Mario Burlò, chi è l’imprenditore torinese liberato insieme a Trentini dopo 14 mesi di detenzione in Venezuela

  • Postato il 12 gennaio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Torna libero dopo quasi 14 mesi di detenzione nel carcere di El Rodeo a Caracas. Mario Burlò, 53enne imprenditore torinese, è stato rilasciato insieme al cooperante Alberto Trentini. Coinvolto in vari procedimenti giudiziari in Italia, della sua reclusione in Venezuela si era venuti a conoscenza proprio durante uno di questi processi, perché risultava irreperibile.

Burlò era stato fermato novembre del 2024 a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito con accuse che non sono mai state chiarite e i suoi legali hanno sempre sottolineato che era detenutoarbitrariamente” senza che a suo carico fosse formalizzata alcuna accusa. All’epoca aveva detto alla famiglia che sarebbe partito per il Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali. Fondatore del gruppo OJ Solution, colosso dell’outsourcing con sede a Torino, era un volto noto del panorama economico piemontese.

La sua popolarità era cresciuta grazie alle sponsorizzazioni sportive: Burlò è stato l’ultimo patron della Auxilium Basket Torino prima del fallimento della storica società e ha sostenuto diverse realtà calcistiche e di pallamano tra Piemonte e Sardegna. In Italia era stato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di un processo sulla ’ndrangheta in Piemonte: recentemente la Cassazione lo aveva però assolto. Nei giorni scorsi, invece, il Tribunale di Torino aveva stralciato la sua posizione sul crac dell’Auxilium Basket, per il quale sono state condannate nove persone.

Per gran parte del periodo trascorso in carcere in Venezuela non gli era stata formalmente contestata alcuna accusa. Solo nel novembre 2025, nel corso di una visita consolare, Burlò aveva riferito di essere stato rinviato a giudizio con vaghe imputazioni di terrorismo. Le cuore della notte italiana Burlò con una lunga telefonata alla figlia Gianna, dagli uffici consolari italiani a Caracas, ha annunciato la sua liberazione e ha rassicurato la famiglia sulle proprie condizioni di salute. “Sta benone“, ha dichiarato Maurizio Basile, avvocato torinese che lo assiste nei processi che ha in corso in Italia. “È una persona dalla forza d’animo e dalla vitalità straordinaria”, ha aggiunto il legale. “Non ho parole per esprimere la mia gioia, è la fine di un incubo. Ringrazio ogni persona che ha lavorato per la liberazione di mio padre che non vedo l’ora di riabbracciare”, ha commentato la figlia Gianna.

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Il Fatto Quotidiano

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