inespugnabile squadra blu composta, oltre che dal capitano, da Dounia, Dorella, Matteo Canzi, Niccolò, Matteo Rinaldi e Franco: il coniglio ripieno non è piaciuto agli attenti macellai piemontesi che hanno considerato la salsiccia troppo poco protagonista nel piatto. Ottimo, invece, il ragù bianco proposto dalla squadra rossa composta, oltre che da Matteo Lee, da Carlotta, Georgina, Iolanda, Jonny, Irene e Vittoria.

L’impossibile pressure test

È il momento di tornare in studio dove un difficile pressure test aspetta la squadra perdente. Salvata Dorella, meritevole di aver pensato a una verticalizzazione del secondo piatto, proponendo un peperone “a turbante”, gli altri, insieme ad Antonio, devono inventare tre tacos perfetti “innovativi, creativi e goduriosi”. Al termine degli assaggi si salvano solo Dounia e Matteo Rinaldi. Alessandro e Teo, nonostante la golden pin, decidono di non giocarsela e finiscono tra i peggiori: i loro impasti, oltre a quello di Franco, di Niccolò e del calabrese Antonio non sono all’altezza. Tra tacos crudi e che si spezzano, l’aria si taglia con il coltello. Alla fine, però, un piatto risulta peggiore degli altri, quello di Antonio che presenta ai giudici solo due tacos con un impasto non riuscito (così come successo all’Invention). Il saluto ironico di Cannavacciuolo è d’obbligo: “Non aprire mai una panetteria”.

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Il Fatto Quotidiano

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