Marrakech, anche Darderi sbatte su Trungelliti: a 36 anni è il più anziano debuttante in una finale ATP
- Postato il 4 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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È l’uomo del momento, ed è anche quello che butta fuori da Marrakech il “terraiolo” del momento. Perché nessuno negli ultimi due anni ha vinto quanto o più di Luciano Darderi sul rosso, ma di tutto questo Marco Trungelliti non sapeva proprio cosa farsene. E nel Grand Prix Hassan II ha deciso di rendere una volta di più magica la sua prima settimana sulla terra (quasi) europea: dopo aver centrato la prima semifinale in un ATP 250 e aver varcato le soglie della top 100, a 36 anni e passa l’argentino ha deciso di prendersi di forza anche la finale, dove sfiderà uno tra Jodar e Carabelli.
- Darderi, addio back to back: Trungelliti è una sentenza
- Tanti break, ma alla fine Luli è quello più scaltro
- Darderi ha una palla per il terzo, poi crolla al tiebreak
Darderi, addio back to back: Trungelliti è una sentenza
Per Darderi è una delusione cocente, perché in fondo questa somiglia tanto a una battuta d’arresto non preventivata: 6-4 7-6 (2) il risultato di una partita che Trungelliti ha sempre tenuto in mano, con i suoi colpi potenti con i quali ha reso decisamente meno performante del solito la tattica dell’italo-argentino di Villa Gesell.
Che un anno fa in Marocco vinse, ma che stavolta deve accontentarsi di prendere una lezione che sicuramente potrà tornargli utile nella stagione sul rosso. Così facendo però Luciano perde almeno due posizioni nel ranking, ritrovandosi fuori dalla top 20 alla vigilia del debutto a Montecarlo.
Insomma, una Pasqua lontana da quelle che erano le attese, e che conferma l’attitudine di Darderi a esaltarsi ma anche a smarrirsi abbastanza facilmente. Gli avessero detto qualche giorno fa che avrebbe perso contro Trungelliti, nessuno c’avrebbe creduto. Ma quel che ha fatto il 36enne di Santiago del Estero è qualcosa che davvero era difficile (se non impossibile) prevedere.
Tanti break, ma alla fine Luli è quello più scaltro
Capello selvaggio, look molto anni ’90 (con inflazioni del Nadal prima maniera), Trungelliti ha vinto una partita “sporca”, dove nessuno ha preso mai realmente il sopravvento. È stato però spietato nel trovare il modo per cogliere break: sulle 6 palle avute, 4 ne ha convertite (Darderi s’è “fermato” a 3 sulle 6 che s’è procurato).
E dire che Luciano il break l’aveva trovato per primo, nel gioco d’apertura, subito però replicato in un game nel quale la prima non è entrata (52% di giornata: troppo bassa la percentuale per rendere al meglio). Sventate due chance per un altro break targato Darderi, Trungelliti si scrolla di dosso ansie e paure e comincia a muovere tanto l’italo-argentino, che nel quarto gioco paga ancora dazio e cede il servizio.
Sul 4-2 però al 36enne e futuro (almeno) numero 75 del mondo s’inceppa la battuta: altro break di Darderi e parità ritrovata sul 4-4, ma nel decimo gioco ancora una volta la pazienza diventa alleata di Trungelliti, che trova due palle break e se ne fa bastare una (fa tutto Luciano: doppio fallo e 6-4).
Darderi ha una palla per il terzo, poi crolla al tiebreak
Nel secondo set inizialmente sembrerebbe tutto tornare nella norma, con Luli (soprannome affibbiato al 36enne sudamericano) che comincia a innervosirsi un po’, ma comunque bravo a tenere la barra dritta (due volte) ai vantaggi prima di trovare il break nel quarto gioco.
Caparbiamente Darderi trova il modo per replicare nel quinto gioco e poi andare sul 3 pari, dopo avergli annullato due palle break. La chance per tornare davanti arriva nell’undicesimo gioco, quando arriva la sesta palla break per il figlio di Gino, che pure Trungelliti annulla con una palla corta malandrina (non è la sola dell’incontro).
Inevitabile la coda al tiebreak, dove però domina Luli che serve divinamente, sale sul 4-1 e poi con un ace si procura quattro palle match. Ne basta una, e la festa è completa. Per il lieto fine, e per vedere il più anziano vincitore debuttante in una finale ATP, basterà attendere 24 ore. Per quanto visto, una cosa abbastanza plausibile.