Manovra, a che punto siamo? Accordo su affitti brevi, Isee e dividendi. Resta il nodo coperture

  • Postato il 27 novembre 2025
  • Di Panorama
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Si entra nelle settimane decisive per la Legge di Bilancio e la Manovra esce da un vertice di maggioranza di oltre due ore con un’intesa su alcuni punti delicati: affitti brevi, ampliamento dell’esenzione Isee sulla prima casa e articolo 18 sui dividendi. Resta il nodo delle coperture: reperire oltre un miliardo di euro per finanziare le modifiche richieste dai partiti. Intanto in Commissione Bilancio al Senato è arrivata una prima “tagliola”: 105 emendamenti dichiarati inammissibili. Il calendario è stretto: via libera del Senato atteso per il 15 dicembre, approdo alla Camera il 19.

Il vertice di maggioranza e le prime intese: dagli affitti brevi all’Isee sulla prima casa fino ai dividendi

Due ore di confronto a Palazzo Chigi ieri dove è stata raggiunta un’intesa innanzitutto sul fronte caldo degli affitti brevi. Il compromesso converge sull’idea di mantenere l’aliquota al 21% per la prima casa e al 26% per la seconda, con l’avvio del regime di “reddito d’impresa” dalla terza unità immobiliare in su. Una soglia più bassa rispetto alla disciplina oggi in vigore, che fa scattare l’attività d’impresa solo dalla quinta abitazione. Una revisione orientata a stringere il campo delle locazioni brevi professionali, nel tentativo di non penalizzare i piccoli proprietari, ma al tempo stesso riportare ordine in un mercato esploso negli ultimi anni.
Accordo anche sull’ampliamento dell’esenzione Isee sulla prima casa, tema che deve però ancora superare il test delle coperture, e sull’articolo 18 relativo ai dividendi, su cui la maggioranza ha trovato una posizione comune dopo settimane di discussione, chiarendo la possibilità di compensazione anche per i contributi previdenziali delle imprese. Palazzo Chigi ha precisato che le questioni “restano ancora aperte”, soprattutto per la parte finanziaria: il Tesoro non ha ancora validato né gli importi né le fonti da cui reperire le risorse necessarie.

La battaglia delle coperture e riserve auree

Il cuore del confronto politico ora si sposta sulle coperture, il vero fattore di incertezza che condizionerà l’esito delle prossime settimane. La stima, considerata provvisoria, parla di circa un miliardo di euro.
Tra le ipotesi in discussione c’è l’aumento dell’Irap per le grandi banche, un ritocco di 0,5 punti che porterebbe il prelievo aggiuntivo complessivo a 2,5 punti. Il gettito previsto è di poco inferiore ai 200 milioni, ma la definizione della platea (cioè, se solo grandi istituti o anche realtà di dimensioni medie) è ancora sotto analisi tecnica, così come l’eventuale introduzione di una franchigia per escludere le banche minori.
Un’altra fonte di introiti potrebbe arrivare dalla tassa sui piccoli pacchi extra Ue sotto i 150 euro, misura già annunciata ma ancora in fase di verifica contabile. Parallelamente continua il confronto interno sul possibile intervento relativo all’oro da investimento: due emendamenti, uno della Lega e uno di Forza Italia, propongono di tassare le plusvalenze, ma i capigruppo frenano. Molto diverso il significato dell’emendamento firmato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan, che sancisce che le riserve auree custodite dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato, “in nome del Popolo italiano”. Un intervento dalla forte carica simbolica politica, passato indenne alla prova di ammissibilità e accompagnato da un laconico «no comment» della Bce, che ha chiarito di non essere stata consultata. Un silenzio che parla più di una replica.

Legge di Bilancio: l’iter e i 105 emendamenti bocciati

Intanto in Senato c’è stato un passaggio chiave nella marcia della Manovra: 105 emendamenti dichiarati inammissibili sui 414 segnalati. Diciotto per estraneità di materia, gli altri 87 per mancanza di coperture, cifra che fotografa senza filtri il margine strettissimo entro cui si muove il governo. I gruppi hanno 24 ore per sostituire gli emendamenti bocciati per materia con testi alternativi. Mentre quelli fermati per copertura potranno essere ripresentati solo se accompagnati da una revisione in grado di garantire la sostenibilità finanziaria. Continuano i lavori. Ci sono tre settimane scarse per chiudere il pacchetto emendativo, approvarlo in Commissione e mandare la Manovra in Aula per il voto finale al Senato entro il 15 dicembre.

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Panorama

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