Marine Le Pen condannata, ecco le accuse contro la leader del Rassemblement National
- Postato il 31 marzo 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Una sentenza che non ha niente a che fare con gli ideali portati avanti dagli imputati, ha precisato la presidente del tribunale penale francese, Bénédicte de Perthuis. Una decisione puramente politica, hanno ribattuto gli alleati di Marine Le Pen. La condanna della leader di Rassemblement National, colpevole insieme ad altri eurodeputati del suo partito e assistenti parlamentari di appropriazione indebita di fondi Ue, divide la politica europea. Ma l’inchiesta della procura francese ha portato a galla quello che i giudici hanno definito “un sistema” per pagare con soldi europei finti assistenti parlamentari in Ue che, invece, svolgevano attività per il partito a livello nazionale.
I fondi impropriamente utilizzati per pagare i collaboratori servivano, ha stabilito il tribunale, per pagare funzionari del suo partito francese invece di finanziare assistenti parlamentari tra il 2004 e il 2016. La patronne della formazione di estrema destra francese, insieme ad altri esponenti, è stata ritenuta colpevole di aver utilizzato 2,9 milioni di euro di fondi europei destinati agli assistenti degli eurodeputati per pagare membri di quello che allora si chiamava Front National. Una pratica vietata dai regolamenti europei che impediscono l’utilizzo di fondi destinati agli eurodeputati per attività che esulino da quelle strettamente parlamentari.
Le indagini della Procura sono iniziate nel 2014, quando l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) ha svolto dei controlli sui contratti degli assistenti degli eurodeputati del Rassemblement National individuando delle anomalie. Da lì sono scattate verifiche più approfondite. Intanto, nel 2015, la pubblicazione di un organigramma del partito, che includeva 16 eurodeputati e 20 assistenti, ha rafforzato i sospetti. Tanto che le verifiche sono continuate in maniera più approfondita, con l’allora presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che nel 2015 inviò una segnalazione al Ministero della Giustizia francese che avviò le indagini che hanno poi portato al processo iniziato circa sei mesi fa.
In questi anni non sono mancati episodi che hanno colpito l’immagine del partito di estrema destra francese, come le perquisizioni nella sede e nelle abitazioni di vari collaboratori, incluso Nicolas Crochet, contabile già coinvolto in un altro scandalo noto come “affaire Jeanne-Riwal“, avvenute nel 2016. Le inchieste hanno così portato sul banco degli imputati, accanto a Le Pen, il vicepresidente del partito, sindaco di Perpignan e già compagno della leader, Louis Aliot, l’ex presidente ad interim di RN, Jean-François Jalkh, l’eurodeputato Nicolas Bay e l’ex numero due del partito Bruno Gollnisch. Implicati in questa vicenda, come spiega Le Monde, anche l’ex eurodeputato e leader del Front National, Jean-Marie Le Pen, e altre dodici persone colpevoli in qualità di assistenti parlamentari. Tra loro Thierry Légier e Catherine Griset, nonché gli attuali deputati del Rassemblement National Timothée Houssin e Julien Odoul, oltre a Yann Le Pen, sorella di Marine. Dichiarati colpevoli anche quattro collaboratori del partito, tra cui Wallerand de Saint-Just, ex vicepresidente e tesoriere del partito.
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