Marine Le Pen fatta fuori dai giudici (e umiliata col braccialetto)

  • Postato il 31 marzo 2025
  • Di Libero Quotidiano
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Marine Le Pen fatta fuori dai giudici (e umiliata col braccialetto)

Un terremoto politico: il tribunale di Parigi ha emesso una sentenza storica che scuote la politica francese. Marine Le Pen, leader storica del Rassemblement National, è stata giudicata colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici insieme ad altri otto eurodeputati del suo partito. Fatta fuori per via giudiziaria, insomma. La condanna, che include quattro anni di carcere (due con pena sospesa e due da scontare con braccialetto elettronico), una multa di 100mila euro e cinque anni di ineleggibilità, compromette seriamente le sue ambizioni per le elezioni presidenziali del 2027: dichiarata ineleggibile per cinque anni, Le Pen non potrà candidarsi alla prossima corsa all'Eliseo. La condanna arriva al termine di un lungo procedimento giudiziario avviato nel 2015 su segnalazione del Parlamento europeo, che aveva riscontrato anomalie nell'uso dei fondi destinati agli assistenti parlamentari. Una condanna che, come detto, prevede anche l'imposizione del braccialetto elettronico, una scelta umiliante, feroce nei confronti della leader del Rn.

L'indagine ha messo nel mirino un sistema di finanziamenti illeciti, in cui gli assistenti parlamentari pagati con fondi europei lavoravano in realtà per il partito in Francia. La presidente del tribunale, Bénédicte de Perthuis, ha sottolineato che il Parlamento europeo "si è fatto carico di persone che in realtà lavoravano per la formazione politica a livello nazionale", senza un reale impiego legato ai lavori dell'Eurocamera. Insieme ai nove eurodeputati, anche dodici assistenti sono stati riconosciuti colpevoli di ricettazione.

In serata, Le Pen ha parlato in una durissima intervista tramessa da Tf1. La leader del Rn ha bollato la condanna come "decisione politica" e ha parlato di "un giorno funesto per la democrazia", pur rimarcando di non ritenere di essere illegibile. Dunque ha ribadito la volontà di fare ricorso in "appello il più presto possibile" perché "siamo tutti innocenti". "Milioni di francesi sono indignati. In Francia, nel Paese dei diritti umani, i giudici hanno applicato di un regime autoritario", ha tuonato Le Pen. E ancora: "È un giorno disastroso per la nostra democrazia, con milioni di francesi privati del loro candidato". "I giudici di primo grado - ha proseguito - possono sbagliarsi". E fin "dalle prime ore del nostro processo, sapevo che saremmo stati giudicati in modo parziale. Io sono stata eliminata, ma in realtà sono milioni di francesi che sono stati eliminati", ha aggiunto, per poi affermare che "la suprema colte è il popolo".

"Lo stato di diritto è stato completamente violato - ha rincarato - perché si impedisce un ricorso effettivo, che è un diritto garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo". Per queste ragioni, ha spiegato che "giustizia deve essere fatta rapidamente, ma in genere ci vogliono dai 18 mesi ai due anni, sarà troppo tardi", ha concluso Le Pen riferendosi alla corsa all'Eliso da cui rischia di restare tagliata fuori.

La condanna di Le Pen ha scatenato una tempesta di reazioni nel panorama politico nazionale e internazionale. La leader del RN ha mantenuto il silenzio nelle ore immediatamente successive alla sentenza, annunciando però la sua partecipazione al telegiornale delle 20 su TF1. Dal quartier generale del partito, il presidente Jordan Bardella ha parlato di "un attacco alla democrazia" e ha invocato una "mobilitazione popolare e pacifica" per protestare contro quella che ha definito "la dittatura dei giudici".

Oltre alla destra francese, la condanna di Le Pen ha suscitato indignazione anche tra alcuni alleati internazionali. Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitri Peskov, ha parlato di "una violazione delle norme democratiche", mentre in Italia Matteo Salvini ha dichiarato che si tratta di "una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles". Anche il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha espresso solidarietà, scrivendo su X: "Je suis Marine".

Tra le reazioni più forti, spicca quella del magnate Elon Musk, che su X ha affermato: "Quando la sinistra non riesce a vincere per via democratica, abusa del sistema giudiziario per far incarcerare gli oppositori politici". Il patron di Tesla ha paragonato il caso Le Pen a quello di Donald Trump, suggerendo che la decisione potrebbe avere ripercussioni politiche inaspettate. Poi anche le parole di Tammy Bruce, portavoce del Dipartimento di Stato Usa, secondo il quale "sentenze come quella inflitta a Marine Le Pen, che impediscono ai candidati di correre, sono preoccupanti".

Di fronte alla crescente ondata di critiche e pressioni, il Consiglio Superiore della Magistratura francese ha espresso preoccupazione per le reazioni "che potrebbero mettere seriamente in discussione l'indipendenza dell'autorità giudiziaria". In una nota ufficiale, ha condannato le minacce personali rivolte ai magistrati e ha invitato alla moderazione nel commentare la decisione giudiziaria.

Nonostante la condanna, l'avvocato della leader del RN ha annunciato ricorso. Tuttavia, l'appello non sospenderà la sentenza di ineleggibilità, rendendo di fatto impossibile per Le Pen candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027, a meno di un ribaltamento in secondo grado. Resta ora da vedere se la mobilitazione evocata da Bardella potrà tradursi in un movimento capace di riscrivere gli equilibri della politica francese.

Con Marine Le Pen fuori dai giochi, la corsa all'Eliseo entra in una nuova fase, aprendo interrogativi sul futuro della destra francese e sulla capacità del Rassemblement National di mantenere la sua influenza senza la sua storica leader alla guida. Quel che è certo, è il fatto che la candidata più quotata in vista del 2027, ad ora, sia stata fatta de facto fuori dai giudici. La storia che si ripete, a tutte le latitudini.

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Libero Quotidiano

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